Frosinone, una frenata che deve far riflettere: a Venezia il primo vero passo falso della stagione

La sosta arriva nel momento giusto per ricaricare le batterie e ripartire. Alla ripresa, il Monza dell’ex Bianco farà visita allo “Stirpe”

Serie B – La trasferta di Venezia segna un brusco risveglio per il Frosinone, che dopo settimane di entusiasmo e solidità trova in laguna la sua prima vera battuta d’arresto. Una partita nata male e finita peggio, nella quale la squadra di Alvini è sembrata la copia sbiadita di quella ammirata fino a pochi giorni fa: meno brillante, meno intensa, e soprattutto meno convinta dei propri mezzi.

Difesa disordinata

Il match si è indirizzato subito in favore dei padroni di casa, capaci di colpire due volte in rapida successione con Compagnon e Yeboah. Due episodi che hanno tagliato le gambe ai ciociari, incapaci poi di rialzarsi e di reagire con la consueta lucidità. La difesa, finora uno dei reparti più affidabili del campionato, è apparsa disordinata e vulnerabile: errori di posizionamento, mancate coperture e una generale mancanza di sincronismo hanno spalancato la strada ai veneti.

Il colpo del definitivo 3-0 firmato da Casas a inizio ripresa ha chiuso ogni speranza di rimonta, confermando una serata da dimenticare. Monterisi e Bracaglia, di solito colonne portanti del pacchetto arretrato, hanno sofferto la rapidità e la fisicità dell’attacco avversario, mentre Palmisani, pur autore di un rigore parato, ha potuto poco per evitare un passivo pesante.

Centrocampo senza identità

Nel mezzo, il Frosinone ha perso la sua solita identità. Il duo Calò–Koutsoupias non è riuscito a dare ordine né ritmo alla manovra, spesso schiacciato dal pressing alto di Busio e Doumbia. Poche verticalizzazioni, scarsa precisione nei passaggi e tanti palloni persi: sintomi di una squadra che ha accusato fatica mentale e fisica. Koné, apparso nervoso e impreciso, ha lasciato il posto a Grosso già all’intervallo: l’ex bianconero ha portato un pizzico di vivacità e qualche tentativo in più verso la porta, ma non è bastato per riaprire la partita.

Attacco che non incide

Sugli esterni, Masciangelo e Oyono non hanno mai trovato il tempo e lo spazio per incidere, mentre davanti Raimondo e Ghedjemis sono rimasti isolati, senza rifornimenti e quasi mai serviti con i tempi giusti. Gli ingressi di Zilli e Vergani, arrivati a gara compromessa, non hanno potuto cambiare l’inerzia di una serata nata storta.

Per Alvini, che ha dovuto rinunciare allo squalificato Kvernadze, è una sconfitta che brucia ma che non cambia il percorso complessivo della squadra. Il tecnico dovrà però interrogarsi sul calo di concentrazione e sulla mancanza di intensità mostrate, elementi che hanno reso il Frosinone prevedibile e facilmente arginabile.

Un segnale per il futuro

Il ko di Venezia non fa danni irreparabili in classifica – i giallazzurri restano infatti in piena zona alta – ma rappresenta un segnale chiaro: serve ritrovare energia, idee e soprattutto quella fame che aveva caratterizzato le prime uscite stagionali.

La sosta arriva nel momento giusto per ricaricare le batterie e ripartire. Alla ripresa, il Monza dell’ex Bianco farà visita allo “Stirpe”: una sfida che dirà molto sullo stato di salute dei ciociari e sulla loro capacità di reagire dopo la prima vera caduta del campionato.

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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