Al termine della sconfitta per 1-0 contro la Juventus, Massimiliano Alvini ha analizzato la prestazione del Frosinone nella sala stampa del Benito Stirpe. Il tecnico giallazzurro non ha nascosto le difficoltà incontrate nella parte centrale del primo tempo, ma ha difeso con convinzione l’atteggiamento dei suoi, capaci di reagire nella ripresa e di rimanere in corsa fino all’ultimo pallone.
Alvini ha individuato nella fase centrale della prima frazione il momento peggiore della partita del Frosinone: «L’approccio è stato positivo, successivamente abbiamo perso efficacia. Tra il 10’ e il 35’ non abbiamo fatto bene: siamo stati poco dinamici, non abbiamo verticalizzato, attaccato gli spazi o corso come avremmo dovuto. Abbiamo aspettato troppo e voglio rivedere quella fase per comprenderne meglio le ragioni».
Il tecnico ha quindi utilizzato una metafora per spiegare quale debba essere lo spirito della squadra durante la stagione: «Questo viaggio bisogna goderselo e, in quei venticinque minuti, non lo abbiamo fatto. Se dobbiamo perdere, voglio che accada in maniera diversa. La Juventus è passata meritatamente in vantaggio e avrebbe anche potuto chiudere la partita».
Decisamente più positiva la valutazione sul secondo tempo, nel quale il Frosinone ha alzato il baricentro e sfiorato il pareggio: «Nella ripresa siamo stati bravi ed efficaci, creando le condizioni per ottenere un risultato differente. Considerando l’intero andamento della gara, la Juventus ha meritato la vittoria, ma nel complesso devo riconoscere che la squadra si è comportata bene».
Alvini ha sottolineato soprattutto il coraggio mostrato dai giallazzurri nel finale: «Abbiamo giocato contro la Juventus fino all’ultimo, provando a imporre le nostre idee e costringendo anche loro ad adattarsi a ciò che facevamo. Come potrei vedere il bicchiere mezzo vuoto dopo una serata del genere? Ci sono certamente alcuni momenti da studiare e correggere, perché non tutto mi è piaciuto, ma non posso rimproverare nulla ai ragazzi».
L’allenatore ha poi difeso il lavoro e il sacrificio della squadra, andando oltre il peso della sconfitta: «Cosa potrei dire a Raimondo, che ha corso e lottato fino all’ultimo secondo? Sarei un mediocre se mi fermassi esclusivamente al risultato. La squadra ha dato tutto ciò che aveva e questa deve essere la base dalla quale ripartire».
Nessun approfondimento, invece, sulle possibili operazioni in entrata o in uscita: «A caldo non voglio parlare di mercato. È stata la prima giornata di campionato e abbiamo vissuto una bella partita, affrontando la Juventus con personalità. Non intendo concentrarmi su questioni che non dipendono da me. Quando la rosa cambia durante il mercato servono tempo e lavoro per inserire i nuovi calciatori. Con alcuni elementi stiamo lavorando insieme soltanto da sette o dieci giorni».
Tra i singoli, Alvini ha evidenziato la prestazione di Cittadini, chiamato a contenere un attaccante di livello internazionale: «Ha disputato una partita di valore assoluto contro Kolo Muani. Ci sono stati altri aspetti nei quali non siamo riusciti a esprimerci come avremmo voluto, ma la sua prova è stata importante».
In chiusura, il tecnico ha affrontato la situazione di Ghedjemis, rimasto fuori dalla sfida per ragioni legate al mercato: «Doveva essere insieme a noi e, per quanto mi riguarda, è un giocatore del Frosinone. Si è allenato regolarmente fino a ieri. La società ha spiegato che esiste una dinamica di mercato, ma martedì lo aspetto al campo».