Discarica di Cerreto, strabiliante blitz agostano in Regione: voltura lampo dell’AIA dalla Mad alla NewCo

Con determinazione G12011 del 4 settembre, pubblicata l'8 settembre, via Colombo trasferisce i titoli autorizzativi da Mad a NewCo Roccasecca

Venticinque giorni, compreso il mese di agosto. È questo il tempo da record impiegato dagli uffici della Direzione Regionale Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti per istruire e chiudere la voltura dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della discarica di Cerreto. Un’accelerazione procedimentale chirurgica condotta con la Determinazione n. G12011 del 4 settembre 2026 (firmata dalla Direttrice Regionale, Ing. Wanda D’Ercole), pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 72 l’8 settembre 2026. L’atto sancisce il passaggio formale dell’impianto per rifiuti non pericolosi di Roccasecca dalla Mad S.r.l. alla neonata NewCo Roccasecca S.r.l.

Un’operazione che all’apparenza figura come una semplice e burocratica “modifica non sostanziale”, ma che nei fatti configura il classico schema del veicolo societario ponte: separare le attività autorizzate e operative (“i rami sani”) dai passivi, dalle controversie legali e dalle pendenze della vecchia gestione, spianando definitivamente la strada alla cessione delle quote societarie ad Acea Ambiente S.p.A. Tiangolazione perfettamente lecita e praticata in casi analoghi ed in tutti i settori.

Ma qui abbiamo a che fare con l’interesse pubblico a conoscere quel che accade sui beni comuni: perché la gestione dei rifiuti non è e non può essere “solo” una questione fra privati. Trasparenza e rispetto delle popolazioni, specialmente quelle residenti a ridosso dell’impiantistica, dovrebbero precedere qualsiasi considerazione sulla segretezza di transazioni economiche, soprattutto quando investono l’emissione di provvedimenti amministrativi da parte della pubblica amministrazione.

La cronistoria dell’operazione: estate di sudore burocratico a tappe forzate

Per comprendere l’architettura della transazione occorre ripercorrere i passaggi cronologici e societari che si sono succeduti tra giugno e settembre 2026, come dettagliato nei documenti ufficiali della Regione Lazio. 23 Giugno 2026. Con atto del Notaio Labate di Sora, la MAD S.r.l. costituisce a Roma la “NewCo Roccasecca S.r.l.”, detenendone l’intero capitale sociale. L’oggetto sociale è amplissimo: dalla gestione di centri di raccolta e impianti di smaltimento, alla produzione di energia fino alle bonifiche.

Il 23 Luglio 2026 – esattamente un mese dopo -, con un secondo atto notarile (Rep. n. 29.470), la MAD S.r.l. cede formalmente il ramo d’azienda “Discarica di Roccasecca” alla sua controllata NewCo Roccasecca S.r.l. Siamo al 10 Agosto 2026 quando MAD e NewCo presentano istanza congiunta alla Regione Lazio per la voltura dell’AIA (riferita alle Determinazioni G08166/2016 e G15189/2020), dichiarando che il trasferimento comporta esclusivamente la variazione del gestore. Impianto, quantitativi, presidi ambientali e prescrizioni rimangono invariati.

Tra il 26 e il 31 Agosto 2026 la NewCo integra la documentazione nominando il Direttore Tecnico, trasmettendo l’atto costitutivo e confermando di avere in corso l’adeguamento delle certificazioni di qualità (ISO 9001, ISO 14001 ed EMAS). In particolare, il 27 Agosto 2026 la Regione Lazio avvia ufficialmente il procedimento amministrativo di voltura. Si va a “dama” il 4 Settembre 2026: la Regione firma il provvedimento finale con esecutività immediata. Complimenti per l’efficienza.

Il muro del Comune di Roccasecca e lo “scudo” regionale alle ragioni Mad

Il procedimento lampo ha registrato – fortunatamente – l’opposizione dell’amministrazione comunale di Roccasecca. Il 31 agosto 2026, il Comune ha depositato una formale istanza di opposizione e sospensione del procedimento, richiedendo la revoca in autotutela dei titoli autorizzativi inerenti al controverso V Bacino e sollecitando una Conferenza di Servizi. L’ente locale ha inoltre preannunciato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lazio (n. 701/2026) che aveva rigettato i precedenti ricorsi ambientali sul sito.

