Una trasferta attesa come una festa del calcio e conclusa, secondo il Centro Coordinamento Frosinone Club, tra amarezza e indignazione. Dopo Napoli-Frosinone, il sodalizio che riunisce i club giallazzurri ha diffuso un comunicato nel quale contesta le modalità dei controlli, il percorso seguito per raggiungere lo stadio Maradona e il trattamento riservato ai sostenitori ospiti. Una ricostruzione che esprime la versione del Coordinamento e sulla quale Ilaria Fontana ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il viaggio e i controlli a Caserta
Stando al racconto del Centro Coordinamento, da Frosinone sono partiti sette pullman alle 16.30, con a bordo famiglie, anziani, giovani e ragazzi. Come previsto dalle disposizioni, i mezzi hanno raggiunto l’area di servizio San Nicola, a Caserta, dove sono stati effettuati i controlli.
È proprio su questa fase che si concentra una parte delle contestazioni. Il Coordinamento descrive verifiche ritenute eccessive, svolte sotto una pioggia incessante e accompagnate, secondo quanto riferito, da riprese individuali di ciascun passeggero. Una procedura della quale i tifosi chiedono di conoscere le ragioni, richiamando anche la presenza di biglietti nominativi e Fidelity card.
Sempre secondo il comunicato, i pullman hanno lasciato l’area di servizio alle 19, raggiungendo il Maradona soltanto tra le 20.30 e le 20.45. Il tragitto viene descritto come particolarmente lungo e tortuoso, con un passaggio che avrebbe portato i mezzi fino alle porte di Pozzuoli.
L’ingresso al Maradona e il rientro
Una volta arrivati allo stadio, riferisce il Coordinamento, i passeggeri sono stati fatti scendere un pullman alla volta, mentre le forze dell’ordine sollecitavano le operazioni di discesa. Ulteriori contestazioni riguardano il prefiltraggio: secondo i club, non sarebbe stato consentito introdurre bandiere, striscioni e stendardi abitualmente portati al seguito della squadra negli stadi italiani.
Il Centro Coordinamento descrive inoltre un clima di tensione che ritiene difficile da comprendere, sostenendo che dal 2005 a oggi non si siano verificati episodi tra le due tifoserie tali da compromettere i rapporti.
I disagi, secondo la stessa ricostruzione, sarebbero proseguiti anche dopo il fischio finale: l’uscita dal settore ospiti sarebbe avvenuta oltre un’ora dopo la conclusione della partita, con il rientro in Ciociaria dopo le due di notte. Da qui lo sdegno espresso dai sostenitori, che lamentano di non essersi sentiti trattati come persone civili. Il comunicato si chiude con un richiamo al valore sociale dello sport: «Il calcio deve unire e non dividere».

L’intervento di Ilaria Fontana
Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata del Movimento 5 Stelle Ilaria Fontana. In un post ha riferito di aver ricevuto numerose segnalazioni e testimonianze, anche da genitori di ragazzi e ragazze presenti alla partita, e di aver depositato un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi.
Di seguito il post integrale: “Dopo la partita Napoli-Frosinone di sabato, mi sono arrivate tantissime segnalazioni e testimonianze dirette e di genitori di ragazzi e ragazze presenti che mi hanno portata a depositare un’interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi. Sono state diffuse testimonianze su controlli e interventi delle forze dell’ordine che avrebbero coinvolto anche famiglie, bambini e minorenni. Si parla inoltre di ritardi nell’accompagnamento dei tifosi ospiti allo stadio. Sono fatti che devono essere verificati con serietà. La sicurezza è fondamentale, ma ogni intervento deve rispettare i principi di necessità e proporzionalità, con particolare tutela dei minori. Per questo chiedo di ricostruire la dinamica degli episodi e di acquisire le relazioni di servizio e le eventuali riprese disponibili, per accertare come siano stati gestiti i controlli e l’ordine pubblico. Le verifiche servono a fare chiarezza e a garantire che i diritti di tutti e tutte siano rispettati”.