L’Abbazia di Montecassino, un luogo dal fascino senza tempo: domani apertura della “Loggia del Paradiso”

Uno dei luoghi simbolo della provincia di Frosinone, da visitare tutto l’anno e anche durante l’estate per chi resterà in Ciociaria

Ci sono luoghi che non appartengono soltanto a un’epoca o a una stagione. Sono luoghi capaci di attraversare i secoli e di continuare a raccontare la propria storia a chiunque li visiti. L’Abbazia di Montecassino è uno di questi. Un luogo dal fascino senza tempo, tra i più importanti siti benedettini d’Italia, che anche durante l’estate rappresenta una meta da scoprire non soltanto per i turisti, ma anche per chi resterà in provincia di Frosinone e vorrà conoscere o riscoprire uno dei suoi monumenti più straordinari.

Domani, domenica 2 agosto, insieme alla consueta messa delle 10:30, in canto gregoriano, e a quella delle 12:00, ci sarà l’apertura eccezionale della “Loggia del Paradiso”. Dopo il grande interesse dimostrato lo scorso 3 maggio, quando più di 500 visitatori hanno voluto godere della vista paradisiaca che offre sulla Valle del Liri e sul Cimitero Polacco, l’Abbazia di Montecassino offrirà ancora una volta l’opportunità di visitare la Loggia, considerata un luogo di estetica superiore all’interno dell’architettura monastica. Deve il suo nome, oltre che alla visuale scenografica che si gode dalle sue balconate, anche al termine greco paradeisos (giardino) richiamando il chiostro sottostante che un tempo ospitava un giardino. È una Loggia a cinque archi che si raggiunge dopo la scalinata del Chiostro del Bramante, offrendo un punto di osservazione elevato e suggestivo.

L’Abbazia

L’abbazia sorge sulla sommità di Montecassino, a 516 metri di altitudine, nel territorio di Cassino. Fondata nel 529 da san Benedetto da Norcia sul luogo di un’antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, nel corso della sua lunga storia ha attraversato distruzioni, saccheggi, terremoti e ricostruzioni, diventando uno dei luoghi più significativi della storia religiosa, culturale e architettonica italiana.

Secondo la tradizione, san Benedetto stabilì la comunità monastica nei pressi della chiesa di San Martino, edificata nell’area dell’antica acropoli, mentre sulla sommità del monte fece costruire l’oratorio di San Giovanni sul luogo dove sorgeva l’ara dedicata ad Apollo. Proprio in quell’oratorio il santo avrebbe voluto essere sepolto insieme alla sorella Scolastica.

La prima distruzione del cenobio risale al 577, quando il monastero fu devastato dai Longobardi guidati da Zottone. La comunità monastica, insieme alle spoglie del fondatore, dovette trasferirsi a Roma, trovando ospitalità presso il Palazzo del Laterano. L’abbazia venne ricostruita intorno al 718 per impulso di Petronace di Montecassino, ma nell’883 fu nuovamente distrutta dai Saraceni. La ricostruzione sarebbe stata completata soltanto nel 949, per volontà di papa Agapito II. Nel corso dell’Alto Medioevo l’influenza di Montecassino si estese ben oltre i confini italiani. La regola benedettina cassinese contribuì alla nascita e allo sviluppo di importanti comunità monastiche in Germania e in altre aree d’Europa. Per tutto il Medioevo l’abbazia fu soprattutto un centro vivissimo di cultura. I suoi abati, le biblioteche, gli archivi, le scuole scrittorie e miniaturistiche contribuirono a trascrivere e conservare numerose opere dell’antichità.

A Montecassino sono state raccolte e tramandate testimonianze storiche di straordinario valore: dai primi documenti in lingua volgare ai codici miniati cassinesi, fino agli incunaboli, alcuni dei quali rarissimi. Tra gli abati più importanti della storia del monastero vi fu Desiderio, futuro papa Vittore III, che alla fine dell’XI secolo promosse una completa ricostruzione dell’abbazia. Tra il 1066 e il 1071 la chiesa abbaziale venne ricostruita utilizzando materiali provenienti da Roma e con il contributo di mosaicisti e artisti giunti da Costantinopoli.

L’opera di Desiderio contribuì a riportare in auge nel mondo occidentale importanti tecniche artistiche e favorì la formazione di giovani monaci nelle arti della pittura, della lavorazione dell’oro e dell’argento, del bronzo, del ferro, del vetro, dell’avorio, del legno, del gesso e della pietra.

Distrutta da un devastante terremoto nel 1349, l’abbazia venne nuovamente ricostruita nel 1366. Nel XVII secolo assunse l’aspetto di un grande monumento barocco di scuola napoletana, arricchito dalle opere di alcuni tra i più importanti artisti dell’epoca, tra cui Luca Giordano, Francesco Solimena, Francesco de Mura, Paolo de Matteis e Sebastiano Conca. Il monastero giunse fino al Novecento conservando questo straordinario patrimonio, fino alla tragedia del 15 febbraio 1944. Durante la seconda fase della battaglia di Cassino, l’abbazia venne distrutta da un massiccio bombardamento alleato, effettuato sulla base dell’errata convinzione che all’interno del complesso fossero presenti reparti tedeschi.

Il bombardamento rase al suolo il monastero e provocò la morte di numerosi civili che avevano cercato rifugio all’interno dell’edificio. Grazie all’intervento dell’allora arciabate Gregorio Diamare e del colonnello Julius Schlegel, dell’unità corazzata tedesca Hermann Göring, l’archivio e i documenti bibliografici più preziosi furono però messi in salvo. La ricostruzione iniziò subito dopo la fine della guerra e si concluse tra il 1948 e il 1956, con l’obiettivo di riprodurre fedelmente le architetture distrutte. L’abbazia tornò così a dominare il paesaggio cassinate, conservando il suo ruolo di luogo di fede, memoria e cultura.

Oggi il Museo dell’Abbazia custodisce una ricca collezione di stampe e carte geografiche, corali e manoscritti, oltre a una sezione dedicata ai paramenti sacri e agli avori. La raccolta di dipinti conserva inoltre opere di grande interesse realizzate da importanti maestri napoletani del Settecento. Tra le testimonianze più significative si trova anche il Codice Cassinese 512, legato alla tradizione degli studi danteschi e all’edizione della Divina Commedia realizzata dai monaci benedettini nel 1865 in occasione del sesto centenario della nascita di Dante Alighieri.

Nel corso degli ultimi decenni l’abbazia ha continuato a essere un luogo di riferimento per la cultura e la spiritualità. Nel 2009 papa Benedetto XVI vi si recò in visita, pregando sulla tomba di san Benedetto e ricordando il ruolo fondamentale del santo nella formazione culturale dell’Europa. Il 20 luglio 2026 anche papa Leone XIV ha visitato privatamente l’abbazia pregando sulla tomba di san Benedetto e incontrando la comunità monastica.

L’Abbazia di Montecassino è così molto più di un monumento. È un luogo in cui si incontrano la storia dell’Europa, la spiritualità benedettina, la memoria della guerra, l’arte e la cultura. Un patrimonio straordinario che merita di essere visitato in ogni periodo dell’anno e che, anche durante l’estate, può rappresentare una delle mete più suggestive per chi resterà in provincia di Frosinone, alla ricerca di luoghi da scoprire senza dover necessariamente andare lontano.

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