Inflazione climatica, la carestia del XXI secolo è già nel nostro carrello

Siccità, gelate fuori stagione, alluvioni e ondate di calore riducono la produzione agricola, aumentano i costi delle filiere

Negli ultimi anni gli italiani hanno imparato a convivere con bollette più alte, carburanti più cari e un costo della vita sempre più difficile da sostenere. Ma c’è un fenomeno molto meno evidente che rischia di incidere ancora più profondamente sul bilancio delle famiglie: l’inflazione climatica

Non è uno slogan e non è una teoria. È il meccanismo attraverso il quale gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti, finiscono per trasformarsi in rincari sugli scaffali dei supermercati. Siccità, gelate fuori stagione, alluvioni e ondate di calore riducono la produzione agricola, aumentano i costi delle filiere e fanno salire il prezzo dei beni alimentari che ogni famiglia acquista quotidianamente.

Il nuovo capitolo del dossier “Inflazione da Sopravvivenza 2016-2026”, realizzato da Consumerismo No Profit, analizza proprio questo fenomeno e lancia un allarme: il cambiamento climatico non rappresenta più soltanto una questione ambientale, ma è diventato un problema economico e sociale che pesa direttamente sul potere d’acquisto degli italiani.

I numeri sono impressionanti. Solo nel 2024 l’Italia ha registrato 3.773 eventi meteo estremi, con danni all’agricoltura stimati in 9 miliardi di euro. Dietro queste cifre ci sono raccolti compromessi, produzioni dimezzate e prodotti simbolo della dieta mediterranea che diventano sempre più costosi. Dalle ciliegie all’olio extravergine d’oliva, dal grano duro agli agrumi, il report mostra come il clima stia già modificando il contenuto del nostro carrello della spesa.

Ma il dato forse più inquietante riguarda chi paga il prezzo più alto. L’inflazione climatica non colpisce tutti allo stesso modo: le famiglie con redditi più bassi, che destinano una quota maggiore del proprio bilancio all’alimentazione, subiscono un impatto molto più pesante. Il rischio è quello di una progressiva rinuncia ai prodotti di qualità, sostituiti da alimenti meno costosi ma anche meno salutari.

Il dossier va oltre la semplice analisi dei dati. Ricostruisce il legame tra le antiche carestie e quella che gli economisti oggi definiscono “climateflation”, spiega perché questa forma di inflazione è destinata a diventare strutturale e individua le misure che, secondo Consumerismo, dovrebbero essere adottate per evitare che il cambiamento climatico diventi anche una macchina capace di produrre nuove povertà.

Vi invitiamo a scaricare il report che offre una chiave di lettura diversa su un fenomeno che riguarda già ogni consumatore e aiuta a comprendere perché il cambiamento climatico non si misuri soltanto in gradi centigradi o nel numero di eventi estremi, ma sempre più spesso nello scontrino della spesa. – Fonte www.consumerismonoprofit.it –

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Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

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