Discarica di Cerreto, la carica dei 500 a Pontecorvo: in fila per firmare la petizione Ue contro la riapertura

Il successo dei banchetti alla Villetta trasforma la protesta per la sottoscrizione in una vera e propria sollevazione: no ai piani regionali

C’è una frattura sempre più profonda tra le scelte della Regione Lazio sul ciclo dei rifiuti e la realtà del territorio del Cassinate dove insiste l’intera impiantistica. Da un lato c’è il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031 (D.G.R. n. 234 del 22 aprile 2026), che intende riesumare il V Bacino della discarica di Cerreto a Roccasecca destinandovi per il 50% spazzatura proveniente da Roma e Latina; dall’altro c’è il dato contabile fornito dalla Saf (la società pubblica partecipata dai 91 Comuni ciociari): la Provincia di Frosinone ha un fabbisogno impiantistico di discarica pari a zero kg.

I dati analitici del 2025 parlano chiaro: su oltre 111 milioni di kg di rifiuti gestiti a Colfelice, il 94,42% è stato avviato a recupero di materia o energia e zero chili sono finiti in discarica. Riaprire Cerreto non risponde a un’esigenza locale, ma trasforma un territorio nei numeri virtuoso (con picchi di raccolta differenziata oltre l’80%) nella pattumiera di altre province.

Di fronte a questa stortura pianificatoria, la Valle del Liri sta mettendo in campo un’autentica sollevazione popolare ed istituzionale, che ha portato alla redazione di un dettagliato dossier da presentare alla Commissione Petizioni (PETI) del Parlamento Europeo.

Fallone: entusiasmo oltre ogni previsione, è stata compresa la posta in gioco

La mobilitazione ha toccato il suo culmine nelle giornate di ieri, sabato 26, e di oggi, domenica 27 settembre 2026, a Pontecorvo, dove presso il parco “La Villetta” è stato allestito il banchetto di raccolta firme per la petizione europea.

Il Sindaco di San Giovanni Incarico, l’ing. Paolo Fallone — promotore principale dell’azione dinanzi al Parlamento UE — parla senza mezzi termini di un successo travolgente: “L’entusiasmo è alle stelle! Le persone hanno ben compreso la osta in gioco tra salute e ambiente. Non mi aspettavo il fiume di gente che si è riversato al punto di raccolta firme. Tutti ci ringraziavano per quello che stiamo facendo, auspicando che l’iniziativa possa sortire gli effetti sperati”.

Mentre a Pontecorvo si registravano file ininterrotte – si parla di oltre 500 in coda nei due giorni – il Comune di Roccasecca sta promuovendo le adesioni direttamente presso gli uffici del Municipio, e tutti gli altri centri dell’hinterland stanno organizzando in queste ore banchetti e gazebo analoghi per coprire capillarmente il territorio.

Annagrazia Longo: è una battaglia del territorio e non c’è alcun colore politico

Promotrice diretta del banchetto di Pontecorvo è stata la vicesindaca Annagrazia Longo, che attraverso un messaggio accorato ha voluto sottolineare il profondo significato della risposta popolare: “Oggi Pontecorvo ha dato una risposta chiara e forte con questa straordinaria partecipazione di tantissimi cittadini alla raccolta firme per la petizione europea contro la discarica di Cerreto”.

“Questo atto – ha aggiunto – dice una cosa molto semplice: non siamo disposti a restare a guardare. Vedere così tante persone unite per la tutela del territorio, della nostra salute e del nostro futuro è la dimostrazione che la nostra comunità è sempre vigile e vuole portare la propria voce in modo forte e chiaro anche al Parlamento Europeo. Questa è una battaglia del territorio e non c’è colore politico che tenga, perché indistintamente da destra a sinistra c’è un’unica volontà: proteggere questo territorio. Come amministrazione continueremo a portare avanti questa battaglia senza abbassare mai la guardia”.

Se la piazza della Villetta ha dimostrato un’unione trasversale della cittadinanza e delle istituzioni, il quadro politico lascia trasparire prudenti assenze di partito. Al banchetto si è visto praticamente tutto il patrimonio politico locale: dal sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo all’ex consigliere regionale del PD Paolo Renzi, passando per il commissario della Comunità Montana Nadia Belli e per tantissimi esponenti di maggioranza e opposizione.

L’assenza di esponenti vicini all’assessore Righini conferma le tensioni

Tuttavia, gli attenti osservatori politici non hanno potuto fare a meno di notare l’assenza di un paio di amministratori di maggioranza considerati storicamente vicinissimi all’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini. Sebbene l’assessore Righini non sia il titolare formale della delega ai Rifiuti, risulta essere tra i principali sostenitori politici della riapertura e rimodulazione dell’impianto di Cerreto nell’ambito del nuovo Piano regionale. Un cortocircuito evidente tra la fedeltà alle linee romane della Giunta regionale e le istanze di tutela sanitaria e ambientale gridate a gran voce dalle comunità locali.

Il documento della petizione europea approdato sui banchetti poggia su solide basi giuridiche: 1) assenza di fabbisogno locale e violazione della gerarchia dei rifiuti (Dir. 2008/98/CE): la Provincia di Frosinone ha “fabbisogno zero” e la scelta di destinare la discarica ai rifiuti di Roma e Latina calpesta i principi di prossimità ed economia circolare. 2) Criticità idrogeologiche e delle acque (Dir. 2000/60/CE): il sito ricade nelle adiacenze dirette del fiume Liri e delle Gole del Melfa, in un’area a rischio idraulico interessata nel 2023 anche da una grave moria di pesci e da superamenti dei limiti nelle acque sotterranee. Violazione del Principio di Precauzione e impatto sanitario (Art. 191 TFUE). Il territorio della Valle del Liri, già gravato da decenni di pressioni ambientali, chiede l’avvio immediato di un’indagine epidemiologica specifica (sull’esempio del progetto INDACO condotto per il SIN Valle del Sacco) prima di qualsiasi determinazione autorizzativa.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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