L’estate porta milioni di persone sulle spiagge e in acqua, ma tra i rischi più frequenti delle giornate al mare ci sono anche i contatti con meduse e altri organismi marini urticanti. Il contatto con una medusa può provocare dolore intenso, bruciore, arrossamento e una caratteristica reazione cutanea nella zona interessata. La causa è rappresentata dalle cellule urticanti presenti sui tentacoli, gli cnidociti, che contengono strutture microscopiche capaci di inoculare sostanze irritanti e tossiche attraverso la pelle.
Il contatto non si conclude necessariamente nel momento in cui la medusa viene allontanata. Sulla pelle possono infatti rimanere frammenti di tentacoli contenenti cellule urticanti ancora attive. Per questo motivo è importante evitare di strofinare la zona colpita. Lo sfregamento può infatti provocare la rottura di ulteriori cellule urticanti e aumentare la quantità di sostanze rilasciate sulla pelle. La prima cosa da fare è uscire dall’acqua, soprattutto se il dolore è intenso, per evitare il rischio di panico e di difficoltà durante il nuoto.
La zona deve essere risciacquata con acqua di mare. L’acqua dolce non è indicata perché può favorire la scarica delle cellule urticanti ancora presenti. Eventuali residui visibili dei tentacoli devono essere rimossi con cautela, evitando il contatto diretto con le mani. La zona non deve essere grattata né strofinata. Anche alcuni rimedi tradizionalmente consigliati non sono raccomandabili. Urina, ammoniaca, alcol e altre sostanze irritanti possono peggiorare l’irritazione cutanea e non costituiscono un trattamento universale.
La gravità della reazione dipende dalla specie di medusa, dalla quantità di veleno inoculata, dalla superficie interessata e dalle caratteristiche individuali della persona. Nella maggior parte dei casi la reazione rimane locale. Possono però comparire sintomi più importanti, come difficoltà respiratorie, gonfiore al volto o alla gola, nausea, vomito, vertigini, debolezza o perdita di coscienza. In questi casi è necessario chiamare immediatamente il 112.
Particolare attenzione deve essere prestata ai bambini, che possono spaventarsi e avere difficoltà a descrivere correttamente i sintomi. Anche una puntura apparentemente limitata deve essere valutata con maggiore attenzione se interessa il volto, gli occhi o una vasta superficie del corpo. La regola più importante è non improvvisare. Se il dolore è intenso, la reazione si estende o compaiono sintomi generali, è necessario rivolgersi al personale di salvataggio o ai servizi sanitari.