La Regione Lazio liquida a SAF i primi 2 milioni di euro. Ora tocca ai Comuni rispondere

L’ostacolo è la richiesta ai Sindaci di una dichiarazione sostitutiva estesa all’intero ventennio. L’appello del Presidente di SAF

A un anno esatto dall’approvazione della Legge Regionale 8 agosto 2025, n. 15, la Direzione regionale Ciclo dei Rifiuti ha disposto, con determinazione n. L17008 del 7 agosto 2026, la liquidazione in favore di SAF S.p.A. di 2.062.265,00 euro. Si tratta di una prima tranche a fronte di un credito complessivo di circa 13,5 milioni di euro, maturato a titolo di conguaglio nei confronti dei Comuni della provincia di Frosinone nel periodo compreso tra il 2007 e il 2025.

L’intervento legislativo recepisce l’indirizzo espresso dalla Giunta della Regione Lazio di riconoscere una misura compensativa in favore dei Comuni della provincia di Frosinone, per aver garantito l’utilizzo dei propri impianti e dei propri siti di smaltimento a beneficio dell’intero territorio regionale. La ratio della norma e la sostenibilità del relativo percorso finanziario erano state delineate dall’Assessore al Bilancio della Regione Lazio in sede di Assemblea dei Soci di SAF S.p.A., trovando poi definitivo consolidamento nell’art. 17 della L.R. 8 agosto 2025, n. 15. 

Il nodo procedurale: una dichiarazione sostitutiva lunga vent’anni

La liquidazione parziale fa seguito al riscontro fornito da 19 Comuni alla richiesta trasmessa dalla Direzione regionale Ciclo dei Rifiuti lo scorso 12 giugno 2026, con la quale si impone ai Sindaci la sottoscrizione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per attestare il mancato inserimento del conguaglio nei PEF TARI – o in strumenti analoghi – lungo l’intero arco 2007–2025.

SAF S.p.A. ha tempestivamente rappresentato alla Regione l’oggettiva complessità e, in taluni casi, l’impossibilità tecnica per i Comuni di ricostruire e raccordare le contabilità storiche. Il periodo esaminato è stato infatti attraversato da quattro diverse riforme della fiscalità locale sui rifiuti ed è stato privo, per gran parte degli anni considerati, di quei meccanismi di tracciabilità analitica dei costi introdotti soltanto in tempi recenti dal metodo tariffario ARERA. 

A complicare ulteriormente il quadro vi è il concreto profilo di rischio legale a carico dei Sindaci. Firmare un’attestazione “omnibus” su vent’anni di contabilità stratificate ed evoluzioni fiscali espone i primi cittadini a potenziali contestazioni per dichiarazioni mendaci. Inoltre, un’eventuale difformità ricostruttiva potrebbe configurare ipotesi di danno erariale per gli enti locali. dichiarare il mancato inserimento equivale a certificare un errore tariffario. Attestare che i conguagli maturati nei confronti di SAF non sono mai confluiti nei PEF TARI lungo l’intero arco 2007–2025 significa dichiarare che i piani finanziari sono stati approvati senza tener conto di una componente di costo del servizio: vale a dire che la tariffa sarebbe stata determinata in misura inferiore al dovuto, con conseguente minore entrata per l’ente e mancata copertura integrale dei costi.

È proprio il timore di queste ripercussioni a bloccare la firma dei 72 Comuni mancanti, trasformando un adempimento burocratico in un vero e proprio freno istituzionale.

Va ricordato che, il 15 maggio 2026, la società incaricata dalla Regione Lazio, ha depositato la Relazione Tecnica Finale Asseverata che ha accertato la correttezza dei numeri. Nonostante ciò, nel corso del tavolo tecnico del 26 maggio la Direzione regionale ha comunicato che l’istruttoria non potrà concludersi senza un ulteriore passaggio, consistente nella “dichiarazione sostitutiva” a firma dei primi cittadini. In quella sede e nelle comunicazioni successive, Saf ha segnalato che Sindaci si sarebbero trovati davanti a un dilemma: attestare l’inserimento del conguaglio precludendo l’erogazione del contributo; attestarne il mancato inserimento, certificando, con dichiarazione sostitutiva di atto notorio, un errore nella determinazione della tariffa. Un adempimento che avrebbe determinato uno stallo amministrativo, rallentando l’iter e rischiando di comprometterne l’esito finale.

Sospensione dell’iter di approvazione del bilancio

Il blocco dell’istruttoria regionale impedisce a SAF S.p.A. di determinare con certezza il valore di presumibile realizzo dei crediti, con dirette ripercussioni sul piano contabile e societario. L’applicazione, in via prudenziale, di un massiccio Fondo Svalutazione Crediti – qualora le somme dovessero essere considerate di dubbia esigibilità – genererebbe una pesante ed eccezionale perdita d’esercizio, arrecando un grave e ingiustificato pregiudizio.

