Un gioco può essere sviluppato una volta sola dal punto di vista grafico e informatico, ma questo non significa che possa essere distribuito nello stesso modo in tutti i Paesi, e questo vale anche e soprattutto nel settore iGaming.
È un passaggio che riguarda anche gli studi italiani che realizzano slot, giochi da tavolo e altri contenuti destinati ai casinò online. Aziende con sede in Italia possono distribuire i propri prodotti attraverso operatori attivi in più Paesi, ma l’accesso a un nuovo mercato richiede verifiche che vanno ben oltre la semplice traduzione dell’interfaccia. In questo articolo cercheremo di capire meglio la procedura di adattamento alla legislazione locale, e come questo tema si intreccia con quello del gioco responsabile.
Anche in Italia esiste un settore che sviluppa giochi e tecnologia
La produzione dei giochi online non coincide necessariamente con la gestione delle piattaforme sulle quali vengono offerti. Nel provvedimento n. 30789 del 14 settembre 2023, relativo all’acquisizione di Ricreativo B da parte di Lottomatica, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato distingue il mercato della raccolta da quello, a monte, della produzione, sviluppo e fornitura di giochi e servizi.
Nello stesso documento l’AGCM ricorda che Lottomatica aveva acquisito il 60% di Giocaonline, società che sviluppa e produce giochi da casinò e giochi di abilità forniti successivamente a numerosi concessionari italiani.
Un altro esempio è Tuko Productions, studio con sede a Battipaglia, in provincia di Salerno, che sviluppa giochi e gestisce una piattaforma attraverso la quale integra anche contenuti realizzati da provider terzi.
Nel Lazio opera invece Octavian Lab, con sede legale a Roma, che sviluppa infrastrutture e protocolli per il gaming, mentre Octavian Gaming produce contenuti per il mercato fisico e digitale.
In Italia i giochi devono passare attraverso il sistema ADM
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli prevede procedure specifiche per la certificazione delle piattaforme utilizzate nei giochi di abilità, nei giochi di sorte a quota fissa e nei giochi di carte. Le verifiche riguardano anche i moduli considerati critici e le singole applicazioni.
A questo sistema si affiancano i protocolli attraverso cui le piattaforme dei concessionari comunicano con l’infrastruttura centrale ADM. Nell’agosto 2026 l’Agenzia ha pubblicato, ad esempio, la versione 3.1.0 del protocollo PGDA per i giochi di abilità, di sorte a quota fissa e di carte diversi dai tornei.
Nel Regno Unito cambiano licenza e standard tecnici
La Gambling Commission distingue le licenze degli operatori da quelle dedicate al software. Un’impresa che produce o fornisce gambling software destinato agli operatori autorizzati in Gran Bretagna deve possedere una specifica gambling software licence, anche quando l’azienda ha sede in un altro Paese.
Il software deve inoltre rispettare i Remote Gambling and Software Technical Standards, dove tra i requisiti previsti ci sono quelli relativi alla casualità: la Gambling Commission richiede che il generatore di numeri casuali produca risultati dimostrabilmente random attraverso test statistici riconosciuti e vieta sistemi capaci di modificare automaticamente le probabilità durante il gioco.
A Malta il provider può avere una licenza B2B
Un modello ancora diverso è quello maltese, perché la Malta Gaming Authority prevede una Critical Gaming Supply Licence di tipo B2B per chi fornisce elementi considerati essenziali al funzionamento dei giochi o software che elaborano informazioni rilevanti dal punto di vista regolatorio.
La licenza può quindi riguardare direttamente un game provider, non soltanto l’operatore che offre il gioco al consumatore finale.
Il gruppo Octavian si confronta già con regolamenti differenti
Il caso di Octavian offre un esempio di come un gruppo attivo in più mercati debba confrontarsi con requisiti regolatori differenti. Octavian Lab ha sede legale a Roma, mentre le diverse società del gruppo operano su prodotti e mercati distinti.
Nell’aprile 2026 Octavian Gaming ha annunciato la certificazione della propria piattaforma B2B Casino per il mercato regolamentato brasiliano, aggiungendo il Brasile alla propria presenza in mercati europei come Italia, Spagna e Portogallo.
La distribuzione internazionale non dipende soltanto dal raggiungere commercialmente un operatore straniero: prima viene il lavoro meno visibile su protocolli, test, documentazione e certificazioni.
Regole diverse riguardano anche la tutela del giocatore e il gioco responsabile
La conformità non termina con il funzionamento tecnico del gioco: in Italia il nuovo quadro del gioco a distanza ha rafforzato gli strumenti di autolimitazione e gioco responsabile. ADM gestisce inoltre il sistema di autoesclusione, attraverso il quale una persona può limitare o bloccare il proprio accesso al gioco a distanza.
Il gioco con vincite in denaro è riservato ai maggiorenni. Le misure di tutela, come autolimitazione e autoesclusione, fanno parte dei requisiti che le piattaforme devono poter integrare e gestire nei diversi mercati regolamentati.
Anche gli altri regolatori prevedono proprie disposizioni sulla protezione dei giocatori e sulle caratteristiche che il software deve consentire agli operatori di implementare.
Per uno studio che distribuisce lo stesso prodotto in più Paesi, internazionalizzare un gioco significa soprattutto gestire una serie di sistemi regolatori paralleli. Per chi gioca, però, la conformità tecnica di un prodotto non elimina la possibilità di perdere le somme puntate.