Un rifugio all’aperto, ricavato sotto quelle che dovrebbero essere delle fioriere sul muretto del parcheggio di via Sellari, alle spalle di un campetto da calcio, a pochi passi dalla Casa della Comunità, ex ospedale del capoluogo. È qui che risiede un uomo di circa sessant’anni, la cui presenza non passa inosservata ai residenti e ai numerosi passanti, in particolar modo fruitori del presidio sanitario.
La sua postazione è un microcosmo ordinato nella sua precarietà: pannelli di truciolato a fare da riparo, una sedia, un sacco a pelo, vari giubbotti ed indumenti accumulati. Ciò che colpisce non è tanto il degrado, quanto l’apparente sistematicità dell’allestimento. Nelle fioriere dell’area urbana, utilizzate come veri e propri contenitori, sono ammucchiati bottiglie di plastica, scarpe, sacchetti e persino utensili da cucina. Tra questi, spiccano una pentola con all’interno delle statuine del presepe e diverse immagini sacre disposte con scrupolosa cura, quasi a delineare un preciso disegno espressivo. A completare la scena, un cestino della spesa e un ombrellone aperto, evidentemente posizionato per delimitare lo spazio e impedire alle auto di parcheggiare a ridosso del giaciglio.
L’uomo, aspetto trascurato e abiti logorati, non sembrerebbe essere aggressivo, si limita a chiedere qualche moneta ai passanti. La nostra Redazione ha parlato con lui, chiedendo il suo nome, di cosa avesse bisogno: le sue risposte sono state sempre lucide, anche quando ha declinato un aiuto.
L’intervento delle istituzioni e dei Servizi Sociali
Riguardo la situazione l’assessore ai Servizi Sociali e Welfare del Comune di Frosinone, l’avvocato Alessia Turriziani, ci ha immediatamente fornito un quadro dettagliato degli interventi messi in atto dall’Amministrazione.
L’uomo, già noto per alcuni episodi pregressi, è costantemente seguito e monitorato dagli operatori del Pronto Intervento Sociale. Tuttavia, come confermato dall’assessore Turriziani, qualsiasi tentativo di assistenza incontra una sistematica resistenza: il sessantenne rifiuta infatti ogni tipo di supporto, sia economico che abitativo o di igiene personale. Da alcuni anni il Comune gli ha attribuito la residenza presso la Casa Comunale e gli ha prospettato diverse soluzioni, dall’accoglienza nei dormitori cittadini alla possibilità di accedere a misure di sostegno economico come l’Assegno di Inclusione (ADI) o alle graduatorie per l’assegnazione di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). Nonostante i ripetuti rifiuti, l’Amministrazione, nella persona dell’assessore Alessia Turriziani, conferma che l’attenzione e il monitoraggio dell’ente e degli operatori sociali sulla vulnerabilità dell’uomo resteranno costanti, nel tentativo di offrirgli un’alternativa di vita dignitosa e sicura.