Gonfalone tra tensioni e dubbi: i commercianti chiedono chiarezza sulla gestione del suolo pubblico

Arpino - Gli esercenti chiedono se la Pro Loco abbia il titolo legale per sub-concedere suolo pubblico assegnato per finalità culturali

Mancano pochi giorni al via del Gonfalone di Arpino, la manifestazione simbolo dell’estate nella Terra di Cicerone, che normalmente accoglie un flusso di turisti e simpatizzanti che non è pari a nessun altro evento, ma nel centro storico esplode la protesta dei titolari delle attività commerciali e di ristorazione. Sotto la lente d’ingrandimento vi è la gestione delle autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico, un bacino di circa 215 metri quadrati che sembrerebbe esser stato concesso dall’ente comunale alla Pro Loco, dal 20 al 23 agosto, per consentire lo svolgimento della kermesse.

Nonostante le istanze formali d’occupazione, presentate dagli esercenti locali fin dall’inizio della stagione estiva, dagli uffici municipali non è pervenuta alcuna risposta diretta né comunicazione ufficiale ma neanche un riscontro ufficioso. A inizio agosto, tuttavia, parrebbe che la responsabile del settore Gestione del Territorio, arch. Elisabetta Del Grande, abbia autorizzato la Pro Loco, nella persona del presidente dell’associazione Luciano Rea «all’occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche» per il posizionamento di «allestimenti e strutture necessarie allo svolgimento della manifestazione culturale denominata Il Gonfalone».

Incluse aree che non risultano direttamente connesse allo svolgimento dell’evento nell’arco temporale dei quattro giorni a fronte, tra l’altro, di allestimenti, come per i tradizionali “Angoli Caratteristici”, concentrati prevalentemente nella sola giornata di giovedì 20 agosto.

I commercianti di Arpino mettono in discussione la riconducibilità di stand di street food, punti beverage e bancarelle esterne alla categoria di «strutture necessarie all’evento culturale». Chi opera stabilmente sul territorio, inoltre, rivendica priorità nell’assegnazione degli spazi rispetto agli operatori ambulanti provenienti da fuori comune.

«Si tratta di una gestione inefficiente che peggiora di anno in anno», contestano i titolari dei locali del centro storico. «Attendiamo tutto l’anno l’afflusso di visitatori e turisti, per poi veder confluire i guadagni verso soggetti esterni che occupano il suolo pubblico affidato a un ente come la Pro Loco, il cui compito primario dovrebbe essere proprio la valorizzazione delle attività locali».

Lievitano i dubbi di legittimità sulla concessione, oltre alle ricadute economiche, gli esercenti sollevano una questione amministrativa formale: la Pro Loco ha il titolo legale per sub-concedere a terzi, a fini commerciali, aree pubbliche assegnate temporaneamente per finalità culturali? Un interrogativo su cui la categoria chiede immediata chiarezza agli organi istituzionali e agli uffici competenti prima dell’inizio ufficiale delle festività.

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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