Frosinone, Martino (Futura): “Per il sindaco meglio dimissioni definitive ma le poltrone sono un super collante”

Dopo le dimissioni del sindaco, il capogruppo della Lista Futura ammette di non riuscire a dare un senso politico a quanto accaduto

Una spiegazione logica, per quanto accaduto venerdì scorso in aula e per le successive dimissioni del sindaco, Giovambattista Martino dice di non averla. Il capogruppo della Lista Futura, all’opposizione in Consiglio comunale a Frosinone, ammette di non riuscire a dare un senso politico a quanto accaduto. Proprio a partire dall’endorsement personale per la candidatura del dottor Carlo Gagliardi alla presidenza del Consiglio, fermatosi a 12 voti, incassando una doppia fumata nera. Per poi finire con la ovvia conseguenza della decisione di abbandonare tutto da parte di Mastrangeli, almeno per il momento.

  • Consigliere Martino, il sindaco Riccardo Mastrangeli alla fine si è dimesso e sono iniziati i 20 giorni che possono portare al ritiro dell’atto oppure al prosieguo della consiliatura. Quali le sue previsioni?

“Il sindaco dovrebbe dare le dimissioni definitive ma è mia convinzione che incarichi e poltrone sono un collante formidabile, tale da far fiorire condivisioni inesplorate nella maggioranza”.

“Endorsement per la presidenza del Consiglio? Un fulmine a ciel sereno”

  • Il primo cittadino aveva portato in aula la candidatura del dottor Carlo Gagliardi con un vero e proprio endorsement personale, salvo poi fermarsi a 12 voti e registrare una doppia, bruciante, fumata nera. Da capogruppo esperto, come si spiega la scelta del primo cittadino di contarsi in aula senza essersi prima assicurato la blindatura numerica della sua maggioranza? Azzardo calcolato per giungere alle dimissioni ed alla resa dei conti o perdita del controllo sulla coalizione?

“Francamente non trovo spiegazioni ragionevoli per formulare un’ipotesi plausibile. Come gruppo non siamo mai stati coinvolti in un confronto per arrivare a un nome condiviso. Siamo all’opposizione, e forse non andavamo invitati. Ma quello che è successo in Consiglio è stato un fulmine a ciel sereno. E il tuono è stato ancora più forte con le dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza, che a loro volta non sarebbero stati coinvolti nella scelta. Arrivare in Consiglio e sentirsi dire certe cose, in una normale dinamica amministrativa, è fuori luogo e scorretto. Io ho affermato che il Consiglio si è liquefatto. Il presidente deve essere una figura che garantisca tutti, e soprattutto l’opposizione: se viene proposto dal sindaco, che non è certo il garante dell’opposizione, ho detto tutto. E poi, cosa dire della scelta di un esponente della lista che ha corso contro Mastrangeli in una campagna elettorale durissima?”

  • Quindi, qual è la sua lettura dell’accaduto?

“Leggiamo i fatti, forse la cronologia della settimana aiuta a comprendere. All’inizio c’è stata l’interrogazione scritta di Marzi, che ha posto questioni importanti sull’ascensore inclinato, al di là del fatto che per l’impianto non si è fatto nulla di concreto. È entrato nel merito: ha fatto riferimento alla società Maspero e ai 500mila euro saldati, e ha chiesto conto dei rapporti tra la ditta Cialone e l’amministrazione, in relazione a eventuali ostacoli frapposti al ripristino dell’impianto di risalita da parte della ditta Cialone. Ha sollevato un tema politico e amministrativo che noi abbiamo giudicato di straordinaria rilevanza. E su questo abbiamo chiesto trasparenza: se c’è un problema con Cialone, cerchiamo di capirlo. Lo stesso vale per Maspero: vogliamo sapere se quei 500mila euro rientrano in un percorso lineare di contrattazione. Di questo si è parlato. Abbiamo chiesto chiarezza e non c’è stata data risposta”.

