Per circa tre anni avrebbe costretto un architetto a pagare lavori, consegnare denaro e acquistare beni per suo conto, minacciando ritorsioni contro di lui e i suoi familiari. Un ricatto prolungato che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, avrebbe causato al professionista un danno complessivo di circa 160mila euro. A Frosinone è stato arrestato in flagranza un uomo residente nel capoluogo, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di estorsione continuata, atti persecutori e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’indagine è partita dalla denuncia presentata alcune settimane fa dalla vittima, un architetto residente a Roma e originario del Frusinate. Agli investigatori il professionista ha raccontato una situazione diventata insostenibile, nella quale sarebbe stato progressivamente assoggettato alle richieste dell’indagato.
All’origine della vicenda ci sarebbero alcuni lavori edili commissionati per l’abitazione dell’uomo. Quest’ultimo avrebbe successivamente contestato all’architetto presunti errori nella progettazione e nell’esecuzione degli interventi, utilizzandoli come pretesto per avanzare continue pretese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, anche attraverso l’impiego di strumenti tecnici, le richieste sarebbero state accompagnate da minacce rivolte al professionista e ai suoi familiari. L’architetto sarebbe stato così costretto a sostenere interamente le spese per il ripristino dell’immobile, a versare somme in contanti, a farsi carico di finanziamenti e ad acquistare beni di varia natura per conto dell’uomo.
La decisione di rivolgersi ai carabinieri ha consentito di avviare gli accertamenti e organizzare un servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione dell’indagato. I militari sono intervenuti durante una nuova consegna: la vittima stava portando materiali per uso personale e prodotti destinati ai lavori di ristrutturazione che, secondo l’accusa, era stata obbligata ad acquistare.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frosinone e della Stazione di Giuliano di Roma, con il supporto dei colleghi della Stazione del capoluogo.
Dopo l’arresto, la perquisizione dell’abitazione ha portato al ritrovamento di 19,10 grammi di cocaina, suddivisi in quattordici involucri, e sei grammi di marijuana. Sequestrati anche materiale per pesare e confezionare le dosi, appunti manoscritti con codici e cifre ritenuti riconducibili a una contabilità dello spaccio e 550 euro in banconote di diverso taglio, considerati dagli investigatori provento dell’attività illecita.
Al termine delle formalità, l’uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Frosinone, a disposizione dell’autorità giudiziaria.