La tragedia di Paolo Mendico, il suicidio a soli 15 anni e le responsabilità della scuola

Dall’ispezione ministeriale emergono omissioni e mancate azioni concrete. Indagini aperte anche dalla Procura di Cassino e da quella minorile

La vicenda di Paolo Mendìco, il 14enne di Santi Cosma e Damiano scomparso lo scorso settembre, torna al centro dell’attenzione dopo la conclusione dell’ispezione ministeriale nella scuola da lui frequentata. Un’analisi che solleva interrogativi profondi sul ruolo delle istituzioni educative nella prevenzione del disagio adolescenziale.

Secondo gli ispettori del Ministero dell’Istruzione, l’istituto Pacinotti che il minore frequentava non avrebbe adottato strumenti adeguati per intercettare e gestire situazioni di conflitto e isolamento. In particolare, viene evidenziata l’assenza di strategie strutturate contro il bullismo, a fronte di segnalazioni che la famiglia del ragazzo avrebbe presentato nel tempo.

Il rapporto sottolinea una discrepanza tra quanto emerso dai documenti ufficiali interni, come i verbali dei consigli di classe, e le versioni fornite da alcuni membri del personale scolastico, che avevano dichiarato di non essere a conoscenza di episodi problematici. Per gli ispettori, le risposte della scuola sarebbero state insufficienti, limitandosi a interventi formali e privi di reale efficacia.

Alla luce di queste valutazioni, il Ministero ha chiesto l’avvio di procedimenti disciplinari nei confronti delle figure apicali dell’istituto, ritenute responsabili di non aver attivato misure adeguate a tutela dello studente.

Intanto la magistratura continua a fare chiarezza. La Procura di Cassino indaga sull’accaduto, mentre la Procura per i minorenni sta esaminando il contesto relazionale del ragazzo, con particolare attenzione ai rapporti all’interno della classe. Un’inchiesta che riapre il dibattito sul dovere di vigilanza e sulla responsabilità educativa della scuola.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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