Federazione Pd, i due fronti tornano a dialogare sulla segreteria mentre i dossier da sbrogliare si moltiplicano

Le manovre di corridoio, il nodo della segreteria provinciale, la corsa contro il tempo: la ricostruzione di quel che bolle nella pentola dem

Nel Partito Democratico della provincia di Frosinone è corsa contro il tempo per provare a ricucire una spaccatura che rischia di trasformarsi in una falla sistemica. I pontieri sono al lavoro, con colloqui che potrebbero (e dovrebbero) chiudersi entro la fine della settimana per varare, finalmente, quella segreteria provinciale rimasta sospesa nel limbo fin dalla conclusione del congresso di federazione del primo marzo scorso. L’illusione di un’intesa duratura era durata lo spazio di una manciata di giorni. Il congresso unitario, nato sotto gli auspici dell’unanimità, aveva portato all’elezione di Achille Migliorelli alla segreteria e di Sara Battisti alla presidenza della federazione. Una diarchia pensata per bilanciare i pesi interni. Ma appena un mese fa la cristalleria è andata in frantumi.

L’esplosione è avvenuta durante un vertice ad alta tensione dedicato al riassetto negli enti intermedi e alla partita delle deleghe provinciali. La faglia ha di nuovo separato gli stessi fronti: da un lato, l’asse formato da Area Dem (guidata dallo storico leader Francesco De Angelis) e dall’Area Schlein (con Danilo Grossi e Nazzareno Pilozzi), e dall’altro proprio i dirigenti di corrente Sara Battisti (Rete Democratica) e Antonio Pompeo (Energia Popolare).

Oggi la trattativa cerca un punto d’innesco per ripartire, ma il terreno presenta ostacoli. Il nodo principale è quello della Vice Segreteria: L’Area Schlein spinge con decisione per incassare la carica di vice segretario, facendo fare un passo avanti all’ipotesi Nazzareno Pilozzi. Resta da definire la mappa delle deleghe per la segreteria, dove l’asse Battisti-Pompeo chiede garanzie reali e agibilità politica piena.

La “mappa” delle fratture: i principali dossier infuocati sul territorio

Mettere un punto fermo sulla segreteria non è una mera questione di organigrammi: è una necessità politica impellente. Senza una cabina di regia quanto meno stabile, il Pd stenta a contenere le tante “falle” amministrative che si stanno aprendo a macchia d’olio. Da ultimo la sfiducia a Monte San Giovanni Campano. Con la rovinosa caduta della giunta comunale. Il sindaco dem Emiliano Cinelli (area De Angelis) è stato sfiduciato da consiglieri con alla testa la sua vicesindaca, Sabrina Sciucco (esponente di punta dell’area Battisti). Un regolamento di conti locale che riflette senza filtri la guerra fredda provinciale.

Il “caso Isola del Liri” resta uno dei paradossi più evidenti del tesseramento ciociaro: una parte del Pd (con Vitale e Faticoni) siede nell’esecutivo al fianco del sindaco ormai meloniano Quadrini, mentre l’altra componente dem condotta da Antonella Di Pucchio, Maria Francesca Fiorini e Federica Forte resta fermamente all’opposizione. Due anime under the same flag che non si parlano da anni e che non si riavvicinano: abbiamo dato conto dei tentativi di ricomposizione portati avanti dal segretario regionale Daniele Leodori in persona.

Da Monte San Giovanni Campano a Isola del Liri passando per Pontecorvo

A complicare il quadro c’è il recente ingresso di Annalisa Paliotta — medico, figura di peso del partito ed ex candidata alle elezioni regionali — nella giunta del riconfermato sindaco di centrodestra Anselmo Rotondo. Un’operazione dal sapore trasversale – anche se localmente le formazioni che si sono fronteggiate erano civiche – che ha aggiunto disorientamento per la base e necessità di una posizione ufficiale del partito mai arrivata su nessuna amministrazione locale.

I nodi politici si intrecciano con quelli gestionali. Alla Saf (Società Ambiente Frosinone) la rotta verso il rinnovo del Consiglio di Amministrazione si fa impervia, complicata sia dalle dinamiche trasversali tra partiti sia dalle emergenze operative scaturite dal recente incendio dell’impianto Remat.

A Palazzo Iacobucci, intanto, il recente ritiro del Dup (Documento Unico di Programmazione) da parte del presidente Luca Di Stefano ha gettato nell’incertezza l’amministrazione provinciale. Di Stefano venne eletto grazie alla convergenza tra la corrente di maggioranza dem guidata da Francesco De Angelis e una parte consistente di amministratori legati a Fratelli d’Italia. Ma il Pd appare oggi privo di una strategia coesa in vista delle prossime elezioni per la presidenza dell’Ente.

Infine, a Frosinone città, il Partito Democratico e i Socialisti continuano a muoversi in ordine sparso. Una tattica frazionata che, come ammesso da più parti nel centrosinistra, spalanca le porte a una nuova vittoria della destra alle prossime amministrative se non si recupera subito un dialogo di coalizione. La proposta Psi di ticket Iacovissi-Pizzutelli ed il rifiuto dem hanno avuto l’effetto di far crollare l’unico ponte del dialogo. Ma qualcuno deve mettersi in fretta a ricostruirlo. A meno che i punti a coronare la meta dei 20 anni di opposizione.

Il nodo del congresso di Cassino: scontro o intesa unitaria possibile?

Mentre a Frosinone si cercano le formule per la quadra provinciale, gli occhi di tutti gli osservatori sono puntati sul fronte sud, dove Cassino si prepara al proprio congresso cittadino. Mercoledì è stata convocata una riunione decisiva tra i quadri dirigenti del partito locale. L’Area Dem, maggioritaria e legata a doppio filo al primo cittadino, sembrerebbe orientata a chiudere tutte le porte all’opposizione interna guidata da Sara Battisti e Luca Fardelli. L’ipotesi dell’en plein prevede il posizionamento nei ruoli chiave di due uomini fidati: Lorenzo Vita alla segreteria cittadina; Fernando Cardarelli alla presidenza del circolo.

L’incontro di mercoledì stabilirà se ci sarà spazio per un accordo sulle garanzie o se la città martire diverrà il teatro di uno scontro frontale che porterà alla conta secca voto su voto nell’assemblea cittadina. Nel bel mezzo di questo complesso risiko di tessere, correnti, voti e cda da occupare, resta lo sfondo — amaro — della realtà quotidiana.

L’atteggiamento dei partiti sulle spartizioni…ed il mondo reale

Mentre la classe dirigente democratica spende le sue migliori energie in trattative estenuanti su vice-segreterie e manuali Cencelli locali, i numeri della Ciociaria raccontano un’altra storia. La crisi economico-sociale del distretto industriale auto non dà tregua, i livelli di povertà aumentano e, soprattutto, si consuma in silenzio l’emorragia giovanile: negli ultimi 7 anni la provincia di Frosinone ha perso quasi il 10% della popolazione tra i 18 e i 35 anni. Un’intera generazione che se ne va, sfiduciata dalla mancanza di opportunità di lavoro reali.

Se il Partito Democratico vuole tornare a essere credibile dovrà trovare l’intesa entro fine settimana sulla segreteria e smetterla di pensare solo alla spartizione delle poltrone: cambiare atteggiamento rispetto a quanto subiscono i non beneficiati dalla politica è, infatti, il prerequisito minimo per riaprire gli occhi sul mondo reale.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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