“Nel luglio 2025 avevamo scritto «Ha vinto Anagni». Oggi quella vittoria non è più soltanto sulla carta: è sotto gli occhi di tutti. È il risultato di un percorso iniziato con il nostro atto del 15 febbraio 2024, che portò al blocco dei lavori. Allora chiedemmo conto dell’autorizzazione paesaggistica per i basamenti in cemento e della valutazione storica e culturale di un intervento così invasivo. Autorizzazione che non c’è mai stata e che ha portato oggi a questa rimozione”. – Così in una nota LiberAnagni rivendica il risultato ottenuto per iil Parco della Rimembranza
“Resta però il prezzo di un errore che si poteva evitare. Oltre due anni di cantiere fermo, un’area giochi sottratta ai bambini, risorse pubbliche spese due volte: per costruire e per smantellare. Spendere denaro pubblico per realizzare opere poi rimosse può configurare un danno erariale. Per questo presenteremo un esposto agli organi competenti, affinché verifichino i fatti e quantifichino l’eventuale danno per le casse comunali. Il Parco della Rimembranza, le alberate di Viale Giacomo Matteotti e le aiuole di Viale Regina Margherita, tutti attacchi a luoghi identitari di questa Città, dimostrano che un’opposizione che controlla fa la differenza. E nella nostra Città, oggi più che mai, questa differenza serve ed è importante. – Proseguono dalla Coalizione Civica.
Il metodo, infatti, è sempre lo stesso. Prima si decide un intervento invasivo senza alcun confronto con la cittadinanza; poi, quando l’opposizione lo porta all’attenzione pubblica, arrivano smentite e giustificazioni a posteriori. Le scelte che riguardano questi luoghi vanno invece condivise prima, non spiegate dopo. L’identità di Anagni va valorizzata e curata, e saremo sempre in prima linea per difenderla”. – Concludono.