Ramo cade su un’auto dopo il passaggio di un camion carico di rotoballe sulla “509” per Forca d’Acero: allertato il 112

Dubbi sulla sicurezza del trasporto: resta da chiarire se il carico rispettasse i limiti di sagoma previsti dalla normativa

Un camion colmo di rotoballe, con un carico che appariva particolarmente elevato, ha destato preoccupazione nella serata di ieri, venerdì 3 luglio. lungo la Strada Regionale 509 di Forca d’Acero, nel tratto compreso tra San Donato Val di Comino e il valico.

Secondo quanto riferito da un automobilista in transito poco dopo le 19, il mezzo, affrontando la strada montana, avrebbe sfiorato più volte la vegetazione ai margini della carreggiata e gli alberi ad alto fusto. In uno di questi passaggi un ramo si è staccato, finendo contro l’autovettura che seguiva il camion. Solo per una circostanza fortunata il parabrezza non ha subito danni ma tanto è stato lo spavento.

L’automobilista ha quindi contattato il 112 per segnalare quanto stava accadendo, manifestando preoccupazione anche per la stabilità del mezzo nell’affrontare le numerose curve che caratterizzano quel tratto della “509” per Forca d’Acero.

Sulla vicenda resta ora un interrogativo che meriterebbe un chiarimento da parte degli enti competenti. Il carico trasportato rispettava i limiti dimensionali previsti dal Codice della strada oppure si trattava di un trasporto eccezionale? Nel secondo caso, il mezzo era autorizzato a percorrere quel tratto della SR 509 ed erano state verificate la compatibilità del percorso e le prescrizioni previste per questo tipo di trasporti?

Dalla documentazione fotografica non è possibile stabilire con certezza se il camion fosse effettivamente “fuori sagoma” ai sensi della normativa, circostanza che può essere accertata soltanto attraverso le verifiche delle autorità competenti. Tuttavia, le immagini mostrano un carico di notevole altezza che, secondo il racconto dell’automobilista, avrebbe, come detto, sfiorato pericolosamente alberi e rami lungo il percorso. Inoltre, il avrebbe potuto ribaltarsi ad ogni curva rischiando di provocare una tragedia.

L’episodio riporta inevitabilmente l’attenzione sulla sicurezza della viabilità montana. La SR 509 di Forca d’Acero, insieme alla SR 666, che la precede da Sora fino all’incrocio di San Donato Val di Comino, sono infatti tra le arterie più delicate del comprensorio, soprattutto durante il periodo estivo quando il traffico aumenta sensibilmente. Negli anni si sono verificati numerosi incidenti, alcuni dei quali purtroppo mortali.

Non a caso, nelle scorse settimane proprio a Sora si è tenuto un confronto tra il Prefetto, i sindaci del territorio e le forze dell’ordine durante il quale è stata evidenziata l’elevata incidentalità registrata lungo la SR 666 e la SR 509.

Alla luce dell’episodio di venerdì sera, la domanda è inevitabile: il trasporto era pienamente conforme alle prescrizioni previste dalla legge? E, soprattutto, è possibile evitare che situazioni analoghe possano mettere a rischio l’incolumità degli automobilisti che percorrono quotidianamente una delle strade più panoramiche ma anche più impegnative della provincia? Il 31 maggio è morto un ragazzo. Era in sella alla sua amata motocicletta. Quante altre vittime si dovranno contare prima che si cominci a fare qualcosa e prima che anche i tanti amanti di questa strada la smettano di scambiarla per una pista da corsa?

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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