Frosinone – “Forza, venite gente”: la Pietrobono incanta la città con il musical su San Francesco

Piazza dello Scalo gremita per lo spettacolo di fine anno della storica scuola media. Sul palco studenti, orchestra, coro ed ex alunni

Una serata di emozioni, talento e partecipazione ha accompagnato il tradizionale appuntamento di fine anno della Scuola Media “Luigi Pietrobono”, storica istituzione scolastica cittadina diretta dalla dirigente Mara Bufalini. Nella serata dell’8 giugno, una gremita Piazza dello Scalo ha fatto da cornice alla rappresentazione di “Forza, venite gente”, il celebre musical dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi.

All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Riccardo Mastrangeli, l’assessore alla Pubblica Istruzione Mario Grieco e don Pietro Jura, parroco della chiesa della Sacra Famiglia.

La scelta dell’opera non è stata casuale. Lo spettacolo si inserisce infatti nelle celebrazioni dell’ottavo centenario francescano e rende omaggio a una figura che continua a rappresentare un simbolo universale di pace, fratellanza e rispetto per il creato. Un messaggio particolarmente attuale che la scuola ha voluto affidare alle nuove generazioni attraverso il linguaggio della musica e del teatro.

La rappresentazione, con la regia di Antonella Grimaldi, i testi di Mario Castellacci, Renato Biagioli, Piero Castellacci e Piero Palumbo e le musiche di Michele Paulicelli, Giancarlo De Matteis e Giampaolo Belardinelli, è stata arricchita dalle coreografie curate da Monia Minotti e Simone Fratarcangeli, mentre scenografie e costumi sono stati realizzati da Paola Antonucci ed Elio Santoro.

Più che una semplice recita scolastica, il musical ha rappresentato il punto di arrivo di un articolato percorso multidisciplinare sviluppato nel corso dell’intero anno scolastico sotto il coordinamento della professoressa Teresa Certo. Un progetto che ha coinvolto studenti, docenti, orchestra, coro e famiglie, confermando la vocazione della “Pietrobono”, pioniera nell’introduzione dell’indirizzo musicale, a fare della formazione artistica uno dei propri punti di forza.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche il presidente del Consiglio d’Istituto Andrea Turriziani, che ha evidenziato come il lavoro corale e la collaborazione tra tutte le componenti scolastiche rappresentino da sempre uno degli elementi distintivi dell’istituto.

Applausi per tutti i protagonisti della serata: gli orchestrali, tra i quali anche alcuni ex allievi oggi impegnati nei Conservatori, e i giovani interpreti che hanno dato vita ai personaggi dell’opera. Particolarmente apprezzate le prove di Francesco Mattia Selis, Chiara Emily De Angelis, Marta Catalano, Ludovica Fontana e Antonella Di Gioia.

Tra i momenti più significativi anche la partecipazione di numerosi ex studenti, a testimonianza del forte legame che continua a unire generazioni diverse attorno alla scuola. In particolare ha riscosso grande consenso Angelo Maura, interprete di Bernardone, padre di Francesco, personaggio complesso e centrale nell’evoluzione narrativa dell’opera, capace di alternare registri drammatici e momenti di intensa umanità.

La coesione dimostrata dai ragazzi, sia dietro le quinte sia sul palco, ha trasformato il lavoro svolto durante l’anno in una vera opera corale, dove ciascuno ha contribuito al risultato finale. Un esempio concreto di come la musica e il teatro possano diventare strumenti educativi capaci di favorire crescita personale, ascolto reciproco e spirito di squadra.

La serata si era aperta con l’esibizione del Guitar Ensemble diretto dal professor Vincenzo Aniello, che ha proposto alcuni celebri brani come “James Bond Theme 007” di Monty Norman, “Game of Thrones” di Ramin Djawadi e “The Pink Panther” di Henry Mancini. Un contributo che ha preparato il pubblico all’atmosfera dello spettacolo principale.

Riconoscimenti sono andati anche al direttore d’orchestra Giorgio Astrei, ai professori Marina Angelini, Cristian Cerelli, Filippo Corsi, Selene Malizia, Luca Pelosi e Fabio Vari, oltre alle direttrici del coro Millevoci, Chiara Mastromoro e Giulia Pica.

Particolarmente toccante il momento finale dedicato alla professoressa Teresa Certo, anima organizzativa dell’intero progetto, che ha salutato la scuola al termine della sua carriera tra l’affetto di colleghi, studenti ed ex alunni.

«Quando si arriva alla conclusione di un percorso di vita lavorativa si tirano sempre le somme e ci si domanda cosa si è lasciato di sé. Tanta l’emozione e la malinconia nel dover lasciare i miei ragazzi. Il calore e le testimonianze di affetto e di stima che ho ricevuto sono state innumerevoli. Ognuno di noi porta in sé una propria melodia. Il mio augurio è che troviate nel vostro cuore la vostra musica», ha detto visibilmente commossa.

Parole che hanno racchiuso il significato più profondo della serata: non solo la conclusione di un progetto artistico e didattico, ma il passaggio di un’eredità educativa e umana destinata a continuare nel tempo attraverso i ragazzi che hanno condiviso questo percorso. Una melodia che, come insegnano la scuola e la musica, continuerà a risuonare ben oltre il sipario finale.

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