Depressione, ora è possibile individuare precocemente chi potrebbe sviluppare sintomi: gli studi

I risultati mostrano che la plasticità potrebbe diventare un nuovo indicatore per la prevenzione grazie all’approccio computazionale proposto

Capire prima chi potrebbe essere più vulnerabile alla depressione, anche quando non presenta ancora sintomi clinicamente rilevanti, attraverso una serie di semplici misurazioni dei cambiamenti del proprio stato mentale. E’ l’obiettivo di due nuovi studi dell’Istituto Superiore di Sanità appena pubblicati sulle riviste Neuroscience and Biobehavioral Reviews e Journal of Affective Disorders.

La ricerca ha sviluppato un metodo per misurare la cosiddetta plasticità, cioè la capacità di una persona di modificare il proprio stato mentale. Questa capacità può favorire il recupero da un momento difficile, ma può anche rendere più esposti a un peggioramento. Il primo articolo propone e formalizza il quadro teorico e computazionale alla base dell’approccio. Il secondo ha misurato la plasticità utilizzando il modello computazionale sviluppato che analizza quanto emozioni, pensieri e stati dell’umore tendono a muoversi insieme in modo coordinato. Quando lo fanno, è emerso, la persona tende a rimanere nello stesso stato mentale, mentre quando invece si muovono in modo più indipendente, lo stato mentale può cambiare più facilmente.

Utilizzando questo approccio sono state analizzate le traiettorie dello stato mentale di 146 persone sane. “Abbiamo osservato che le persone i cui stati dell’umore erano meno rigidamente legati tra loro tendevano a mostrare cambiamenti più marcati nei sintomi depressivi nel periodo successivo, raggiungendo più rapidamente livelli di sintomi considerati più severi”, afferma Claudia Delli Colli, prima autrice dello studio. “Inoltre, è importante ricordare che questi risultati non erano spiegati semplicemente da una maggiore presenza di sintomi all’inizio dello studio”. Questo non significa che si possa prevedere con certezza se una persona svilupperà depressione, ma indica una condizione di maggiore vulnerabilità che può essere riconosciuta prima della comparsa del disturbo.

I risultati mostrano che la plasticità potrebbe diventare, in futuro, un nuovo indicatore per la prevenzione rilevabile grazie all’approccio computazionale proposto. L’obiettivo non è formulare diagnosi, ma individuare più precocemente le persone che potrebbero beneficiare di sostegno, monitoraggio o interventi personalizzati.

“L’approccio si basa su brevi rilevazioni ripetute degli stati affettivi nella vita quotidiana”, spiega Igor Branchi, del Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione Preclinica e Clinica dei Farmaci dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha coordinato gli studi. “Per esempio, tramite smartphone la persona risponde più volte al giorno a brevi domande su come si sente in quel momento, ad esempio assegnando un punteggio al proprio livello di stress, rilassamento, tristezza o serenità. Questo metodo di raccolta dati è definito EMA (Ecological Momentary Assessment). Analizzando quanto i diversi stati dell’umore tendono a cambiare insieme, è possibile stimare il livello individuale di plasticità e segnalare una possibile maggiore vulnerabilità prima della comparsa di sintomi depressivi clinicamente rilevanti. Naturalmente, si tratta ancora di un approccio di ricerca e non di uno strumento diagnostico già utilizzabile nella pratica clinica, ma la sua semplicità di applicazione potrebbe rappresentare un vantaggio qualora l’efficacia venisse confermata in ulteriori studi”. – Fonte ISS.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

In Italia si dimezza il ricorso all’isterectomia del peripartum, esperti da 20 Paesi a confronto sulle cure

Esperti e ricercatori a confronto su come trasformare le evidenze scientifiche in cure più sicure, appropriate ed eque per tutte le donne

Castelliri, torna la raccolta fondi di Famiglie SMA: due giorni per sostenere la ricerca

Sarà possibile contribuire alla campagna nazionale con una donazione di 10 euro. Appuntamento il 10 e l'11 ottobre a Castelliri

Influenza stagionale, iniziata la campagna vaccinale: un milione e 380mila dosi nel Lazio

La campagna è rivolta agli over 60, ai fragili, ai bambini fino ai 6 anni compiuti, agli operatori sanitari e alle donne in gravidanza

Settimane della Sicurezza, al via il ventennale della manifestazione promossa dalla Asl di Frosinone

Presentato il programma di “20 di Sicurezza - Dove soffia la prevenzione”. Inaugurazione ufficiale il 12 ottobre nella Sala Teatro aziendale

Salute in Comune, il benessere nella terza età sbarca al Centro Anziani di Ceccano

Ha preso il via la serie di iniziative organizzata in materia di prevenzione con il patrocinio di Asl Frosinone e Regione Lazio

Tumore del polmone, l’importanza della diagnosi precoce: al San Camillo 28 casi individuati su 939 TC

Il programma dell’Azienda Ospedaliera prosegue con la fase 2: QR code di accesso anche negli studi dei medici di famiglia e nelle farmacie
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -