Internazionalizzazione, la Regione presenta il Piano 2026: 15 milioni di euro per la competitività del Lazio

Rafforzare la presenza delle imprese del Lazio sui mercati internazionali, sostenere l’export e attrarre nuovi investimenti produttivi esteri, puntando sui principali settori strategici del territorio, Aerospazio, Biotech & Pharma, Cleantech e Digitale: è questo l’obiettivo del nuovo Piano di Internazionalizzazione 2026, attuato in collaborazione con il Ministero degli Esteri, che è stato presentato dalla Regione Lazio presso il Cinema Adriano a Roma.

Nuovo piano internazionalizzazione: in campo oltre 15 milioni di euro

  • 3.2 milioni di euro per la partecipazione a 39 eventi: di cui 34 fiere (19 in Italia, 8 in Europa, 7 nei Paesi extra-UE) e 5 missioni di sistema di diplomazia economica (business meetings, workshops ed eventi per attrazione investimenti);
  • 12 milioni di euro per il nuovo Voucher Internazionalizzazione, in uscita a settembre 2026, destinato a supportare le PMI nei percorsi di accesso ai mercati esteri.

Il Piano prevede un programma articolato di fiere internazionali, missioni di sistema, strumenti di finanziamento e azioni di attrazione degli investimenti, pensato per accompagnare le imprese regionali nei processi di consolidamento e ampliamento della presenza sui mercati esteri, in un contesto internazionale complesso e fortemente competitivo.

Angelilli: “Un’azione strategica che rafforza la competitività delle imprese

«Anche in considerazione delle forti criticità dello scenario internazionale, la Regione Lazio intende accompagnare le aziende nell’orientamento, sia rispetto ai rischi di scenario che rispetto alle opportunità che si stanno aprendo. Insieme ai principali attori nazionali vogliamo guidare le PMI anche verso le nuove possibili direttrici commerciali, compresi Mercosur e India. Attenzione particolare sarà inoltre dedicata a nuovi percorsi commerciali nell’ambito del Piano Mattei», ha dichiarato la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli.

L’Accordo di Collaborazione

A tal fine, nel corso dell’incontro è stato sottoscritto un Accordo di Collaborazione tra la Regione Lazio tramite Lazio InnovaCassa Depositi e Prestiti (CDP)SIMEST, SACE con l’obiettivo di promuovere azioni congiunte di informazione e formazione, con percorsi dedicati in presenza e da remoto, per facilitare l’accesso agli strumenti anche nazionali per l’export e rafforzare le competenze delle PMI nei processi di internazionalizzazione.

Nel quadro delle iniziative illustrate, è stato inoltre presentato il nuovo bando regionale “Attrazione Investimenti”, gestito da Lazio Innova, per individuare aziende regionali interessate ad incontrare investitori internazionali, di natura industriale e finanziaria.

All’evento sono intervenuti: Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio e Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio; Mauro Battocchi, direttore generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni del MAECI; Guglielmo Picchi, presidente SACE; Vittorio de Pedys, presidente SIMEST; Matteo Zoppas, presidente ICE; Andrea Nuzzi, direttore business CDP; Giuseppe Biazzo, presidente Unindustria; Tiziana Petucci, direttore regionale Sviluppo Economico, Attività Produttive e Ricerca; Francesco Marcolini, presidente Lazio Innova; Laura Tassinari, direttore operativo Internazionalizzazione e Cluster Lazio Innova; Rosina Andreoli, responsabile Finanziamenti Export CDP; Francesca Alicata, direttore Relazioni Esterne SIMEST; Antonio Bartolo, regional director Centro SACE; Giorgio Klinger, delegato Export e Tutela del Made in Italy Unindustria; Micaela Pallini, presidente e amministratore delegato Pallini Spa; Roberto Santori, founder Made in Italy Community.

Lazio tra i leader sui mercati internazionali

«Il Lazio si conferma tra le cinque regioni più dinamiche del Paese sui mercati internazionali. Secondo i dati ISTAT, nel 2025 l’export regionale è cresciuto del 9,6 per cento (17 per cento nella farmaceutica) rispetto all’anno precedente, tre volte la media nazionale. La crescita è stata trainata in particolare dai mercati extra-UE, con un incremento significativamente superiore rispetto a quelli europei. In questo contesto, spicca l’export del Lazio verso gli Stati Uniti, che ha registrato un aumento superiore al 50 per cento», ha commentato la vicepresidente Angelilli.

Nel complesso, il valore delle esportazioni regionali si colloca intorno ai 36 miliardi di euro, in aumento rispetto ai circa 32 miliardi del 2024, confermando il rafforzamento della presenza internazionale del sistema produttivo laziale.

«Dal 2023 ad oggi, la Regione Lazio ha impegnato circa 50 milioni di euro sulle misure per l’internazionalizzazione e 20 milioni per l’attrazione investimenti esteri. Le iniziative sono state realizzate con il cofinanziamento dell’Unione Europea, attraverso i fondi del PR FESR Lazio 2021–2027, confermando il ruolo della politica di coesione come leva strategica per la competitività del sistema produttivo regionale. È su questa base concreta che la Regione Lazio ha scelto di mettere in campo una politica industriale fortemente orientata all’apertura di nuovi mercati, capace di integrare promozione sui mercati esteri, strumenti finanziari, attrazione degli investimenti e rafforzamento delle filiere strategiche. Vogliamo accompagnare le imprese, in particolare le PMI, nei percorsi di internazionalizzazione, facendo sistema con il Governo e puntando sui settori ad alto valore aggiunto», ha precisato Roberta Angelilli.   

