Pasquale Cirillo, Maurizio Scaccia, Teresa Petricca e Giovambattista Martino si posizionano ai nastri di partenza del voto del capoluogo con una mossa che pare trasversalmente azzeccata, perché si presentano in compagnia. A meno che la presenza, alla conferenza stampa convocata al Bar Minotti dal gruppo di Forza Italia e di Futura – dell’ex sindaco Paolo Fanelli (FdI) e del consigliere comunale Norberto Venturi (Pd) – non sia una semplice vetrina tattica di strategie politiche ancora separate e divergenti. Ma non pare che il tentativo di Cirillo e colleghi sia del tutto peregrino. Perché, tanto per cominciare, Paolo Fanelli dice con franchezza quel che pensa: cioè che il risanamento ambientale di Frosinone, secondo lui, deve venire prima di qualsiasi posizionamento partitico. E qui l’aggregazione poggia le sue fondamenta molto sull’ambiente, oltre che sulla partecipazione.
“Abbiamo condiviso una piattaforma – ha avvertito la dottoressa Teresa Petricca – alla quale dovrebbero aderire coloro che, al di là delle appartenenze politiche, vogliono ribellarsi ad una città aggredita, rinnegata, soffocata e vilipesa. Futura e Forza Italia hanno lanciato una aggregazione fondata su un imperativo referendario. Bisognerà dire con nettezza se si vuole o meno la rinascita di una città che risponda ai requisiti del vivere civile”. Paolo Fanelli, da parte sua, ha chiarito: “Abbiamo trovato un minimo comune denominatore fra consiglieri, anche di aree politiche diverse, su un progetto per cercare di risolvere il problema ambientale di cui ho parlato in Consiglio comunale in maniera estesa. Questo è, quindi, un gruppo di persone che si unisce al di fuori delle aree politiche”.
L’ex sindaco: trovato nell’ambiente un minimo comun denominatore
“Io non esco da nessuna parte”, ha risposto l’ex primo cittadino a chi gli chiedeva dei rapporti con Fratelli d’Italia. “Questo – ha aggiunto – è un progetto civico: riprende passaggi che ho presentato anche io nel programma elettorale con l’incentivo ai pannelli solari e il progetto di Frosinone Green. Per cui posso concludere che idealmente sto con FdI, stimo molto Giorgia Meloni, ma col gruppo dirigente locale di FdI non ho una grande sintonia specie su questi temi”. Venendo a Venturi s’è accomodato solo soletto al tavolo della presidenza unicamente perché Fabrizio Cristofari, altro consigliere dem storico, già candidato a sindaco, aveva impegni personali. Ma ci saranno altre occasioni, assicurano gli organizzatori, per completare la “conta”.
“Con Fabrizio – ha commentato il dottor Venturi – condividiamo l’opinione che sia necessario aprirsi completamente, al di là ed al di fuori dei partiti, alla società civile del capoluogo. Beninteso, i partiti vanno bene ma a volte non sono sufficienti a cambiare le cose. I partiti possono guidare i processi a patto che facciano attenzione a quello che succede in città. E nella città di Frosinone, per fortuna, c’è un’intensa attività civica che porta alla luce molti problemi e cose importanti del vivere quotidiano”.
Il consigliere pd: i partiti non sono sufficienti a cambiare le cose
“Un partito come il Pd – è venuto al punto il consigliere comunale dem – che fa parte del centrosinistra tradizionale, deve stare attento a quello che avviene in città. Le cose non si cambiano se ci chiudiamo nelle nostre torri d’avorio: magari facciamo bellissimi discorsi ma non saranno solo 15 anni di opposizione, perché potrebbero essercene altri 20-30 di anni così. Insomma resto lealmente disponibile a dialogare con le forze che tradizionalmente occupano la sinistra dello schieramento ma – parimenti e allo stesso modo – dobbiamo essere attenti a lì dove i cittadini si organizzano, fanno politica e pongono problemi. E poi – ha concluso -: a Palazzo Munari come consiglieri abbiamo votato allo stesso modo delle civiche per il 90% delibere: che facciamo? Poi non le ascoltiamo più?”
Non è del tutto chiara la motivazione dell’assenza di Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone, i tre consiglieri di minoranza che hanno intenti alla fine convergenti con quelli di Cirillo e colleghi. Tutti i citati protagonisti sanno bene che solo un’iniziativa a prevalenza civica decisamente più ampia può rappresentare una scommessa concreta in termini di prospettive elettorali. Probabilmente con il terzetto ex Lista Mastrangeli ed ex Lega il confronto nel merito deve essere ancora avviato.
L’assenza di Pizzutelli, Mirabella e Bortone invitati in attesa di confronto
Intanto Futura e Forza Italia hanno diffuso un documento politico a firma congiunta sostenendo che la città capoluogo “necessita di un faticoso progetto culturale e sociale per riattivare la comunità locale, per restituire fiducia, a contrastare la giusta fuga dei desiderosi di un futuro dignitoso e ricco di opportunità”. “Opportunità – aggiunge il documento – che non appaiono mai essere state pensate e progettate, né tantomeno contemplate nell’offerta attuale. Povertà educativa e di contenuti che si è tradotta nello scadimento delle condizioni di vita delle persone e della società nel suo complesso. Necessaria l’innovazione, quella vera, che non può prescindere dalla prerogativa culturale di chi, per ruolo di amministratore pubblico, dovrebbe esserne in possesso, vantarla, estenderla, rappresentarla come arte di sviluppo e implemento di nuove soluzioni, per affrontare le sfide sociali ed ambientali, che dovranno determinare la rinascita di Frosinone”.
(…) “Necessario non ignorare segnali evidenti di disagio e criticità ormai costanti e pressoché in tutti gli ambiti, sicuramente difficili da affrontare, ed ancor più risolvere, considerato lo scadimento e il degrado che la città ha raggiunto e manifestatamente esprime, senza possibilità alcuna di nascondimento. Vogliamo raccogliere la protesta di chi, non per capriccio, rivendica una migliore qualità della vita che fondi su possibilità di vera cultura, offerta di istruzione superiore, sicura tutela della salute, rispetto dell’ambiente, politiche giovanili, attenzione per i bambini e gli anziani, per i diversamente abili, integrazione e soprattutto trasparenza, senza la quale non si potrà mai aspirare ad una ripresa. Vogliamo dare voce a quanti, privati della possibilità di partecipazione, non considerati, vittime di decisioni altrui mai funzionali al bene comune, sono scientemente costretti al silenzio ed al distacco”.
La piattaforma programmatica: non ignorare disagi e criticità
“Vogliamo che la realizzazione delle opere pubbliche non sia rappresentata ai cittadini come dono paternalisticamente concesso dall’alto, ma sia, come deve essere, un diritto del cittadino contribuente. Vogliamo ricostruire il patto sociale. Vogliamo essere un contenitore di idee, di proposizioni, di fattività, di progetti, di partecipazione, dove stare insieme a tutti coloro che, al di là della catalogazione e del colore politico, vogliano prendere parte ad un vero movimento di rinnovamento che si basi sulla trasversalità e sul riconoscimento delle attitudini positive e propositive di ciascuno, con l’obiettivo di farcela contro le ottiche di potere di pochi burattinai, sempre gli stessi”.
Concludendo, Petricca, Martino, Cirillo e Scaccia vogliono promuovere “un movimento dal basso che dovrà risultare vincitore nell’ambito di
una scelta, diremo referendaria, dove i cittadini chiamati a scegliere tra una città che sta morendo ed una città che può risorgere, sceglieranno indubbiamente quest’ultima”.