Incendio Remat, l’Arpa certifica la presenza di diossine: il rogo ha generato emissioni nell’aria

Primo monitoraggio dopo il maxi incendio nello stabilimento di San Giorgio a Liri. La Procura di Cassino indaga

Il primo verdetto dei monitoraggi ambientali dopo il devastante incendio alla Remat Italia è arrivato: il rogo che domenica 12 luglio ha distrutto lo stabilimento della zona industriale ha prodotto diossine. A confermarlo sono i risultati diffusi da Arpa Lazio dopo il campionamento effettuato nelle ore immediatamente successive all’incendio. Il valore rilevato per le diossine è pari a 0,75 picogrammi per metro cubo (TEQ).

Un dato che, letto secondo i parametri indicati dalla stessa Agenzia, conferma la presenza di una fonte emissiva localizzata. Arpa ricorda infatti che l’Organizzazione mondiale della sanità indica concentrazioni intorno a 0,1 pg/m³ come valori indicativi di un ambiente urbano, mentre valori superiori a 0,3 pg/m³ segnalano la presenza di una sorgente emissiva. Il dato non equivale automaticamente a un’emergenza sanitaria, anche perché per le diossine non esiste un limite normativo specifico per l’aria ambiente. Le valutazioni sugli eventuali rischi per la popolazione spettano agli enti sanitari competenti, mentre il compito dell’Arpa è quello di rilevare e monitorare la presenza degli inquinanti. Nel campione analizzato è stata rilevata anche la presenza di PCB pari a 108 pg/m³, mentre sono ancora in corso le analisi relative al benzo(a)pirene, uno degli idrocarburi policiclici aromatici ricercati dopo incendi di questo tipo.

L’incendio è divampato nella giornata di domenica 12 luglio all’interno dello stabilimento Remat Italia, azienda operante nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti nella zona industriale di San Giorgio a Liri. Le fiamme, alimentate dai materiali presenti all’interno dell’impianto, hanno generato una colonna di fumo visibile a distanza, facendo scattare l’allarme tra i residenti dei comuni della Valle del Liri. Sul posto hanno lavorato per ore diverse squadre dei vigili del fuoco per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area. Parallelamente sono scattati i controlli ambientali da parte di Arpa Lazio, intervenuta con un campionatore ad alto volume per verificare la presenza di sostanze potenzialmente nocive.

Dopo l’incendio, il Comune di San Giorgio a Liri, attualmente amministrato dal commissario straordinario prefettizio Agnese Scala, ha adottato misure precauzionali per tutelare la popolazione in attesa degli esiti dei monitoraggi. Le indicazioni hanno riguardato in particolare la limitazione delle attività all’aperto e l’adozione di comportamenti cautelativi in attesa dei dati ambientali. Sul caso sono in corso accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica di Cassino, guidata dal procuratore capo Carlo Fucci, con il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo.

Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire le cause dell’incendio e a valutare ogni eventuale profilo di responsabilità. I risultati dei monitoraggi Arpa rappresentano uno degli elementi che potranno essere acquisiti nell’ambito delle verifiche. Alla luce dei dati ambientali emersi e degli ulteriori accertamenti in corso, la Procura potrebbe valutare eventuali sviluppi sul piano investigativo, compresa la possibile apertura di nuove ipotesi di reato qualora emergessero elementi sufficienti.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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