Rispetto per il Napoli, fiducia nel lavoro e nessuna intenzione di rinunciare alla propria identità. Gabriele Bracaglia presenta così la sfida del Frosinone, chiamato a confrontarsi con un avversario di qualità in un’atmosfera che il difensore giallazzurro si aspetta particolarmente coinvolgente. Il messaggio è chiaro: servirà una prestazione di alto livello, ma la squadra vuole affrontare l’appuntamento con personalità.
«Sarà sicuramente una partita difficile, contro una squadra forte. Giocano la Champions League e questo significa che hanno dei valori. Ci servirà un grande Frosinone, ma stiamo lavorando per questo e non abbiamo timore», sottolinea Bracaglia.
Una consapevolezza che nasce da quanto mostrato nelle gare disputate finora e da un’idea di calcio ormai riconoscibile. Anche contro il Napoli, secondo il difensore, il Frosinone dovrà restare fedele ai propri principi, accompagnandoli con l’attenzione richiesta dalle caratteristiche degli avversari.
«Per andare a fare la nostra partita non dobbiamo stravolgerci più di tanto. Poi saranno le indicazioni del mister a guidarci in campo, ma lo conosco abbastanza e so che gli piace giocare a viso aperto contro tutti. Abbiamo un’identità chiara e lui insiste molto su questo. Staremo attenti, perché conosciamo le caratteristiche del Napoli, ma continueremo sulla nostra strada».
Bracaglia si augura una gara intensa, capace di coinvolgere tanto il pubblico quanto i protagonisti sul terreno di gioco. «Quando ci sono tante ripartenze e tanti cambi di campo è faticoso per noi, ma è anche bello: sono partite che ti godi. Mi auguro che sia una bella sfida sia per chi la guarda sia per noi che la giochiamo».
Sul piano difensivo, il confronto richiederà attenzione nei duelli e nella gestione degli spazi. Bracaglia riconosce la qualità del Napoli con il pallone tra i piedi e individua nella preparazione della squadra una base importante per affrontarla.
«Dobbiamo essere forti sull’uomo, ma questa è già un’idea che ci trasmette il mister. La profondità è qualcosa che, per il nostro modo di giocare, possiamo tendere a concedere. Siamo però pronti e preparati anche a livello atletico e fisico per lottare contro giocatori forti. Facciamo la nostra partita e cerchiamo di andare forte contro ogni avversario, poi alla fine tireremo le somme».
La pausa ha offerto al gruppo tempo per recuperare energie e approfondire il lavoro. Il difensore evita di esprimere giudizi definitivi sui suoi effetti prima della ripresa delle gare, ma ne evidenzia gli aspetti positivi.
«Una sosta lunga ti dà modo di lavorare maggiormente sia sul piano fisico sia sulle idee. Magari dopo la partita avrò un quadro più preciso. Intanto ci siamo riposati mentalmente, abbiamo avuto qualche giorno per staccare e poi siamo tornati al lavoro. Ora sono rientrati anche i ragazzi delle nazionali. Per il momento la vedo come un’opportunità: stare più tempo con i compagni permette anche di legare di più».
Spazio anche alle voci che accompagnano le prestazioni dei giovani giallazzurri. Un’attenzione che, assicura Bracaglia, non ha modificato l’atteggiamento dello spogliatoio.
«Sappiamo di essere ragazzi giovani e interessanti, quindi è normale che quando fai bene arrivino tante voci. Ho visto però ragazzi tranquilli, con i piedi per terra, che si sono dedicati al lavoro come hanno sempre fatto. È qualcosa che ci fa piacere, ma non ci ha condizionato».
Parlando del proprio percorso, Bracaglia indica nel lavoro e negli insegnamenti ricevuti gli elementi che gli hanno permesso di raggiungere palcoscenici importanti. Un sogno coltivato fin da bambino, diventato nel tempo una responsabilità quotidiana.
«Aspettarselo non è mai facile, perché lungo il percorso ci sono tante incognite. Penso di essere arrivato qui attraverso il lavoro e grazie a tutti gli allenatori che ho avuto. Ho iniziato per gioco, come tutti i ragazzini, e poi con il passare degli anni mi sono ritrovato su palcoscenici importanti. Hai la fortuna di esserci, ma devi combattere per continuare a farlo e soprattutto per farlo bene».
Quanto alle scelte offensive e all’eventualità di un cambio di modulo, il difensore rimanda ogni valutazione all’allenatore, ribadendo la fiducia nei compagni del reparto avanzato. «Abbiamo attaccanti forti. Chiunque giochi ha le qualità per coprire il ruolo e la posizione che gli vengono richiesti. Poi sarà il mister a decidere».