Torna l’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 sarà necessario spostare le lancette degli orologi indietro di sessanta minuti: alle 3 del mattino si tornerà, dunque, alle 2.
Si potrà dormire un’ora in più, ma il cambiamento porterà con sé anche giornate percepite come più corte. La luce naturale arriverà prima al mattino, mentre nel pomeriggio il sole tramonterà anticipatamente. Non diminuirà, quindi, la durata complessiva della luce nell’arco della giornata: cambierà semplicemente la sua distribuzione rispetto alle attività quotidiane.
Smartphone, computer e altri dispositivi collegati alla rete aggiorneranno generalmente l’orario in maniera automatica. Bisognerà invece intervenire manualmente su sveglie, orologi da parete, apparecchi domestici e dispositivi privi di aggiornamento automatico.
L’ora solare resterà in vigore fino a domenica 28 marzo 2027. In quella data tornerà l’ora legale e le lancette dovranno essere portate nuovamente avanti di sessanta minuti.
Il cambio può provocare nei primi giorni alcuni lievi disturbi legati all’alterazione del ritmo sonno-veglia. Stanchezza, difficoltà ad addormentarsi, irritabilità e riduzione della concentrazione sono tra gli effetti più comuni, soprattutto nei soggetti maggiormente sensibili alle variazioni delle abitudini quotidiane. Per limitare i disagi può essere utile adattare gradualmente gli orari del riposo e dei pasti.
L’introduzione dell’ora legale risale al 1916, quando nel Regno Unito venne adottato lo spostamento in avanti delle lancette durante i mesi estivi. La misura nacque con l’obiettivo di sfruttare maggiormente la luce naturale e contenere i consumi energetici durante il periodo bellico. Anche l’Italia aderì al sistema, successivamente sospeso e ripristinato più volte.
Dal 1996 il calendario è stato uniformato a livello europeo: l’ora legale comincia nell’ultima domenica di marzo e termina nell’ultima domenica di ottobre. Per il momento, dunque, l’alternanza semestrale resta confermata.