Morte Santino Tuzi, sarà chiesta la riesumazione della salma del brigadiere super testimone del caso Mollicone

La figlia del carabiniere, morto nel 2008 dopo aver rivelato alla Procura la presenza di Serena Mollicone in caserma ad Arce, non si arrende

Svolta nel caso legato alla morte di Santino Tuzi, il brigadiere dei Carabinieri e testimone chiave nell’inchiesta sull’omicidio di Serena Mollicone, trovato senza vita nella sua auto nell’aprile 2008.

Maria Tuzi, figlia del sottufficiale, ha annunciato la presentazione di un’istanza formale alla Procura della Repubblica di Cassino per chiedere la riapertura delle indagini e la contestuale riesumazione del cadavere. L’iniziativa legale, che sarà depositata entro l’estate o – si apprende – al rientro della pausa estiva, si fonda su una nuova e dettagliata perizia redatta dal perito balistico Dario Sangermano,.

Gli accertamenti tecnici avrebbero evidenziato “insanabili contrasti” tra la dinamica dello sparo e la ricostruzione del suicidio finora cristallizzata negli atti. Gli esperti punterebbero su anomalie nella traiettoria del proiettile e sulla posizione dell’arma, elementi che farebbero propendere per l’ipotesi di un omicidio.

“Chiediamo che la salma di mio padre torni a parlare”, ha dichiarato Maria Tuzi a margine della conferenza stampa tenutasi a pochi giorni dall’anniversario della morte. “Vogliamo che si faccia luce su ogni ombra, utilizzando le moderne tecnologie forensi oggi a disposizione”. Tuzi, pochi giorni prima del decesso, aveva rivelato agli inquirenti di aver visto Serena Mollicone entrare nella caserma di Arce il giorno della scomparsa. La sua morte era stata archiviata come suicidio per depressione, una tesi a cui i familiari non hanno mai creduto.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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