Ore contate, nervi tesi e veti incrociati. A meno di 48 ore dalla scadenza dell’ultimatum imposto dal sindaco dimissionario Riccardo Mastrangeli, lo stallo politico nell’amministrazione comunale di Frosinone precipita verso una crisi che potrebbe diventare irreversibile. Il primo cittadino aveva fissato una deadline precisa: le ore 18:00 di venerdì per ottenere dalla maggioranza il nome definitivo (e sottoscritto) del candidato alla presidenza del Consiglio comunale. In assenza di un accordo, sabato mattina Mastrangeli formalizzerà le proprie dimissioni irrevocabili, avviando l’iter per il commissariamento e le elezioni anticipate.
Invece di districarsi, la matassa si è ulteriormente aggrovigliata, trasformando lo scontro d’aula in una vera e propria guerra coloniale interna al centrodestra.
A far detonare la polveriera è stata una telefonata giunta all’ora di pranzo sulla scrivania del sindaco da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia, Franco Carfagna. La comunicazione, che sarebbe stata indirizzata direttamente dai vertici regionali del partito di Giorgia Meloni, non lascia spazio a trattative al ribasso: FdI chiede l’immediata eliminazione di quella che definisce «un’anomalia politica».

Telefonata di Carfagna al primo cittadino: via le deleghe a Scaccia e Spaziani Testa
I meloniani pretendono la revoca istantanea delle deleghe nei confronti dei due esponenti di spicco della Lista per Frosinone: Antonio Scaccia: Vice Sindaco (e nominato a metà agosto responsabile Enti Locali di Futuro Nazionale Lazio); Maria Teresa Spaziani Testa: Assessora a Digitalizzazione, Innovazione Tecnologica, Smart City e Legalità. Entrambi sono considerati organici alle posizioni del generale Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale.

Dagli ambienti di Fratelli d’Italia filtra una linea di ferro che punta a ricomporre il quadro politico solo a patto di una rigida chiarezza ideologica: ‘Futuro Nazionale è un virus creato prima per distruggere la Lega e poi per far perdere il centrodestra. Non ci sarà mai una telefonata di Giorgia Meloni a Vannacci e il generale non entrerà mai nell’alleanza di centrodestra. FdI non si farà mettere sotto scacco da nessuno’, si dice nella sostanza.
La richiesta contestuale di rinviare la scadenza del termine del venerdì, avanzata da FdI, serve unicamente a guadagnare tempo per azzerare gli equilibri e imporre al sindaco Mastrangeli il rimpasto di giunta.
Intanto si rompe il patto federativo tra Lista per Frosinone e “Mani Libere”
La mossa del Vice Sindaco Scaccia ha provocato onde d’urto anche all’interno dei gruppi consiliari a lui vicini. Inizialmente, la Lista per Frosinone (4 consiglieri) sembrava pronta a federarsi con il gruppo Mani Libere di Sergio Crescenzi e Marco Ferrara (quest’ultimo presidente del Consiglio facente funzioni e promosso nelle varie votazioni consiliari dallo stesso Scaccia). Su Ferrara pesa tuttavia il veto insormontabile di Fratelli d’Italia, trattandosi di un fuoriuscito dal partito di via della Scrofa.
Nelle ultime ore, per uscire dall’angolo, Scaccia ha fatto un’improvvisa virata, scaricando Ferrara al suo destino per virare sulla candidatura alla presidenza dell’avvocato Gianpiero Fabrizi (vicino all’onorevole Nicola Ottaviani ed alla Lega)
Il cambio di rotta ha provocato la rottura immediata del patto federativo: Crescenzi e Ferrara hanno deciso di interrompere le trattative e proseguire da soli. Dal canto loro, gli ambienti vicini alla componente vannacciana si dicono sconcertati per la piega degli eventi, sostenendo di non aver commesso alcun sgarbo politico e di non aver mai fatto mancare il proprio contributo alla coalizione.
La surreale seduta consiliare del question time a guida “facenti funzioni”
Il paradosso di questa crisi di governo si trasferisce questa sera nell’aula di Palazzo Munari per il Question Time. Una seduta surreale con due figure chiave dell’amministrazione che ricoprono ruoli “facente funzioni” e si trovano su posizioni politiche diametralmente opposte: Marco Ferrara, presidente dell’assemblea facente funzioni (ormai privo della copertura politica di Scaccia); Antonio Scaccia, Vice Sindaco facente funzioni (finito nel mirino del veto di FdI).
Al centro del dibattito d’aula vi saranno le due mozioni presentate da Domenico Marzi e le due firmate da Anselmo Pizzutelli. I riflettori del civico consesso illumineranno da vicino i protagonisti di una stagione che vede al centro una maggioranza logorata, a un passo dal baratro dell’arrivo del commissario prefettizio.