Frosinone – Inquinamento killer, FutuRa contro il sindaco e la “colpa” alla centralina dello Scalo

“Il Sindaco non trova di meglio che comparire su media e social accusando la centralina ARPA dello Scalo quale causa degli sforamenti”

“Frosinone da decenni risulta tra i capoluoghi di provincia con maggiore concentrazione di polveri sottili nell’aria, come noto da anni, anzi decenni. Non potendo cambiare la geografia è necessario agire sulle emissioni, non inducendone nuove e riducendo quelle in atto, perché le polveri sottili sono correlate all’aumento di morti ed alla patogenesi di malattie molto gravi”. – Ad intervenire nuovamente sul problema è il Gruppo FutuRa di Frosinone.

“Gli studi epidemiologici ed i report statistici sulle condizioni di salute dei cittadini del nostro territorio danno conferma di incidenza di malattie superiori al previsto in accordo con il correlato inquinamento – malattia. Non trattasi di una questione di immagine da salvare anche se Mal’aria ha indicato Frosinone al primo posto tra i capoluoghi di provincia per sforamenti da PM10 nel 2023 e nel 2024, bensì di un gravissimo problema sanitario. – Proseguono dal Gruppo FutuRa – Sono le malattie, sono le morti aggiunte, sono le concentrazioni oltre soglia che preoccupano e dovrebbero preoccupare chi è preposto alla salvaguardia della salute pubblica e non certo il  posto in classifica. Nel febbraio scorso, dopo il primo posto del 2023, nella conferenza stampa dedicata agli  sforamenti da PM 10, Sindaco ed Assessori di Frosinone individuarono una serie di adempimenti da attuare al più presto per limitare le emissioni di polveri sottili in difesa della salute. Oltre le usuali e poco incisive limitazioni del traffico volute ogni anno dalla Regione, oltre le leggendarie opere di trasformazione, tra qualche anno, della viabilità cittadina, indicarono un’immediata e tempestiva campagna di controllo delle caldaie e dei riscaldamenti domestici, una drastica limitazione dei mezzi pesanti sulla via Monti Lepini e l’implementazione delle isole pedonali, evidenziando tra l’altro il famigerato “effetto canyon” che si realizza in via Aldo Moro per le emissioni delle automobili incolonnate tra i palazzi”.

”Il sindaco non incolpi la centralina”

“Per onore di cronaca del controllo delle caldaie non abbiamo contezza, della Monti Lepini e del Canyon si è persa memoria. Risultato: nel 2024, ineluttabilmente, per inerzia, Frosinone è ancora il peggior capoluogo d’Italia per sforamenti. A questo punto il Sindaco non trova di meglio che comparire su media e social accusando la centralina ARPA dello Scalo quale causa degli sforamenti delle PM 10, indicando la posizione: “assolutamente irrazionale” causa della non desiderata lettura. La centralina, però, è sempre stata nello stesso posto da decenni e non è mai stata contestata anzi, al contrario, ritenuta, finora, l’unica istituzionalmente valida e da considerare. Oggi, incredibilmente il Sindaco invoca  una misurazione “puntuale, attenta ed onesta”, lasciando intuire una disonesta disinformazione e criticando il metodo di rilevazione definito addirittura “assolutamente antiscientifico”. Crediamo che antiscientifici possano essere la propaganda ed il negazionismo sui social artatamente supportati da settori direttamente interessati all’aeroporto a Frosinone. – Si legge ancora nella nota – Difficile ipotizzare un impattante carico inquinante quale un aeroporto civile in una zona criticamente inquinata. Intuibile però che una centralina galeotta potrebbe far cambiare il paradigma. A pensar male si fa peccato, lo sappiamo. Assolutamente irrazionale il gravissimo  cortocircuito istituzionale tra Sindaco ed Arpa che ricade direttamente sulla salute di tutti i cittadini. ARPA è l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale che tra l’altro, in recente passato ha monitorato Madonna della Neve, altra popolosa zona di Frosinone bassa, registrando, a mezzo di una centralina mobile, parametri uguali se non peggiori di quelli dello Scalo. Gravissima la regressione del Sindaco passato dall’effetto canyon sui bambini alla centralina traditrice sui social. Dovremmo forse ritenere che senza centralina ARPA allo Scalo non avremmo morti aggiunte, né malattie oltre l’atteso e neppure le vendite stratosferiche di cortisone nelle farmacie tante volte enfaticamente narrate dal Sindaco stesso, farmacista? 98 i capoluoghi italiani  indagati per Mal’Aria. Un solo Sindaco, quello di Frosinone, a contestare la bontà del dato”. – Concludono dal Gruppo FutuRa.

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