Proseguono senza sosta le indagini sulla morte di una turista britannica di 38 anni, il cui corpo è stato trovato all’interno di una valigia nascosta in un edificio abbandonato nel quartiere di Kypseli, ad Atene. Fin dalle prime fasi dell’inchiesta, gli investigatori hanno ritenuto che si possa trattare di un omicidio.
A far scattare l’allarme è stato un senzatetto, insospettito dal forte cattivo odore proveniente dall’immobile dismesso. Una volta entrati nello stabile, gli agenti hanno rinvenuto il corpo della donna, avvolto in un telo, inserito in un sacco della spazzatura e nascosto all’interno di una valigia.
I primi accertamenti medico-legali non hanno evidenziato lesioni esterne né segni evidenti di colluttazione. Gli esperti forensi hanno però stabilito che il decesso risalirebbe ad almeno tre giorni prima del ritrovamento.
L’analisi del Dna ha consentito di confermare l’identità della vittima, mentre gli investigatori greci hanno chiarito di considerare il caso un possibile omicidio alla luce delle circostanze in cui è stato rinvenuto il cadavere.
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è anche l’utilizzo del telefono cellulare della donna dopo la sua morte. Secondo quanto riferito da un agente di polizia ai media locali, dal dispositivo sarebbero stati inviati alcuni messaggi con il presunto intento di far credere che la 38enne fosse ancora in vita.
Gli investigatori stanno ora ricostruendo gli ultimi movimenti della vittima, verificando con chi fosse in contatto, se avesse raggiunto la Grecia da sola o in compagnia e se risultassero prenotazioni alberghiere a suo nome.
Le autorità hanno informato i familiari della vittima, mentre la polizia scozzese ha confermato di essere in contatto con gli investigatori greci e di stare fornendo assistenza ai parenti durante le indagini. Al momento nessuna pista viene esclusa e gli accertamenti proseguono per individuare il responsabile del delitto e ricostruire con precisione quanto accaduto.