Povertà strutturale, l’Italia che fatica a emergere: una famiglia su cinque è a rischio

I dati Istat e il nuovo Rapporto dell’Alleanza contro la Povertà fotografano un Paese sempre più fragile: i numeri

In Italia la povertà non è più un fenomeno circoscritto o legato a fasi di emergenza, ma una condizione ormai radicata e diffusa. Accanto a circa il 10% delle famiglie che vive in povertà assoluta, si estende una vasta zona grigia fatta di precarietà e instabilità: quasi un nucleo familiare su cinque si colloca stabilmente attorno alla soglia di povertà. È quanto emerge dal Rapporto “L’Italia delle povertà. Dinamiche sociali, risposte pubbliche e racconto dei media”, promosso dall’Alleanza contro la Povertà in Italia e realizzato da un gruppo di studiosi ed esperti di politiche sociali.

Secondo l’analisi, il 6% delle famiglie si trova in una condizione di “povertà appena sotto soglia”, mentre un ulteriore 8,2% vive poco al di sopra di essa, esposto a un rischio costante di scivolare verso l’indigenza. Una fotografia che racconta di una povertà sempre più normalizzata, capace di attraversare ampi strati della popolazione e di insinuarsi nella quotidianità. Per i promotori del Rapporto, a pesare sono politiche di contrasto poco efficaci e una narrazione mediatica spesso inadeguata a restituire la complessità del fenomeno.

Il quadro si fa ancora più preoccupante se si guarda al mondo del lavoro. Nel 2024 oltre il 10% degli occupati italiani risulta a rischio di povertà: si tratta di circa 2,3-2,4 milioni di persone, una percentuale superiore alla media europea. Il lavoro, dunque, non è più sinonimo di sicurezza economica e inclusione sociale, anche a causa della forte erosione dei salari reali, diminuiti del 7,5% tra il 2021 e il 2025, il peggior dato registrato tra i principali Paesi Ocse.

A soffrire maggiormente sono le famiglie con figli. Nel 2024 oltre 1,29 milioni di minori vivono in povertà assoluta, il livello più alto dal 2014. In Italia, la nascita di un figlio continua a rappresentare un fattore di rischio di impoverimento nettamente superiore rispetto alla media europea, confermando le difficoltà strutturali di un sistema che fatica a sostenere genitorialità e crescita demografica.

Un insieme di dati che restituisce l’immagine di un Paese in cui la fragilità sociale non è più un’eccezione, ma una realtà diffusa che richiede risposte strutturali, politiche incisive e un cambio di prospettiva nel racconto pubblico della povertà.

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