Una donna di 37 anni e suo figlio di 21 sono stati trovati senza vita nel garage della loro abitazione a Partinico, nel Palermitano. A provocarne la morte potrebbero essere state le esalazioni di anidride carbonica sprigionate all’interno di alcune cisterne interrate.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe sceso in una delle vasche per recuperare delle reti utilizzate per la raccolta delle olive. Il materiale, rimasto nella cisterna per circa un anno, sarebbe andato incontro a un processo di macerazione, determinando la produzione di anidride carbonica e rendendo l’ambiente privo di ossigeno.
Il ventunenne avrebbe perso rapidamente conoscenza senza riuscire a mettersi in salvo. La madre, preoccupata perché non lo vedeva tornare, sarebbe scesa nel garage per cercarlo, rimanendo a sua volta vittima delle esalazioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con le squadre specializzate del nucleo Nbcr. Gli operatori sono entrati nel locale indossando le bombole per la respirazione, a causa dell’elevata concentrazione di gas rilevata nelle due cisterne.
«In quelle vasche non c’era ossigeno», avrebbero accertato i soccorritori, secondo quanto riportato dalla stampa nazionale. Per la donna e il figlio, tuttavia, non è stato possibile fare nulla. I carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica della tragedia e accertare le cause dei due decessi.