Tegole, frammenti di cornicione e vetri infranti: il bilancio dei crolli che minacciano la sicurezza di via Bernardino Cesari, nel pieno centro storico di Arpino, è sempre più allarmante. L’ennesimo episodio risale all’inizio di settembre, quando il tempestivo sopralluogo della Polizia Locale, condotto persino in un giorno festivo di fronte alla palese pericolosità dell’immobile, ha confermato lo stato di totale degrado di un fabbricato disabitato da anni, di cui risultano ignoti gli eredi.
L’assenza prolungata di manutenzione ha trasformato l’abitazione in una trappola a cielo aperto. Gli agenti di Polizia Locale hanno formalizzato la relazione di servizio inoltrandola al Settore Gestione del Territorio, sotto la responsabilità dell’architetto Elisabetta Del Grande. Spetta ora all’ufficio comunale il compito di rintracciare i titolari dell’immobile o i loro aventi causa per notificare l’ordinanza d’urgenza di messa in sicurezza.
Tuttavia, a distanza di oltre tre settimane dalla segnalazione, l’iter procedurale appare bloccato burocraticamente. L’incolumità pubblica resta a rischio, tanto da aver spinto una famiglia residente nelle vicinanze ad abbandonare la propria casa per trasferirsi temporaneamente presso la figlia in un comune limitrofo, pur di sfuggire al pericolo costante di distacchi dall’alto. Un disagio che impone un drastico cambio di abitudini e che ripropone l’urgenza di un intervento risolutivo da parte dell’amministrazione comunale, chiamata ad adempiere ai propri doveri di vigilanza e tutela del territorio senza ulteriori dilazioni.




