La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di un operaio di 40 anni deceduto dopo essere stato colto da un malore mentre lavorava sul tetto di un’abitazione a Trenzano, nella Bassa bresciana. Nel registro degli indagati sono finiti tre responsabili dell’impresa per cui lavorava: l’amministratore unico, il responsabile della sicurezza e il preposto di cantiere.
Secondo gli inquirenti, il lavoratore stava operando in una fascia oraria nella quale, in presenza di condizioni di elevato rischio legate al caldo, le attività all’aperto avrebbero dovuto essere sospese in base all’ordinanza emanata dalla Regione Lombardia.
Il dramma si è consumato intorno alle 15.30, in una giornata caratterizzata da temperature superiori ai 30 gradi e classificata a rischio elevato per i lavoratori esposti al sole. Proprio per queste condizioni, l’ordinanza regionale firmata dal presidente Attilio Fontana, in vigore dal 10 giugno al 23 settembre, vieta lo svolgimento di attività lavorative all’aperto tra le 12.30 e le 16 nei cantieri edili, nelle cave e nei settori agricolo e florovivaistico quando il sistema Worklimate di INAIL-CNR segnala un livello di rischio “alto”.
Per la Procura, il fatto che l’operaio fosse ancora al lavoro al momento del malore rappresenta uno degli elementi centrali dell’indagine. L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio colposo. Gli investigatori dovranno accertare se il mancato rispetto dell’obbligo di sospendere le attività nelle ore più calde abbia contribuito al decesso dell’operaio. L’autopsia sarà determinante per chiarire le cause della morte e stabilire se le elevate temperature abbiano avuto un ruolo diretto nel malore che si è rivelato fatale.
Si tratta del primo procedimento giudiziario avviato in Lombardia nel quale viene contestata la violazione delle nuove misure regionali introdotte per proteggere i lavoratori dai rischi legati alle ondate di calore. L’inchiesta potrebbe rappresentare un importante precedente nell’applicazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro durante i periodi di caldo estremo, tema sempre più attuale alla luce dell’aumento delle temperature registrato negli ultimi anni.