D’estate la montagna torna a riempirsi di escursionisti. Famiglie, gruppi di amici, appassionati di trekking e semplici visitatori che scelgono i sentieri dei monti della provincia di Frosinone per trascorrere qualche ora lontano dal caldo e dal rumore delle città. La Ciociaria offre un patrimonio naturalistico straordinario. Dai Monti Ernici ai Monti Simbruini, dai Monti Ausoni fino alle aree montane della Valle di Comino, sono numerosi i percorsi che ogni anno attirano escursionisti provenienti dalla provincia e da altre zone del Lazio. Ma proprio durante l’estate, con l’aumento delle presenze sui sentieri, aumentano anche le richieste di soccorso.
Escursionisti che si perdono, persone che accusano malori, cadute, distorsioni e traumi. In alcuni casi il problema è rappresentato dal caldo e dalla disidratazione. In altri, da un percorso affrontato senza una preparazione adeguata o senza conoscere realmente le difficoltà del sentiero. Quando una persona si trova in difficoltà in una zona montana, l’intervento può diventare complesso e richiedere l’impiego di più squadre specializzate.
Il Soccorso Alpino e Speleologico, i Vigili del Fuoco e, quando necessario, altri soccorritori possono essere chiamati a intervenire in aree impervie, spesso difficili da raggiungere con i mezzi ordinari. Una semplice escursione può trasformarsi così in un’operazione di soccorso che richiede ore di lavoro, personale specializzato e, in alcuni casi, l’intervento dell’elicottero. Il problema è che alcune situazioni potrebbero essere evitate con una maggiore preparazione.
Uno degli errori più frequenti è sottovalutare il percorso. Un sentiero visto in fotografia o descritto come semplice può presentare difficoltà molto diverse a seconda delle condizioni del terreno, del clima e della preparazione fisica di chi lo affronta. La distanza non è l’unico elemento da considerare. Anche un percorso relativamente breve può diventare impegnativo se presenta dislivelli importanti, tratti esposti, terreno scivoloso o condizioni meteorologiche sfavorevoli. Durante l’estate, inoltre, il caldo può rappresentare un fattore di rischio importante. Camminare per ore sotto il sole, soprattutto nelle ore centrali della giornata, aumenta il rischio di disidratazione e di malori. Il problema può diventare ancora più serio quando l’escursionista non ha con sé una quantità sufficiente di acqua o decide di affrontare il percorso senza tenere conto delle proprie condizioni fisiche.
In montagna, inoltre, la percezione della temperatura può cambiare rapidamente. Una giornata iniziata con condizioni favorevoli può trasformarsi in poche ore a causa di temporali improvvisi, nebbia o variazioni del tempo. Anche per questo è fondamentale informarsi prima di partire. Conoscere il percorso, verificare la lunghezza e il dislivello, controllare le previsioni meteorologiche e valutare il tempo necessario per completare l’escursione sono passaggi fondamentali. Partire nel tardo pomeriggio per affrontare un percorso lungo o impegnativo può aumentare il rischio di trovarsi al buio prima del rientro. E quando arriva il buio, anche un sentiero conosciuto può diventare difficile da percorrere.
Un altro problema riguarda l’abbigliamento e l’attrezzatura. Affrontare un sentiero di montagna con scarpe inadatte può aumentare il rischio di scivolate e cadute. Anche il telefono cellulare, sebbene rappresenti uno strumento prezioso per chiedere aiuto, non può sostituire la preparazione. In alcune aree il segnale può essere assente o intermittente. La batteria può esaurirsi. Le coordinate della posizione possono non essere conosciute. Per questo, prima di partire, è importante comunicare a qualcuno il percorso che si intende affrontare e, se possibile, utilizzare applicazioni e strumenti che consentano di conoscere la propria posizione.
Particolare attenzione deve essere prestata anche ai bambini e agli escursionisti meno esperti. Un percorso adatto a una persona allenata può essere troppo impegnativo per chi non è abituato a camminare in montagna. La difficoltà può emergere soltanto dopo alcune ore, quando la stanchezza rende più difficile tornare indietro. Ed è proprio in questi momenti che una situazione inizialmente gestibile può diventare un’emergenza. In caso di difficoltà, la prima regola è non continuare a muoversi senza una direzione precisa. Chi si perde può essere tentato di proseguire cercando una strada alternativa, ma allontanarsi dal percorso può rendere più difficile la localizzazione da parte dei soccorritori. È importante cercare di mantenere la calma, comunicare la propria posizione nel modo più preciso possibile e seguire le indicazioni ricevute. Anche le informazioni fornite al momento della richiesta di soccorso possono fare la differenza. Dire dove si è partiti, quale percorso si è seguito, quanto tempo è trascorso e quali sono le condizioni della persona permette ai soccorritori di organizzare l’intervento nel modo più efficace.
Il problema è che spesso chi si trova in difficoltà non sa indicare con precisione dove si trova. Per questo la preparazione prima della partenza può essere fondamentale. L’escursionismo è un’attività sicura se affrontata con consapevolezza. Il rischio nasce quando si confonde una passeggiata in montagna con una semplice camminata in città. La montagna non è un ambiente controllato. Le condizioni possono cambiare, le distanze possono essere sottovalutate e un piccolo incidente può rendere impossibile proseguire. Per questo, prima di partire, sarebbe importante chiedersi se il percorso è davvero adatto alle proprie capacità, avere con sé acqua sufficiente, indossare calzature adeguate, controllare il meteo e non affrontare itinerari impegnativi da soli. Anche la scelta dell’orario è importante. Evitare le ore più calde, partire con un margine di tempo sufficiente e prevedere la possibilità di dover tornare indietro possono ridurre significativamente i rischi.
Ogni estate, sulle montagne della provincia di Frosinone, il lavoro dei soccorritori ricorda quanto sia sottile il confine tra una giornata trascorsa nella natura e una situazione di emergenza. CNSAS, Vigili del Fuoco e gli altri operatori intervengono per soccorrere persone ferite, stanche, disorientate o colte da malore. Ogni intervento può essere necessario e nessuno dovrebbe rinunciare a chiedere aiuto quando si trova in una situazione di pericolo. Ma la prevenzione resta il primo strumento. Conoscere i propri limiti, preparare l’escursione e non sottovalutare la montagna può evitare che una giornata sui sentieri si trasformi in un intervento di soccorso. Perché la montagna offre paesaggi straordinari e percorsi da vivere, ma non perdona sempre l’imprudenza. E prima di mettersi in cammino, spesso bastano pochi minuti di preparazione per evitare ore di paura e un complesso intervento dei soccorritori.