È stata una serata difficile quella vissuta tra Colfelice e Rocca d’Arce, dove nel tardo pomeriggio di ieri numerosi focolai sono divampati quasi contemporaneamente lungo i costoni collinari e le aree boschive dei due piccoli comuni. Sarebbero almeno sette gli inneschi individuati, un numero che alimenta l’ipotesi di un’azione dolosa sulla quale saranno ora necessari tutti gli accertamenti del caso.
Le fiamme, partite in diversi punti, hanno rapidamente interessato la vegetazione, alimentate anche dalle caratteristiche del territorio e dalla presenza di materiale secco. Nel giro di poco tempo il fumo è diventato visibile a distanza, mentre i diversi fronti del fuoco hanno iniziato ad avanzare lungo i versanti.
A rendere ancora più inquietante il quadro sono alcune testimonianze raccolte sul posto. Alcune persone avrebbero riferito di aver notato una persona che sarebbe stata vista mentre si aggirava nelle zone interessate dagli incendi. Si tratta, al momento, di elementi che dovranno essere attentamente verificati dagli investigatori: saranno proprio gli accertamenti a stabilire se esista effettivamente un collegamento tra la presenza segnalata e l’origine dei roghi.
Intanto, con il passare delle ore, l’emergenza si è fatta sempre più complessa. Il fronte del fuoco è apparso particolarmente vasto e le operazioni sono proseguite fino a quando le condizioni di luce lo hanno consentito. Con l’arrivo della sera, gli interventi sono stati necessariamente sospesi in alcune aree, con la ripresa delle attività programmata nelle prime ore della mattinata.
A Colfelice, sul posto è intervenuto anche il locale nucleo di Protezione civile, impegnato nelle attività di supporto insieme alle altre forze presenti. Nell’area è inoltre intervenuta una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Ceprano. È stato necessario mettere in sicurezza le abitazioni minacciate dalle fiamme, alcuni bomboloni di gas ed un B&B.
Sul fronte delle operazioni di spegnimento, alcuni volontari hanno però lamentato quella che definiscono una difficoltà nel coordinamento dei soccorsi. Secondo la loro versione, i Vigili del Fuoco sarebbero arrivati con ritardo e con una sola unità operativa, circostanza che, sempre secondo quanto riferito dai volontari, avrebbe rallentato le attività di contrasto alle fiamme e favorito l’avanzata del fuoco.
Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che dovrà essere necessariamente verificata e confrontata con quella dei Vigili del Fuoco e con gli altri soggetti impegnati nell’emergenza. Sarà importante comprendere tempi, modalità di attivazione dei soccorsi, disponibilità delle squadre e soprattutto le ragioni di eventuali rallentamenti, qualora questi venissero effettivamente accertati.
Quello che resta, al momento, è un territorio ferito dalle fiamme, con diversi ettari di vegetazione interessati dall’incendio e una situazione che richiede ancora massima attenzione.
La giornata di oggi si preannuncia dunque altrettanto impegnativa. Dalle prime ore della mattinata al via le attività sulle aree interessate dai roghi, con le operazioni di spegnimento dei focolai ancora attivi e, successivamente, con quelle di bonifica, indispensabili per evitare che eventuali punti ancora incandescenti possano riaccendere il fuoco.
Parallelamente proseguiranno gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare l’eventuale origine dolosa degli incendi. Se l’ipotesi dei molteplici inneschi dovesse trovare conferma, gli investigatori dovranno ora concentrare l’attenzione anche sull’identificazione di chi potrebbe aver appiccato il fuoco.
Dopo una notte di paura, dunque, per Colfelice e Rocca d’Arce si apre una nuova giornata sul fronte degli incendi: prima l’obiettivo sarà mettere definitivamente in sicurezza il territorio, poi sarà caccia al piromane.