Modificare una minicar per renderla più veloce potrebbe costare anche un mese di stop alla circolazione. È una delle novità previste nel testo di revisione del Codice della Strada illustrato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che interviene sulle alterazioni delle caratteristiche tecniche dei quadricicli leggeri, mezzi particolarmente diffusi tra i conducenti più giovani.
Per questi veicoli la velocità massima prevista è di 45 chilometri orari. Le modifiche non autorizzate che consentono di superare tale soglia possono compromettere la sicurezza del conducente e degli altri utenti della strada. Per contrastare questa pratica, il nuovo testo prevede di aggiungere alla sanzione pecuniaria e all’immobilizzazione del mezzo un divieto di circolazione della durata di 30 giorni.
La misura punta a rendere più incisive le conseguenze delle manomissioni. Si tratta di una disposizione contenuta nel provvedimento, da distinguere dalle norme già operative: l’approvazione del testo in Consiglio dei ministri non coincide, da sola, con l’entrata in vigore delle novità.
Non trova invece spazio la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni. L’ipotesi, presente nella prima stesura, è stata successivamente eliminata. Secondo quanto comunicato dal Ministero, la scelta è stata assunta su volontà del ministro Matteo Salvini, indicando come priorità la sicurezza e una maggiore consapevolezza alla guida.
Esclusa anche la proposta di introdurre una sanzione specifica per i pedoni che utilizzano lo smartphone durante l’attraversamento stradale. La disposizione, valutata nella fase iniziale della revisione, non compare quindi nel testo approvato dal Consiglio dei ministri.
Tra le novità annunciate figura inoltre la possibilità di richiedere targhe personalizzate. Gli automobilisti potranno domandare il rilascio di una targa con una successione dedicata di caratteri alfanumerici, secondo le modalità e i vincoli previsti dalla normativa. La scelta della combinazione dovrà dunque rispettare le regole del sistema di immatricolazione.
Sul fronte dei veicoli storici, il Ministero richiama anche la possibilità di ottenere una targa riferita al periodo di costruzione del mezzo, riproducendo la relativa sigla alfanumerica. La condizione è che la stessa combinazione non risulti già utilizzata da un altro veicolo.