Processo Mollicone, Tuzi e l’ultima confidenza prima della morte: “Serena era in caserma”

L'ex comandante Tersigni: “Il 10 aprile 2008 il brigadiere ha riferito di aver fatto entrare, la mattina dell’1 giugno 2001, la 18enne”

Le confidenze più delicate sarebbero arrivate tutte alla vigilia della tragedia. È questo il dettaglio che ha segnato l’ultima udienza sul delitto di Serena Mollicone, riportando al centro dell’aula il tormento del brigadiere Santino Tuzi.

Davanti alla Corte d’Assise d’Appello, l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Fontana Liri, Gabriele Tersigni, ha ricostruito i colloqui avuti con Tuzi nel 2008, sottolineando un aspetto che oggi assume un peso particolare: le rivelazioni più esplicite sarebbero state fatte il 10 aprile, il giorno prima che il brigadiere venisse trovato morto.

Secondo quanto riferito in aula, proprio in quell’ultimo incontro Tuzi avrebbe sciolto ogni riserva, affermando che la ragazza vista entrare in caserma il 1° giugno 2001 era Serena Mollicone. Una dichiarazione netta, che arrivava dopo un primo colloquio in cui il militare si era limitato a descrivere con precisione l’abbigliamento della giovane, senza però nominarla.

Il fatto che tutte le confidenze più dirette siano state rese alla vigilia della sua morte lascia trasparire, secondo quanto emerso nel dibattimento, uno stato d’animo segnato da un peso interiore che Tuzi si sarebbe portato dietro per anni. Dal 2001 al 2008, il brigadiere avrebbe custodito dentro di sé un ricordo e un dubbio che, solo dopo essere stato ascoltato dagli inquirenti, avrebbe deciso di condividere apertamente anche con il suo superiore.

La morte di Tuzi, avvenuta poche ore dopo quell’ultima conversazione, ha trasformato le sue parole in uno degli snodi più complessi dell’intera vicenda giudiziaria. Senza la possibilità di un contraddittorio diretto, la Corte è oggi chiamata a valutare il peso di quelle dichiarazioni, pronunciate — secondo il racconto di Tersigni — in un momento di profonda tensione personale.

A distanza di oltre vent’anni dall’omicidio di Serena Mollicone, il “nodo Tuzi” continua così a rappresentare uno dei passaggi più delicati del processo: un intreccio di memoria, coscienza e silenzi che ancora oggi interroga la giustizia e l’opinione pubblica.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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