Nuovo importante sviluppo nell’inchiesta sulla rapina a mano armata da circa 190mila euro messa a segno ai danni di un facoltoso imprenditore residente nella periferia di Anagni. Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Anagni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 25enne del posto, incensurato, ritenuto il presunto ideatore del colpo e basista dell’organizzazione.
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Frosinone, rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, che avrebbe consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del giovane.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 25enne avrebbe avuto un ruolo determinante nell’organizzazione della rapina, partecipando sia alla fase di pianificazione sia a quella esecutiva. La vittima sarebbe stata individuata proprio perché datore di lavoro dell’arrestato.
Il colpo risale al 29 maggio scorso. L’imprenditore, mentre stava rientrando nella propria abitazione a bordo della sua auto di lusso, fu bloccato da due uomini che si qualificarono falsamente come appartenenti alle Forze dell’Ordine, mostrando anche un finto tesserino per rendere credibile il controllo.
Dopo aver fermato il veicolo, i due, sotto la minaccia di un’arma, verosimilmente una pistola, immobilizzarono l’uomo costringendolo a consegnare tutti gli oggetti preziosi che aveva con sé. Il bottino fu ingente: circa 190mila euro tra orologi e gioielli di lusso, tra cui un Rolex d’oro, collane, un orecchino e un anello con brillanti.
Le indagini, scattate immediatamente grazie alla segnalazione di un passante, si sono concentrate sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati lungo il tragitto tra l’azienda dell’imprenditore, in provincia di Roma, e la sua abitazione ad Anagni.
Gli accertamenti avevano già portato, all’alba del 23 giugno scorso, all’arresto dei due presunti autori materiali della rapina, due giovani di 22 e 24 anni rintracciati rispettivamente a Casalvieri e Atina.
L’attività investigativa è poi proseguita fino a individuare quello che gli inquirenti ritengono essere il basista interno all’azienda, raggiunto oggi dalla misura cautelare.
Contestualmente all’arresto, i militari hanno eseguito perquisizioni sia nell’abitazione del 25enne ad Anagni sia nel suo ufficio presso la sede dell’azienda, in provincia di Roma, nel tentativo di recuperare la refurtiva. Le ricerche, tuttavia, hanno avuto esito negativo e gli oggetti preziosi sono tuttora irreperibili.
Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato trasferito nella Casa Circondariale di Frosinone, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si ricorda che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.