La risposta della Regione Lazio, supportata dalle controdeduzioni inviate da MAD e NewCo il 1° settembre, è stata un rigetto totale delle pretese comunali. Nelle motivazioni della Determina G12011, via Colombo chiarisce che la voltura per cessione di ramo d’azienda è un “atto dovuto” di natura non sostanziale ai sensi dell’art. 29-nonies del D.Lgs. 152/2006.

La Regione specifica che il Comune non possiede alcun “potere decisorio o di veto” e che la procedura non richiede l’indizione di una Conferenza di Servizi. Le osservazioni dell’ente locale sono state dunque liquidate come semplice elemento di “leale collaborazione”, privo di efficacia bloccante nei confronti delle determinazioni regionali. Il Comune di Roccasecca e il sindaco Giuseppe Sacco da parte loro fanno sapere che non si fermano e, dopo la determina di volturazione, annunciano l’impugnativa anche di quest’ultimo provvedimento per evitare che siano improcedibili gli altri ricorsi municipali.

Cosa eredita la NewCo e il nodo delle garanzie sul “Post-Mortem”

In forza della volturazione, la NewCo Roccasecca S.r.l. subentra integralmente in tutti i diritti, gli obblighi e le prescrizioni ambientali derivanti dai titoli autorizzativi. Questo include sia la gestione dei bacini chiusi in fase post-operativa (Bacini I, II, III e IV), sia i diritti ed obblighi relativi al Bacino V, lotto non ancora in esercizio ma già autorizzato. Un punto centrale dell’operazione riguarda le garanzie finanziarie. La determina stabilisce che la NewCo dovrà volturare a proprio nome le polizze fideiussorie attualmente in essere entro 60 giorni dall’adozione dell’atto.

Rimane tuttavia aperto il tema sollevato dalle analisi contabili degli enti locali e denunciate anche sulle nostre pagine dal sindaco di San Giovanni Incarico, Paolo Fallone: mentre i Bacini III e IV dispongono ancora di riserve per la gestione post-mortem (rispettivamente 15,3 e 16 milioni di euro), il Bacino I e il Raccordo risultano a “residuo zero”. Una situazione finanziaria che sposterà sulla nuova compagine la responsabilità economica del mantenimento in sicurezza dell’area per i decenni a venire.

La regia industriale: il vero obiettivo è la multiutility del Comune di Roma

L’esito dell’operazione va letto all’interno dell’Accordo Quadro delineato nei mesi precedenti. La creazione della NewCo Roccasecca e l’ottenimento fulmineo della voltura dell’AIA rappresentavano la condizione sospensiva fondamentale per la compravendita dell’impianto. Sterilizzata la società da passività estranee e blindate le licenze ambientali a livello regionale, il passaggio finale prevederà il trasferimento delle quote dalla Mad S.r.l. al colosso pubblico-privato Acea Ambiente S.p.A.

Con il via libera della Regione Lazio, il sito di Cerreto si avvia ad essere il perno centrale della riorganizzazione del ciclo dei rifiuti. Resta da sciogliere l’ultimo e decisivo interrogativo politico e gestionale: con la provincia di Frosinone che non abbanca più rifiuti in discarica da due anni (come da report ufficiali della Saf), da quali ambiti territoriali arriveranno i flussi destinati a saturare la capienza del V Bacino? Vuoi scommettere che arrivano dalla città di Roma che detiene il 51% di Acea Ambiente?

Stucchevole e da lasciare ampi spazi alla riflessione sul ruolo degli eletti e delle forze politiche della provincia di Frosinone la sottolineatura finale della Regione Lazio sul fatto che lei abbia la competenza esclusiva in materia e su come il Comune di Roccasecca – e quindi i cittadini del territorio – “pur potendo legittimamente esprimere osservazioni, non hanno al riguardo poteri decisori”. Viva la democrazia italiana con l’efficienza a senso unico: che corre sotto al solleone per tutelare l’interesse pubblico. Che poi questo interesse a riaprire la discarica alla fine, detto francamente, non riguarda il pubblico…dei residenti in provincia di Frosinone.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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