Nuovo allarme per la presenza di predatori nel territorio comunale di Arpino: il livello di guardia torna ad alzarsi a causa dei sempre più frequenti avvistamenti di predatori vicini alle aree abitate. Negli ultimi anni si è registrata un’escalation di episodi che sta mettendo a dura prova allevatori e privati cittadini, alle prese con continui attacchi ai propri animali da cortile e da pascolo.
L’ultimo grave episodio si è verificato nella mattinata di lunedì in località Santa Palomba. Il proprietario di un fondo agricolo regolarmente recintato ha rinvenuto la sua asina adulta con profonde ferite e lacerazioni alla coscia e alla zampa posteriore destra. L’animale, subito sottoposto alle specifiche cure veterinarie, è tutt’ora sotto terapia farmacologica, necessaria per fermare l’infezione e salvarle la vita.
La vicenda di Santa Palomba non appare isolata. Nei giorni precedenti, sempre nella stessa zona, si era registrata la scomparsa di una pecora da un ovile. Poco distante, in contrada Vagni, un attacco di analoga matrice ha portato all’uccisione di un’asinella più giovane, di cui sono stati ritrovati soltanto pochi resti nei pressi della stalla.
I recenti avvenimenti confermano una tendenza nota agli esperti: l’avvicinamento progressivo della fauna selvatica ai centri abitati. Se un tempo la presenza di lupi, cinghiali e volpi era limitata alle zone montane o ai boschi più fitti, oggi le segnalazioni si moltiplicano anche a ridosso delle aree rurali e dei centri antropizzati.
Sicuramente le prede domestiche sono meno reattive di quelle selvatiche per cui la ricerca di bersagli più facili da catturare, spinge i predatori ad avvicinarsi ai recinti e alle stalle, esponendo gli animali domestici e da allevamento a rischi costanti. Tra la popolazione locale crescono la preoccupazione e la richiesta di interventi istituzionali di monitoraggio e tutela, per la gestione del fenomeno e per preservare le attività agricole del territorio che già fanno tanta fatica.


