Non si placa la bufera politica ed amministrativa sulla gestione dei servizi di igiene urbana e raccolta differenziata nel capoluogo. A riaprire il fascicolo è Anselmo Pizzutelli, consigliere comunale d’opposizione e capogruppo della lista civica “Un’altra Frosinone”, che attacca direttamente giunta e vertici burocratici dell’Ente. Al centro del contendere c’è il maxi appalto dei rifiuti, una partita economica imponente che supera la cifra di 25 milioni di euro e dalla cui regolarità dipende il servizio fondamentale di spazzamento, raccolta e smaltimento in tutta la città.
Ma ecco la vicenda giudiziaria. Lo scorso 9 febbraio, il Consiglio di Stato si è pronunciato sul ricorso presentato dalla seconda ditta classificata nella gara d’appalto, accogliendo ben quattro dei cinque punti contestati. In particolare, i giudici hanno disposto la necessità di un approfondimento tecnico e contabile su un elemento chiave: il maxi-ribasso offerto dalla ditta aggiudicataria, superiore al 17%, che potrebbe risultare anomalo e non sostenibile rispetto ai costi reali del servizio e della manodopera.
L’approfondimento disposto dai giudici del CdS sul ribasso d’asta
“All’epoca l’amministrazione cercò di trincerarsi dietro la scusa che la procedura di gara fosse stata gestita dalla Provincia — osserva Pizzutelli —. Ma la verità è che la Commissione di gara era composta per ben due terzi da dirigenti del Comune di Frosinone. Erano i nostri uffici a dover valutare la congruità degli atti e la consegna del cantiere avvenuta sotto riserva”.
Nel corso di una successiva seduta di Consiglio comunale, sollecitata da un’interrogazione dello stesso Pizzutelli, la dirigenza del settore Ambiente aveva assicurato che il nuovo Responsabile Unico del Procedimento (RUP) avrebbe esaminato i rilievi del Consiglio di Stato — avvalendosi anche di un consulente tecnico esterno — per fornire una risposta definitiva e chiarificatrice entro il 30 aprile.
Oggi la realtà – secondo l’esponente della minoranza – parla di un ritardo che rischia di paralizzare il Comune: “Siamo arrivati a fine settembre — incalza l’esponente di ‘Un’altra Frosinone’ — e gli uffici non hanno fatto sapere ancora nulla. Stiamo parlando dell’appalto più importante del Comune di Frosinone, che pesa sulle tasche di tutti i cittadini. Pensiamo a cosa accadrebbe se un servizio di questa portata dovesse improvvisamente bloccarsi o subire uno stop giudiziario”.
Il rischio di impatto finanziario se saltasse l’offerta economica della prima ditta
Il vero nodo politico, sollevato con forza da Pizzutelli, riguarda l’impatto economico-finanziario che la vicenda rischia di scaricare sui bilanci dell’Ente e sui contribuenti. L’Assessorato alle Finanze ha strutturato il bilancio preventivo calcolando il costo del servizio rifiuti sulla base del ribasso del 17% garantito dalla prima ditta.
Qualora le verifiche sul ribasso anomalo dovessero portare all’annullamento dell’aggiudicazione e al subentro della seconda ditta classificata (che aveva offerto un ribasso contenuto, poco superiore al 2%), si verificherebbe un gap finanziario netto di circa il 15%. In assenza di coperture finanziarie nel bilancio comunale per colmare questa differenza, l’aumento dei costi si rifletterebbe direttamente sulla TARI, la tassa sui rifiuti pagata dalle famiglie e dalle imprese cittadine.
In conclusione della sua presa di posizione, Anselmo Pizzutelli rivolge una serie di quesiti pressanti al Sindaco, all’Assessore all’Ambiente e all’Assessore al Bilancio: “Come mai né l’assessorato all’ambiente né quello alle finanze hanno sollecitato gli uffici a dirimere questa vertenza una volta per tutte, considerando che sono passati oltre due anni dall’affidamento? Perché il Sindaco non pretende chiarezza? Vogliamo capire se questo ritardo sia un semplice intoppo burocratico o se siano emerse difficoltà tali da rendere complicata ogni decisione. Se ci sono nuovi elementi, la cittadinanza e il Consiglio comunale hanno il sacrosanto diritto di essere informati immediatamente”.