“Quell’incoerente convergenza rispetto all’esito delle urne del 2022”

  • Pochi giorni prima della seduta, il consigliere Pasquale Cirillo e il gruppo Futura avevano chiesto alla Lista Marzi di uscire dall’ombra e sciogliere le riserve su nodi decisivi come l’ascensore inclinato e la presidenza d’aula, denunciandone la condotta non lineare. La vostra presa di posizione ha accelerato il cortocircuito e fatto venire i nodi al pettine?

“Credo di sì. Se non hanno raggiunto il numero è verosimile aver creato un cortocircuito in maggioranza. Come Futura avevamo posto la questione dell’anomalo asse Mastrangeli – Marzi già nel febbraio 2025, epoca in cui siamo usciti dalla maggioranza: quando Mastrangeli fece il patto con il suo avversario Marzi, tradendoci, noi abbandonammo la coalizione. Ci avevano presentato Marzi come il responsabile di 50
milioni di debito del Comune, poi di quei debiti si è persa memoria ed ha fatto seguito l’accordo tra il sindaco oggi dimissionario e l’ex sindaco suo acerrimo avversario elettorale. Era giunto il momento di prendere le distanze in modo netto e di denunciare una innaturale convergenza tra i due esponenti, incoerente con la campagna elettorale e con il risultato delle urne”.

“Anche lì, quale spiegazione poteva esserci? Forse quella di vecchi e non percepibili rapporti? D’altronde sono gli stessi esponenti che calcano la scena del Consiglio comunale da anni. Nell’ultimo Consiglio è venuta fuori una cosa anormale. Si è ripetuto senza spiegazioni il refrain di febbraio 2025: la scelta di convergere. Stavolta il sindaco ha rilanciato su un consigliere d’opposizione del gruppo Marzi. Eppure, c’erano stati altri nomi: noi avevamo proposto l’ex sindaco Paolo Fanelli, che ci sembrava una vera figura istituzionale, un ex sindaco pacato con cui ci si poteva confrontare. La maggioranza aveva proposto l’avvocato Gianpiero Fabrizi. Ma il sindaco non si è certo speso per nessuno come ha fatto poi per Gagliardi”.

  • Lega e Lista per Frosinone, al termine della seduta, si sono dette fiduciose di trovare la quadra sulla presidenza all’interno della maggioranza. E adesso Mastrageli ha chiesto ai capigruppo proprio questo. Cosa ne pensa?

“Il problema di Lega, Lista per Frosinone e resto della maggioranza riguarda giochi interni alla coalizione. Mi pare siano dinamiche contorte e bizantinismi necessari a sostenere scenari futuri, che nulla hanno a che vedere sull’attuale attività amministrativa della città, che non costituisce, a mio avviso, il reale obiettivo. Contrasti intestini che penalizzano e paralizzano”.

“L’ex sindaco Fanelli ha fatto bene a parlare di dignità dell’aula offesa”

  • Il consigliere ed ex sindaco Fanelli ha parlato apertamente di “offesa alla dignità dell’aula e dei consiglieri”, stigmatizzando la gestione verticistica delle nomine. Futura condivide un giudizio così severo?

“Ha fatto benissimo, è un giudizio estremamente condivisibile. È stata dura per tutti vedere un endorsement a favore di un consigliere della Lista Marzi, calato dall’alto e all’improvviso, dopo una settimana di richieste di chiarimento tra Marzi, noi, Mastrangeli e Forza Italia su argomenti anche complessi, comunque inevasi. Noi abbiamo votato scheda bianca. E il sindaco che fa? Arriva con il nome scritto sul taccuino. Ma sembrano essere all’opera altre forze centrifughe. ‘Facciamo di tutto per essere responsabili’, è l’invito ricorrente, che
però nei fatti nessuno raccoglie. Tanto che il sindaco, dopo quattro mesi di stallo, ci spara addosso un nome senza dirci nulla sul come e sul perché. È questa la ricerca di una soluzione responsabile? Che cosa è stata questa iniziativa? Come va letta? Qual è la logica? È solo il frutto di un accordo tra lui e il gruppo Marzi?”

  • In conclusione si andrà al voto anticipato?

