Si chiude, almeno sul piano amministrativo, il percorso avviato dopo l’interdittiva antimafia nei confronti della LAMAR CAR. La Regione Lazio ha revocato l’autorizzazione all’impianto di località Macerine, a Cervaro, e tutti i principali provvedimenti che ne avevano consentito l’avvio e la prosecuzione dell’attività.
La Determinazione G11726 del 24 agosto, pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale del 25 agosto, mette nero su bianco la decadenza del titolo autorizzatorio rilasciato nel 2024. La conseguenza è immediata: la società viene diffidata dall’esercitare qualunque attività all’interno del sito.
All’origine del provvedimento c’è l’interdittiva antimafia firmata dalla Prefettura di Frosinone il 21 luglio 2026. L’atto era stato notificato alla Regione il giorno successivo e ha determinato l’avvio del procedimento regionale per far decadere l’autorizzazione.
La decisione prefettizia era arrivata al termine di un procedimento nel quale la società aveva avuto la possibilità di confrontarsi con l’amministrazione e presentare proprie osservazioni. Nel documento regionale vengono richiamati diversi elementi valutati dalla Prefettura come indicatori di un possibile condizionamento dell’impresa: rapporti personali ed economici, legami lavorativi, relazioni commerciali e sovrapposizioni operative con soggetti e imprese già interessati da procedimenti giudiziari o misure di prevenzione.
La Prefettura avrebbe inoltre evidenziato la presenza di rapporti e interessi economici condivisi, oltre alla presenza di personale e figure tecniche in comune con altre realtà. Elementi che, considerati nel loro insieme, sono stati ritenuti indicativi di un rischio concreto e attuale per l’autonomia della società.
La Regione, nel proprio provvedimento, precisa di muoversi sulla base dell’interdittiva antimafia e delle conseguenze che la legge collega alla sua adozione. Non si tratta, dunque, di una sentenza penale né di un accertamento di responsabilità penale nei confronti della società o dei suoi rappresentanti.
L’impianto aveva alle spalle un iter autorizzativo relativamente recente. Nel giugno 2024 la Regione aveva autorizzato la realizzazione e la messa in esercizio dell’impianto per il trattamento dei veicoli fuori uso e il recupero di rifiuti non pericolosi. La capacità prevista arrivava a oltre 30mila tonnellate l’anno.
Nel febbraio 2025 era stato poi formalizzato il passaggio relativo al collaudo e alla messa in esercizio. Ancora nel luglio di quest’anno, poche settimane prima dell’interdittiva, la Regione aveva approvato alcune modifiche non sostanziali all’autorizzazione originaria.
È proprio questo insieme di atti che ora viene travolto dalla decadenza. La Regione ha infatti stabilito che l’effetto non riguardi soltanto l’autorizzazione del 2024, ma anche il provvedimento sul collaudo e quello sulle modifiche successive.
Nel frattempo la società ha scelto di contestare il procedimento nelle sedi giudiziarie. Attraverso i propri legali ha presentato osservazioni alla Regione e ha impugnato davanti al TAR del Lazio, sede di Latina, la precedente comunicazione dell’amministrazione, chiedendo anche misure cautelari.
La Regione, però, ha confermato la propria posizione e ha adottato la determinazione definitiva. Adesso sul sito di Cervaro potranno essere effettuati controlli da parte degli organi competenti. Il provvedimento è stato infatti trasmesso a Prefettura, Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, Comune, ASL, Vigili del Fuoco, ARPA Lazio e agli altri enti interessati.
Per la LAMAR CAR resta aperta la strada del ricorso contro la nuova determinazione regionale. Il provvedimento potrà essere impugnato davanti al TAR entro 60 giorni dalla comunicazione oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Per ora, però, l’effetto della decisione è chiaro: l’autorizzazione regionale non è più efficace e la società è stata formalmente invitata a interrompere qualsiasi attività nell’impianto di località Macerine.