Discarica di Cerreto, il sindaco Fallone: “Nasce la Newco nel silenzio più totale ma i cittadini devono sapere”

L’operazione societaria entro settembre potrebbe portare il sito nell'orbita di Acea. Ma i dati Saf dicono che la discarica non serve

Potrebbe essere il passo in avanti decisivo per la riapertura della discarica di Cerreto: la costituzione di una società che sarebbe destinata a rilevare la proprietà del sito, attualmente della Mad Srl. Lo si apprende dal sindaco di San Giovanni Incarico, Paolo Fallone, che sintetizza: “Mentre noi siamo in prima linea a difendere il diritto alla salute e a batterci contro la riapertura della discarica, nel silenzio più totale succede qualcosa che i cittadini devono sapere. È nata una nuova società: Newco Roccasecca Srl. Sembrerebbe destinata a rilevare i rami d’azienda della Mad per la futura gestione della discarica. E indovinate un po’ quando? Proprio adesso, proprio mentre stiamo portando avanti sul territorio la petizione al Parlamento europeo. Coincidenza? Io ho qualche dubbio”.

Fallone si riferisce alla richiesta al Parlamento europeo – che ha avuto il sostegno della Consulta dei sindaci del Cassinate – di esaminare e verificare la conformità della pianificazione regionale con il diritto dell’Unione, e di adottare ogni misura utile a tutelare i diritti fondamentali delle popolazioni della Valle del Liri. Il tutto nell’ambito della denuncia della “possibile violazione di plurime Direttive europee nell’ambito della pianificazione regionale dei rifiuti della Regione Lazio, con specifico riferimento alla previsione di riapertura della discarica di Cerreto, sita nel Comune di Roccasecca, a servizio parziale di territori extra-provinciali, nonostante l’assenza di fabbisogno impiantistico locale e in presenza di un grave quadro di pressione ambientale e sanitaria cumulativa sul territorio della Valle del Liri”.

“Nessuna comunicazione da parte di chi dovrebbe proteggere il territorio”

Il sindaco Fallone si chiede: “Perché nasce questa nuova società proprio ora? Perché la cessione del ramo d’azienda sembrerebbe avvenire per cifre così basse? A chi serve davvero questa operazione e chi la sta gestendo? Chi comprerà: privati o c’è un interesse pubblico da tutelare? Silenzio. Come sempre. Nessuna comunicazione, nessuna trasparenza da chi dovrebbe invece proteggere questo territorio e le persone che ci vivono. Ma noi non arretriamo di un millimetro. Non ci fermiamo – avverte il primo cittadino – davanti a decisioni calate dall’alto che condizionano la salute pubblica e la salubrità della nostra terra. So che la strada è in salita, ma qualcosa mi dice che la strada dell’Europa sta iniziando a far tremare i polsi a qualcuno”.

“E se davvero la politica deve rappresentare l’interesse dei cittadini – evidenzia Fallone –, questo è il momento di dimostrarlo con i fatti, non con le parole. A noi la discarica non serve. Presenteremo una richiesta di accesso agli atti alla Camera di Commercio competente, per fare chiarezza su questi passaggi societari e capire, una volta per tutte, cosa si muove dietro le quinte. Continueremo a informare tutti. Passo dopo passo, atto dopo atto. Per la difesa di un territorio che merita rispetto”.

Una società-veicolo per isolare autorizzazioni e rami d’azienda “sani”

La Newco rappresenterebbe il passaggio utile e necessario per isolare le autorizzazioni e i rami d’azienda sani dalle pendenze legali e ambientali pregresse della proprietà Mad Srl. La nuova società potrebbe essere acquisita – una volta conclusa la due diligence – da Acea Ambiente (che ormai fa capo a Eni Plenitude), già da tempo in trattativa per l’acquisto del sito. L’operazione potrebbe concludersi entro il mese di settembre. Insomma, siamo di fronte a un possibile meccanismo di carve-out con utilizzo della newco (Special Purpose Vehicle o società veicolo). Queste operazioni hanno la finalità di far sì che l’asset da alienare diventi appetibile e “sicuro” per l’eventuale acquisizione da parte di grandi player industriali.

In una lettera inviata a tutte le amministrazioni comunali della provincia di Frosinone, il sindaco di San Giovanni Incarico spiega come la sua amministrazione abbia “predisposto una petizione formale al Parlamento europeo, ai sensi dell’art. 227 del TFUE, per chiedere alle Istituzioni dell’Unione europea di verificare il rispetto delle direttive europee in materia di rifiuti, acque e valutazione ambientale e di garantire che il principio di precauzione, sancito dal diritto dell’Unione, venga finalmente applicato al nostro territorio prima che siano assunte decisioni irreversibili”.

La petizione all’Ue promossa dal Comune di San Giovanni Incarico

La petizione chiede, in particolare, che “la procedura di VAS del Piano regionale dei rifiuti acquisisca i dati epidemiologici disponibili prima di qualsiasi determinazione definitiva e che venga fornita risposta alla raccomandazione di ARPA Lazio, rimasta finora inevasa. Vi rivolgiamo, dunque, un invito sincero e sentito: unitevi a noi. Aderite, come Comune, alla petizione, sottoscrivendo la delibera di adesione che alleghiamo alla presente e mettendo a disposizione, qualora lo riteniate opportuno, i dati e le osservazioni del vostro territorio. Non chiediamo un atto di appartenenza politica, ma un atto di responsabilità amministrativa e di solidarietà territoriale”.

“La forza di questa iniziativa – conclude Fallone scrivendo ai colleghi sindaci e amministratori comunali – risiede proprio nella capacità della nostra Provincia di parlare, per una volta, con una sola voce: quella di novantuno Comuni che rifiutano di essere considerati un territorio di scarico e che rivendicano, con fermezza e senza subalternità, il diritto alla salute e a un ambiente sano per le proprie comunità”. Il Comune di San Giovanni Incarico ha fissato “come data ultima quella del prossimo 31 agosto, così da poter con celerità inviare il tutto all’Ufficio petizioni del Parlamento europeo”.

La questione Saf con il fabbisogno inesistente del conferimento in discarica

Va ricordato che nel testo della petizione si evidenzia come “Saf S.p.A., società partecipata da novantuno Comuni della Provincia di Frosinone e titolare della gestione integrata dei rifiuti provinciali, abbia documentato che il quantitativo di rifiuti avviato a smaltimento finale nel territorio provinciale è attualmente pari a zero: l’intero materiale conferito viene avviato a recupero di materia o di energia. Il fabbisogno di discarica per la Provincia di Frosinone è pertanto inesistente e la riapertura di Cerreto, nella parte riferibile alla quota frusinate, è priva di qualunque base tecnica. I dati ufficiali di Saf S.p.A. relativi all’anno 2025 confermano analiticamente tale conclusione: su 111.743.680 kg di rifiuti complessivamente gestiti dall’impianto di Colfelice nel corso del 2025, la quota avviata a smaltimento in discarica è pari a 0 kg (zero chilogrammi), mentre il 94,42% del flusso indifferenziato è avviato a recupero di materia o energia”.

Conclusione: “Il fabbisogno di discarica è pertanto non solo inesistente, ma documentato con dati analitici verificabili per codice CER e per mese. La Regione Lazio non ha acquisito né esaminato tali dati nell’ambito della procedura di VAS. La pianificazione regionale si fonda pertanto su un presupposto, l’esistenza di un fabbisogno residuo di smaltimento, che i dati ufficiali del gestore provinciale smentiscono”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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