“La spina deve staccarla Mastrangeli, o gliela devono staccare i suoi. Ma la verità è che andava staccata quando è emersa la sua inconsistenza sul Brt: in quel momento, quando bisognava fermarlo, ha trovato l’appoggio a sinistra. Marzi gli ha dato sostegno proprio quando i numeri erano sufficienti per determinarne la caduta. Ogni consiliatura è segnata da un tema dominante: c’è stato il sindaco della discarica di via Le Lame, ora c’è quello del BRT, simbolo di questo mandato. Il sindaco Mastrangeli ci ha procurato il danno del BRT, con il
quale ci ha costretti a occuparci quasi esclusivamente di viabilità, distogliendoci da tutto il resto degli immensi problemi di Frosinone. Penso al campo Zauli, a un bando irricevibile, al fatto che non si comprenda chi paghi le bollette né si conosca l’esistenza di una proroga. Penso allo stadio del nuoto, dove, al contrario di Campo Zauli, il giorno dopo la scadenza del contratto si intima la riconsegna delle chiavi e si chiude, ma di cui ancora oggi non è possibile fare il bando. Siamo di fronte a un’improvvisazione che riguarda ogni aspetto. Per non parlare del bando del TPL ritirato in autotutela”.

“Dal coordinatore di FI Fazzone presa di posizione quanto mai azzeccata”

  • Il voto d’aula ha messo a nudo l’isolamento del sindaco rispetto al resto dell’alleanza. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Claudio Fazzone, ha detto che il partito è pronto a dialogare con il centrodestra a patto che il riferimento della coalizione per il 2027 non sia più l’attuale primo cittadino. Cosa ne pensa?

“Mai presa di posizione fu più azzeccata. Dopo il Consiglio comunale di venerdì dovrebbero dirlo tutti nel centrodestra, non solo Fazzone”.

  • Futura, nel caso, discuterebbe con il centrodestra delle prospettive per il 2027?

“La prospettiva elettorale può essere discussa: siamo stati eletti nel 2022 in una lista civica, oggi siamo per convergenze trasversali senza distinzioni preconcette e steccati. Noi siamo il civismo nuovo, quello che non si piega alla vendita dell’ex Mtc né all’accordo in Consiglio tra Marzi e Mastrangeli, e che ha dimostrato vicinanza e affetto sincero per la città. Noi l’ex Mtc lo vogliamo come struttura sanitaria, altri come struttura scolastica. Ma tutti rifiutiamo l’idea della vendita”.

  • Mentre la politica si avvita su nomi e poltrone, le grandi questioni del capoluogo, dalla mobilità al centro storico, dai cantieri del Pnrr alla manutenzione ordinaria, rischiano lo stallo. Quanto sta costando a Frosinone questa crisi permanente?

“Il costo è altissimo. Si parla di cantieri, ma cosa è migliorato per i cittadini di Frosinone? Vediamo solo prospettive di peggioramento: dobbiamo combattere per l’ex Mtc, dobbiamo combattere per una viabilità davvero impossibile, con un bando per il TPL scritto malissimo, secondo gli stessi organi di controllo, tanto che va rifatto. E il TPL è gestito da una ditta sulla quale Marzi chiede alla maggioranza risposte scritte in merito agli ostacoli che la stessa avrebbe potuto porre alla realizzazione dell’ascensore inclinato”.

“L’evasione della Tari? Devono cambiare le modalità della riscossione”

  • Ex Mtc e Tpl a parte, cosa chiedete prima di tutto?

“Vorrei che cambiasse la modalità di riscossione della TARI: oggi ce ne sono quattordici. Mi sto battendo da mesi, ho protocollato dieci PEC in merito, ho scritto al prefetto, ma a tutt’oggi non sono in possesso di dati esaustivi. Mi hanno comunicato che ci sono 6 milioni di euro da recuperare relativi la TARI non pagata, ma non mi dicono come e perché. E poi, veniamo a scoprire che persone giuridiche: attività commerciali, società, attività produttive, in numero di due su tre, non pagano la Tari, evadendo”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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