Operazione “Aquila Nera”: il sottile confine tra traffico di migranti e tratta di esseri umani

Dietro gli arresti dell'operazione "Aquila Nera", una domanda: cosa succede alle persone, una volta arrivate a destinazione?

All’alba di martedì 22 settembre i Carabinieri di Trento, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 20 persone in nove province, tra cui Roma e Frosinone. – LEGGI QUI Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico e spaccio di droga e di traffico internazionale di migranti. Il primo filone dell’indagine, avviata nel 2021, riguarda il traffico di cocaina dal Sud America: ne sono stati sequestrati circa 82 chili.

L’operazione ha toccato anche la nostra terra: a Ceccano i Carabinieri hanno notificato l’ordinanza a un uomo originario della Repubblica Dominicana, già agli arresti domiciliari, poi trasferito nel carcere di Frosinone.

Il secondo filone riguarda le persone. Secondo gli inquirenti, alcuni membri dell’organizzazione facevano entrare irregolarmente in Italia cittadini stranieri, soprattutto siriani, in cambio di denaro, nascondendoli in autocarri per il trasporto merci lungo la rotta balcanica, passando dalla Slovacchia. Proprio sul suolo slovacco, nel 2022, due degli indagati erano finiti in manette con un carico di migranti a bordo.

Traffico e tratta: conoscere per ri-conoscere

Quando si legge di persone trasportate in un camion dietro compenso, può venire spontaneo pensare alla tratta. Tuttavia, il diritto distingue due fenomeni diversi, disciplinati da due protocolli internazionali adottati entrambi a Palermo nel 2000.

Il traffico di migranti indica il favoreggiamento dell’ingresso irregolare in un Paese. C’è un accordo di trasporto, previo pagamento, e il rapporto con i trafficanti di norma si conclude con l’arrivo. È questo il reato contestato nell’operazione “Aquila Nera”.

La tratta di esseri umani è un’altra cosa: il Protocollo di Palermo la definisce come l’azione di reclutare, trasportare, trasferire o accogliere una persona tramite la minaccia, la forza, l’inganno o l’abuso di una condizione di vulnerabilità, a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo, legato all’accattonaggio forzato, alle attività illecite o al prelievo di organi. Per i minorenni basta lo scopo di sfruttamento, anche senza violenza o inganno.

Va però sottolineato che il confine tra i due fenomeni è più sottile di quanto si possa pensare. Chi contrae un debito con i trafficanti è una persona estremamente vulnerabile: è in questa piega invisibile della fragilità umana che il trafficante può inserirsi, ed è lì che il traffico può trasformarsi in tratta, nel silenzio e nel buio delle cose che non possiamo vedere.

Dietro la tratta, un mondo sconosciuto

Secondo il rapporto Piccoli schiavi invisibili di Save the Children del 2026, nel 2024 nell’Unione Europea sono state identificate circa 9.500 vittime di tratta, di cui 1.555 minorenni. L’Italia è il secondo Paese europeo per numero di vittime identificate. Nel 2025 il Sistema Nazionale Antitratta ha valutato le segnalazioni di 3.444 persone.

Si tende a pensare alla tratta come a un fenomeno soprattutto sessuale e femminile, ma riguarda tutti i generi e tutte le età. Secondo Eurostat, nel 2023 lo sfruttamento sessuale rappresentava il 43,8% dei casi registrati nell’UE, ma un altro 36% riguardava il lavoro forzato, quota in costante crescita. Questo dato fa riecheggiare una tragedia recente: la morte di Satnam Singh, bracciante indiano abbandonato dopo un incidente sul lavoro nelle campagne di Latina nel giugno 2024, diventato simbolo dello sfruttamento nei campi dell’Agro Pontino.

La tratta ha un suo “protocollo”, pensato per non essere riconosciuto né dalle vittime, né spesso dagli operatori dei servizi: non per mancanza di professionalità, ma perché il lavoro di manipolazione e occultamento messo in atto è capillare.

Come si riconosce, allora, una vittima di tratta? E cosa può fare chi la incontra? Ne parleremo nel prossimo approfondimento.

Chi sospetta una situazione di tratta o sfruttamento o ne è vittima, può chiamare il Numero Verde Antitratta 800 290 290, gratuito ed anonimo, con operatori multilingue.

- Pubblicità -
Lucia Cicciarelli
Lucia Cicciarelli
Nasco mediatrice interculturale, cresciuta tra i margini del mondo e le storie che li abitano. Durante la mia tesi magistrale "Il giornalismo racconta il carcere: nuove strade per un'informazione inclusiva e consapevole" ho capito che il racconto può essere uno strumento di giustizia, o di danno: dipende da chi lo impugna e come. Il teatro mi ha insegnato che il dolore degli altri risuona dentro di noi, se gli lasciamo spazio. La mediazione interculturale mi ha insegnato che esistono mondi invisibili a pochi centimetri dai nostri occhi. L'educativa di strada mi ha insegnato che la realtà, per quanto difficile da guardare, non perde mai la sua bellezza, se la si racconta con onestà. Oggi sono una professionista che lavora in progetti sociali, docente di mediazione interculturale e mediatrice. Sono aspirante giornalista per Frosinone News con la rubrica "Risalire". Scendo dove la luce non arriva, e risalgo portando con me quello che ho trovato, nella speranza di fare da ponte per le vite degli altri, restituendo loro bellezza e verità qualora le avessero perse.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Tracce di cocaina nell’auto: in casa droga e materiale per confezionare le dosi, denunciato 54enne

Anagni - La perquisizione a casa è scattata dopo un controllo dei carabinieri in un parcheggio alla periferia della città

Controlli straordinari a tappeto: denunce, droga e violazioni al Codice della strada

Nel fine settimana i Carabinieri di Pontecorvo hanno passato al setaccio il territorio: oltre cento persone fermate e 92 veicoli verificati

Cassino – Arrestato un 39enne: l’uomo finisce ai domiciliari dopo 6 anni

I carabinieri della Stazione di Cassino hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Roma

Frosinone, sorveglianza speciale per un 35enne pericoloso: il provvedimento dopo le indagini della Divisione Anticrimine

La misura di prevenzione è stata proposta dal Questore e accolta dal Tribunale di Roma. L’uomo ha a suo carico numerosi precedenti

Sessantenne muore mentre fa jogging: la tragedia al Parco della Solfatara

Fontana Liri - L’uomo si è sentito male mentre correva nel parco. Sul posto sono intervenuti il 118 e i carabinieri, ma i soccorsi sono stati inutili

Addio ad Antonio Incelli, oggi i funerali: lutto e dolore in ricordo dell’appassionato tifoso del Frosinone

Antonio si è spento il 24 settembre, all’età di 70 anni, nella sua abitazione di vicolo Moccia
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -