È finito agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico il 40enne di Ferentino ritenuto responsabile di due incendi dolosi avvenuti lo scorso marzo in città. Il provvedimento cautelare è stato eseguito nella serata del 20 luglio dai Carabinieri della Stazione di Ferentino, con il supporto dei militari del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone.
L’uomo, già noto alle cronache giudiziarie, è gravemente indiziato dei reati di danneggiamento seguito da incendio e violazione di domicilio.

L’indagine ha preso avvio in seguito ai due roghi divampati nella notte del 29 marzo 2026. Il primo aveva interessato una sala condominiale all’interno di uno stabile ATER in via Paolo Borsellino, mentre il secondo era stato appiccato in una legnaia di proprietà di una donna di 76 anni, in via Vasciotte. Grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco di Frosinone, le fiamme erano state domate prima che potessero provocare conseguenze più gravi, limitando i danni ad alcuni arredi e senza causare feriti.
Determinante è stata l’attività investigativa condotta dai Carabinieri di Ferentino, che attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze raccolte sono riusciti a ricostruire nei dettagli quanto accaduto.
L’elemento decisivo è emerso durante il sopralluogo nella legnaia incendiata, dove i militari hanno rinvenuto tra le ceneri il telefono cellulare dell’indagato, parzialmente distrutto dal fuoco e perso accidentalmente durante la fuga. Un particolare che ha fornito un importante riscontro alle indagini.
Successivamente, nel corso di una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno inoltre sequestrato gli stessi indumenti che, secondo gli investigatori, il 40enne indossava durante gli episodi, riconosciuti grazie alle immagini registrate dalle telecamere.
Le indagini hanno consentito anche di chiarire il possibile movente. Secondo la ricostruzione degli investigatori, poco prima degli incendi l’uomo avrebbe avuto un’accesa discussione, nata per futili motivi, con il nipote della proprietaria della legnaia. I due roghi sarebbero quindi stati appiccati come gesto di ritorsione.
Al termine delle formalità di rito, il 40enne è stato accompagnato presso la propria abitazione, dove sconterà la misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo elettronico, rimanendo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.