Il riferimento è a Latina, ma il destinatario del messaggio sta a Frosinone. Dal palco di Fiuggi, dove si è svolta la festa regionale di Noi Moderati, il deputato della Lega Nicola Ottaviani, due volte sindaco del capoluogo ciociaro, ha preso le difese di Riccardo Mastrangeli nel braccio di ferro con Fratelli d’Italia, che chiede al sindaco di estromettere dalla giunta il vicesindaco Antonio Scaccia e l’assessora Maria Teresa Spaziani Testa, della Lista per Frosinone ma riconducibili a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Il ragionamento di Ottaviani è semplice: la regola dell’esclusione dei vannacciani non può valere solo per Frosinone, se nel capoluogo pontino l’amministrazione di centrodestra ha approvato un documento finanziario proprio grazie al voto decisivo di un consigliere di area Vannacci.
Dal palco di Noi Moderati l’ex sindaco difende Mastrangeli e risponde a FdI
“No alle regole a intermittenza nel centrodestra”, ha scandito Ottaviani. “Per quanto riguarda la gestione delle regole, dobbiamo evitare di portarle avanti a intermittenza. Si stabilisce una regola per cui ovunque diciamo che non vogliamo neppure sederci al tavolo con chi non riconosce i nostri valori. D’accordo, purché sia una regola comune, che parta da Trento e arrivi ad Agrigento. Ma poi si arriva a Latina, dove chi tenta di fondare un gruppo con la scritta Vannacci fa il diciassettesimo nella votazione del bilancio consolidato. Allora diciamo che le regole devono essere sempre le stesse. Le regole le stabilisce la coalizione, ma dobbiamo cercare di non gettare il bambino con l’acqua sporca. L’importante è che valgano sempre per tutti e non prevedano deroghe: altrimenti diventano poco leggibili per tutto l’elettorato fedele al centrodestra”.
Intanto, tra i banchi della minoranza consiliare, le polemiche sulla crisi restano accese. Vincenzo Iacovissi, capogruppo del Psi, ricorre a una metafora calcistica: “Sembrano i tempi supplementari di una sfida eterna. Restiamo in attesa dei calci di rigore, con l’auspicio che prima o poi si torni a parlare dei problemi della città e dei cittadini, e non delle ambizioni personali e delle poltrone”.
Per Teresa Petricca, del Gruppo Futura, la vicenda ha superato i confini della comprensione: “Assistiamo a qualcosa che esula dall’immaginario collettivo. Non si sa da dove cominciare per interpretare quello che accade. Ormai si rasenta l’ilarità nell’assistere a questo spettacolo, perché va oltre la ragione politica e oltre la possibilità di comprensione dei cittadini, ma anche di noi consiglieri comunali”.
L’opposizione resta polemica da Iacovissi a Petricca e Anselmo Pizzutelli
Durissimo Anselmo Pizzutelli, del gruppo Un’Altra Frosinone: “Come volevasi dimostrare, il sindaco non si è dimesso. Continuo a ribadire che le dimissioni, una volta date, si rispettano. Quello che sta accadendo sa tanto di sceneggiata. Il sindaco aveva detto: ‘Se venerdì non ho i numeri, vado a casa’. Se avesse avuto i numeri, le firme su quel foglio le avrebbe tirate fuori. Sta solo prendendo tempo, ma il tempo che prende lui è tempo sottratto alla città. Mi compiaccio che abbia scoperto che si tratta di un problema urgente, perché solo oggi, dopo quattro mesi, si ricorda di chiedere la convocazione del Consiglio comunale con urgenza. Per quattro mesi il sindaco non ha ritenuto urgente l’elezione del presidente del Consiglio e si è messo a giocare con l’opposizione, anziché con il candidato della maggioranza. E solo oggi scopre che è urgente. Mi auguro che il prefetto risponda alla nostra richiesta di scioglimento del Consiglio comunale per gravi violazioni di legge. Si dica chiaramente se i termini ci sono o non ci sono”.