Da Aquino alla Corte dei Conti: chi è Tommaso Miele, oggi indagato nell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto

Nel 2016 il magistrato finì al centro di un’indagine della procura di Cassino inerente un buco milionario nelle casse dell’Università

Per anni è stato uno dei magistrati contabili più influenti del Paese. Oggi il nome di Tommaso Miele, originario di Aquino, è tornato al centro dell’attenzione nazionale dopo l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto di Messina. – LEGGI QUI – L’ipotesi investigativa riguarda presunti tentativi di condizionare il controllo di legittimità della Corte dei Conti sul progetto dell’opera.

Secondo la nota diffusa dagli inquirenti, le indagini avrebbero documentato «condotte tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti» sul progetto definitivo del Ponte. La Procura sostiene inoltre che due degli indagati avrebbero promesso sostegno a Miele per futuri incarichi pubblici dopo il pensionamento. Si tratta di accuse tutte da verificare nelle successive fasi dell’inchiesta.

Per il territorio frusinate, però, il nome di Miele evoca anche una vicenda che fece molto rumore già dieci anni fa: quella del cosiddetto “buco” nei conti dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Nel 2016, dopo l’insediamento del nuovo rettore, emerse una situazione finanziaria estremamente critica nell’ateneo cassinate. Le verifiche portarono alla scoperta di circa 35 milioni di euro di contributi previdenziali non versati all’Inps, ai quali si aggiungevano interessi e sanzioni per circa 9 milioni, per un’esposizione complessiva superiore ai 44 milioni di euro.

L’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Cassino, portò all’iscrizione nel registro degli indagati di otto persone tra dirigenti universitari e componenti del collegio dei revisori dei conti. Tra questi figurava anche Tommaso Miele, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di presidente del collegio dei revisori dell’ateneo.

Secondo l’ipotesi accusatoria formulata allora dagli investigatori, nei bilanci consuntivi sarebbero stati riportati dati non corrispondenti alla reale situazione debitoria dell’università, mentre i revisori avrebbero attestato la conformità dei documenti contabili.

Una circostanza che suscitò particolare clamore perché coinvolgeva proprio il magistrato destinato a guidare la Corte dei Conti del Lazio, istituzione chiamata a vigilare sull’utilizzo delle risorse pubbliche e a perseguire eventuali danni erariali.

Miele ha sempre respinto ogni contestazione, sostenendo che i pareri del collegio dei revisori fossero stati espressi sulla base della documentazione fornita dagli uffici universitari e parlando di «insussistenza del fatto». La sua posizione è stata archiviata.

Nonostante quella vicenda giudiziaria, Miele ha continuato la propria ascesa istituzionale fino a diventare presidente della Corte dei Conti del Lazio e successivamente presidente aggiunto della Corte dei Conti nazionale, incarico concluso con il pensionamento nel febbraio 2026. Oggi il magistrato di Aquino si trova nuovamente sotto la lente della magistratura. Resta fermo, come in ogni procedimento penale, il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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