Proprio a tutela dell’integrità del patrimonio sociale e del principio di rappresentazione veritiera e corretta di cui all’art. 2423 c.c., la governance ha ritenuto di dover differire la predisposizione del progetto di bilancio e la conseguente convocazione dell’Assemblea dei Soci oltre il termine ordinario, in attesa del definitivo chiarimento della pendenza regionale. Il codice civile impone di iscrivere i crediti al valore di presumibile realizzo (art. 2426, n. 8, c.c. e OIC 15). È una stima, non un dato: dipende da quanto sarà effettivamente incassato e in che tempi. Finché l’istruttoria regionale resta aperta, quell’elemento manca per una circostanza esterna alla Società, non per una scelta gestionale.

Approvare il bilancio in queste condizioni avrebbe imposto di svalutare il credito in via prudenziale, generando una perdita che il procedimento regionale in corso potrebbe smentire. Il differimento non è un’attesa passiva: è ciò che consente di recepire gli elementi via via disponibili. La determinazione regionale del 7 agosto 2026 ne è la prova. Ogni ulteriore riscontro comunale produce lo stesso effetto.

C’è infine una ragione che riguarda direttamente i Comuni soci, le perdite delle società partecipate obbligano i soci pubblici ad accantonare in un apposito fondo vincolato, in proporzione alla quota posseduta, somme che restano indisponibili nei loro bilanci. Una svalutazione di rilevante entità in SAF non si esaurirebbe quindi nel bilancio della Società: si trasferirebbe sui bilanci dei 91 Comuni. m

L’appello del Presidente di SAF S.p.A. ai Sindaci del territorio

”Desidero anzitutto ringraziare la Giunta regionale e l’Assessore al Bilancio Giancarlo Righini, per aver riconosciuto e tradotto in norma il contributo che questo territorio ha assicurato all’intero sistema regionale dei rifiuti, nonché al Consiglio regionale che ha approvato la disposizione. La liquidazione disposta è un atto che riconosce la fondatezza del percorso avviato e testimonia l’attenzione della Regione verso i Comuni della provincia di Frosinone. – Ha dichiarato Fabio De Angelis – È ora indispensabile che l’istruttoria giunga a conclusione. Rivolgo un appello urgente a tutti i Sindaci: presentino quanto prima alla Regione Lazio le ragioni oggettive che non consentono la richiesta ovvero – ove ricorrano le condizioni di effettiva verificabilità delle scritture – procedano con la sottoscrizione della dichiarazione sostitutiva e della delega di pagamento in favore della Regione. Quelle somme non sono una concessione: sono il riconoscimento, sancito per legge, di quanto questo territorio ha dato all’intero Lazio mettendo a disposizione i propri impianti”.

SAF S.p.A. conferma infine la propria piena disponibilità a proseguire il confronto con la Direzione regionale Ciclo dei Rifiuti, in spirito di leale collaborazione istituzionale, per individuare modalità migliori per consentire ai Comuni di definire l’istruttoria. 

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Comune di Frosinone, Ferrara: “Cirillo e Venturi hanno creato il problema e ora se ne lamentano col prefetto”

Il presidente facente funzioni del Consiglio comunale replica all'esposto che chiede lo scioglimento dell'assise: "Nessuna paralisi"

Consorzi di Bonifica: confronto tra il nuovo presidente di Anbi Lazio, Conti e l’assessore Righini

Lino Conti, nell’occasione accompagnato dal Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna, ha ringraziato Righini. Risorse garantite dalla Regione

Alatri, affidati i lavori per la messa in sicurezza di via Campo le Fraschette: l’annuncio di Dell’Uomo

Dopo le polemiche, il Comune annuncia l’avvio dell’intervento. Il Delegato alla Manutenzione: “I problemi si risolvono con il lavoro”

Ceccano – La Notte Verde sfida anche la pioggia: acqua, agricoltura e ambiente per il futuro del territorio

Dal ruolo dei Consorzi di bonifica all’acqua come risorsa e attrattore turistico, fino al confronto sul vero ambientalismo europeo

Comune di Frosinone, gara deserta per il Campo Coni. Angelo Pizzutelli (Pd): “Esempio del default amministrativo”

Il capogruppo dem lancia l'allarme sulla gestione delle strutture sportive della città: dalla filiera di governo di centrodestra zero risorse

Comune di Frosinone, Pizzutelli sull’appalto rifiuti: “Ritardi e rischi per i bilanci familiari”

Il consigliere di "Un'altra Frosinone" riaccende i riflettori sul servizio da oltre 25 milioni di euro: incognita ribaltamento sulla gara
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -