Gianni Guglietti muore a 46 anni, la famiglia denuncia e parte un’indagine: è giallo sul decesso 

Il 46enne di Pescosolido è morto il 10 agosto. Sequestrate salma e bicicletta: oggi l’autopsia per chiarire le cause del decesso

Una morte avvolta nel mistero quella di Gianni Guglietti, 46 anni, residente a Pescosolido, deceduto nella giornata di lunedì 10 agosto. Una vicenda sulla quale la Procura della Repubblica di Cassino ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulle circostanze che hanno preceduto il decesso.

I funerali dell’uomo si sono svolti mercoledì 12 agosto. Inizialmente si era ipotizzato che Guglietti fosse stato colto da malore. Ma qualcosa non convinceva i familiari. Al fratello, infatti, era stato riferito che il 46enne potesse essere stato investito da un’auto. Un’ipotesi che ha spinto la famiglia a voler andare fino in fondo e a chiedere che venisse chiarito cosa fosse realmente accaduto.

Il fratello di Guglietti si è quindi recato al Commissariato di Sora e ha presentato una denuncia alla Polizia, chiedendo di fare luce sulla morte del 46enne.

La segnalazione è arrivata all’attenzione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Cassino, il dottor Mattei, che ha aperto un fascicolo e disposto il sequestro della salma e della bicicletta sulla quale viaggiava Guglietti nel momento in cui sarebbe avvenuta la presunta caduta o, secondo l’ipotesi denunciata dal familiare, il possibile investimento.

Gli agenti del Commissariato di Sora hanno quindi avviato gli accertamenti, procedendo al sequestro della bicicletta e della salma e raccogliendo le testimonianze delle persone che potrebbero fornire elementi utili alla ricostruzione della vicenda.

Doppio fronte investigativo: autopsia e testimoni

Oggi è stata eseguita l’autopsia. Un esame che potrebbe risultare decisivo per stabilire le esatte cause della morte e soprattutto per comprendere se le lesioni riportate dal 46enne siano compatibili con un investimento, con una caduta dalla bicicletta oppure con un’altra dinamica.

Gli accertamenti dovranno inoltre stabilire se la bicicletta presenti segni riconducibili a un eventuale impatto con un’auto oppure se i danni siano compatibili esclusivamente con una caduta sull’asfalto. Un elemento importante per ricostruire quei momenti ancora poco chiari e capire se un eventuale trauma possa aver provocato una lesione interna e una conseguente emorragia risultata poi fatale.

C’è poi un altro elemento finito al centro delle verifiche degli investigatori. Poche ore prima dell’episodio della caduta o del presunto investimento, Guglietti si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Sora. In quella circostanza era stato richiesto anche l’intervento della Polizia, poi l’uomo si era allontanato volontariamente.

Poco dopo, sempre secondo quanto emerso dagli accertamenti, era arrivata una chiamata al numero unico di emergenza. A effettuare la segnalazione erano state due ragazze che viaggiavano in auto e che avevano notato un uomo a terra accanto alla propria bicicletta. Le giovani avrebbero riferito di aver visto Guglietti cadere a terra e lamentarsi dolorante.

Un particolare importante, perché secondo quanto ricostruito l’uomo, dopo essersi ripreso, sarebbe risalito sulla bicicletta e si sarebbe allontanato autonomamente. Avrebbe quindi raggiunto la zona del Campo Boario di Sora, dove si sarebbe nuovamente sentito male. Le sue condizioni si sarebbero poi rapidamente aggravate fino al decesso.

Ed è proprio su questa sequenza di fatti che ora si concentrano le indagini. Al momento, infatti, tra le persone ascoltate, non sarebbero emerse testimonianze di teste che abbiano assistito direttamente a un eventuale investimento. Gli investigatori stanno ascoltando diversi testimoni per ricostruire con precisione gli ultimi momenti di vita del 46enne e verificare ogni possibile ipotesi.

L’autopsia potrà fornire le prime risposte fondamentali, ma saranno gli ulteriori accertamenti della Polizia, insieme all’analisi della bicicletta e alle testimonianze raccolte, a consentire di ricostruire la dinamica.

Per ora, dunque, resta un giallo. Una morte inizialmente attribuita a un malore, sulla quale la denuncia presentata dalla famiglia ha aperto nuovi interrogativi. Sarà l’inchiesta della Procura di Cassino a stabilire se Gianni Guglietti sia stato effettivamente investito da un’auto, se sia rimasto vittima di una caduta accidentale o se il decesso sia riconducibile ad altre cause.

Intanto Pescosolido si era già stretta attorno alla famiglia di Gianni Guglietti, residente in località Forcella e molto conosciuto nella comunità. Ora, mentre gli investigatori cercano di ricomporre tutti i tasselli della vicenda, si attende l’esito degli accertamenti medico-legali per dare finalmente una risposta alle domande che hanno spinto la famiglia a chiedere di aprire un’indagine.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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