Il mal d’auto, il mal di mare e il mal d’aria rientrano nella cinetosi, un disturbo legato a un conflitto tra le informazioni che arrivano al cervello dai diversi sistemi coinvolti nell’equilibrio. L’orecchio interno percepisce il movimento, mentre gli occhi possono ricevere informazioni diverse. Per esempio, durante un viaggio in automobile, il labirinto può percepire accelerazioni e curve mentre gli occhi di un bambino impegnato a leggere o guardare uno schermo ricevono un’immagine relativamente ferma. Questo conflitto può provocare nausea, sudorazione fredda, pallore, salivazione aumentata, malessere e vomito.
I bambini sono particolarmente sensibili al problema, anche se la predisposizione varia da persona a persona. Durante un viaggio è consigliabile evitare pasti molto abbondanti o particolarmente pesanti immediatamente prima della partenza. Anche lo stomaco completamente vuoto può però favorire il malessere. È quindi preferibile un’alimentazione leggera e facilmente digeribile. Durante il tragitto è utile mantenere l’ambiente ben ventilato e, quando possibile, guardare verso l’esterno e verso un punto lontano.
La lettura e l’utilizzo prolungato di smartphone, tablet e videogiochi possono aumentare il conflitto tra le informazioni visive e quelle provenienti dall’apparato vestibolare. Le pause sono fondamentali nei viaggi più lunghi. Fermarsi consente al bambino di uscire dall’automobile, cambiare posizione e recuperare. Se compaiono i primi sintomi, è importante intervenire rapidamente evitando che la nausea evolva in vomito intenso.
Per i farmaci contro la cinetosi è necessario rivolgersi al medico o al farmacista, soprattutto nel caso dei bambini. Non tutti i medicinali sono adatti a tutte le età e alcuni possono provocare sonnolenza o altri effetti indesiderati. La prevenzione resta quindi il primo strumento. Organizzare il viaggio, prevedere soste, avere acqua a disposizione e portare con sé sacchetti e indumenti di ricambio può rendere più gestibile anche un episodio di vomito. Se il disturbo è molto frequente, intenso o compare anche al di fuori dei viaggi, è opportuno parlarne con il pediatra.