Nel corso dell’iniziativa, SACE, SIMEST e CDP hanno messo a disposizione delle imprese, desk informativi dedicati, offrendo un servizio di assistenza diretta per l’illustrazione degli strumenti disponibili, delle opportunità sui mercati esteri e dei percorsi di accompagnamento finanziario e operativo all’internazionalizzazione.

«La complessità dello scenario globale impone di agire in modo coordinato a livello di Sistema-Italia: la collaborazione avviata oggi va proprio nella direzione di potenziare in modo sinergico e congiunto il supporto ai progetti di internazionalizzazione ed export, leva strategica essenziale per consolidare la leadership delle imprese del Lazio sui mercati esteri. L’accompagnamento alle eccellenze industriali in questo percorso, congiuntamente al sostegno in investimenti e acquisizioni e al rafforzamento del posizionamento delle principali filiere del Paese nell’arena competitiva internazionale, costituiscono obiettivi prioritari e qualificanti degli interventi previsti dal Piano Strategico 2025-2027 di CDP», ha evidenziato il direttore business di CDP, Andrea Nuzzi.

«Con una crescita di quasi il 10% sul 2024 e un valore nel 2025 di poco al di sotto dei 36 miliardi di euro, il Lazio si colloca al sesto posto tra le regioni italiane che esportano, con una quota sul totale nazionale – giunto a 643 miliardi – del 5,6%. Questo risultato dipende in particolare dall’andamento positivo di cinque settori: prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+ 99% nel 2025 sul 2024), farmaceutico (+ 17,7%), metallurgico (+ 18,3%), autoveicoli e rimorchi (+ 4,8%), alimentare (+ 4,6%). Ottimo l’andamento delle vendite verso gli Stati Uniti che nonostante i dazi si collocano a 7,3 miliardi con un incremento sul 2024 superiore al 54% dovuto quasi per intero dall’exploit della farmaceutica. Nel 2025 sono state 1.420 le partecipazioni complessive di aziende laziali ad attività promosse dall’ICE e con l’accordo firmato insieme a Regione, Unindustria e ai partner del Sistema Italia, l’Agenzia conferma il suo impegno mettendo in campo la sua ampia gamma di strumenti per potenziare i processi di internazionalizzazione delle imprese laziali dando concretezza al Piano per l’Export del Ministero degli Esteri», ha affermato il presidente di ICE, Matteo Zoppas.

«L’export è un motore di crescita importante per l’Italia e per il Lazio, che è tra le principali regioni esportatrici italiane. Oggi, insieme a tutti gli attori del sistema, rinnoviamo il nostro impegno a farlo crescere, valorizzando il potenziale del territorio e delle filiere laziali. Come Export Credit Agency italiana, mettiamo a disposizione delle imprese non solo la nostra offerta assicurativa e finanziaria ma soprattutto i nostri export advisor, per accompagnarle nell’esplorazione di nuovi mercati percepiti come complessi, nello sviluppo di filiere internazionali e nella costruzione di una presenza stabile nei mercati del futuro», ha spiegato il presidente di SACE, Guglielmo Picchi.

«Per SIMEST, sostenere la crescita internazionale delle imprese italiane significa affiancare territori ad alto potenziale come il Lazio, che conferma una solida vocazione all’export, come dimostra l’aumento del 9,6% nel 2025. In questo contesto, la sinergia tra istituzioni e attori del Sistema Paese è un fattore strategico: la collaborazione tra Regione Lazio, CDP, SACE, Unindustria e SIMEST consente di valorizzare competenze, strumenti finanziari e capacità di accompagnamento, offrendo alle imprese un supporto integrato ed efficace. Il nostro impegno è rafforzare ulteriormente questo ecosistema, facilitando l’accesso delle imprese, in particolare delle PMI, a percorsi strutturati di internazionalizzazione, sostenendone la competitività e la presenza sui mercati esteri. Con l’accordo sottoscritto oggi intendiamo diffondere la conoscenza dei nostri strumenti e supportare concretamente il tessuto imprenditoriale locale», ha evidenziato il presidente di SIMEST, Vittorio de Pedys.

«L’internazionalizzazione oggi non è più una scelta ma una condizione strutturale per la competitività delle imprese. Le ultime indagini del Centro Studi Unindustria dimostrano che le nostre aziende competono in mercati sempre più selettivi e che la sfida dell’internazionalizzazione è anche interna: non riguarda solo i mercati, ma la crescita dimensionale e organizzativa delle imprese. Il Lazio ha tutte le condizioni per competere a livello globale, ma serve lavorare sempre di più come sistema: in questo senso, il Piano regionale per l’internazionalizzazione rappresenta un passaggio fondamentale perché introduce continuità, coordinamento e una visione condivisa, mettendo a sistema strumenti, istituzioni e imprese. Dunque, la sfida oggi non è solo aumentare l’export ma costruire una presenza stabile e duratura sui mercati internazionali, accompagnando le imprese in percorsi strutturati di crescita», ha sottolineato il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo.

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