Remat e fondi alla Saf, l’assessore Righini: “Nessun collegamento tra rogo e trasferimento di risorse”

L'esponente della giunta Rocca precisa che i 13,5 milioni per l'incremento delle quote di conferimento arriveranno ad iter completato

Il nostro servizio, pubblicato questa mattina con il titolo “Rogo Remat, cinque giorni per una relazione sui rifiuti andati in fiamme”, ha scatenato la reazione dell’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini.

«È incomprensibile – scrive in una nota – il tentativo di collegare il rogo della Remat all’operazione straordinaria con cui la Regione Lazio ha previsto risorse in favore della SAF. Si tratta di due vicende completamente distinte. Le risorse regionali, infatti, sono destinate a consentire il recupero di crediti che la SAF non è stata in grado di accertare e riscuotere nel corso degli anni, circostanza sulla quale è stato aperto un fascicolo presso la Corte dei Conti nei confronti degli amministratori che si sono succeduti alla guida della società».

«Le risorse – avverte Righini – saranno liquidate dalla competente Direzione Rifiuti non appena sarà trasmessa la documentazione richiesta, in assenza della quale non sarà possibile procedere alla liquidazione delle somme. La SAF e il suo presidente sanno bene tutto questo, ma mi sembra che in queste ore sia più impegnato a contribuire a trovare equilibri nelle tumultuose correnti del Pd».

Le considerazioni dell’assessore e la puntualizzazione dell’articolista

«L’incendio della Remat è invece oggetto delle indagini della Procura della Repubblica e degli accertamenti di ARPA Lazio sulle eventuali violazioni delle norme di sicurezza. Attribuire responsabilità alla Regione è una ricostruzione del tutto infondata, rispetto alla quale ci riserviamo di tutelare l’Amministrazione in ogni sede competente, anche giudiziaria», conclude Righini.

Per concludere, due brevi considerazioni da parte dell’autore del servizio.

Leggendo l’articolo in questione si comprende chiaramente come si parli, da una parte, della determina della Direzione Rifiuti relativa alle prescrizioni conseguenti al rogo della Remat e, dall’altra, della convocazione del Cda della SAF, che avrà diversi argomenti all’ordine del giorno, tra cui la relazione sull’incendio di San Giorgio a Liri, il bilancio della Società Ambiente Frosinone 2025 e le dimissioni dal Consiglio di amministrazione di Mauro Buschini. Si tratta, evidentemente, di argomenti distinti e tra loro scollegati.

Non vi è, quindi, alcun nesso che l’articolo tenti di stabilire tra la vicenda Remat e il versamento dei 13,5 milioni di euro regionali a beneficio dei Comuni della provincia di Frosinone per l’incremento delle quote di conferimento a Colfelice. Meno che mai sono state attribuite responsabilità alla Regione per quanto accaduto alla Remat.

Può aver creato qualche perplessità al componente della Giunta regionale l’annotazione finale dell’articolista: «Dipenderà dall’assessore Giancarlo Righini decidere come e quando adempiere alle promesse pubbliche fatte davanti alle telecamere. Ammesso che lo decida».

L’intento era esclusivamente quello di sollecitare un esponente di primo piano della Giunta Rocca al fine di accelerare un trasferimento di fondi nell’interesse del territorio. Al di là del fatto che, materialmente, la liquidazione spetti ora alla Direzione Rifiuti e, quindi, faccia capo all’assessore Fabrizio Ghera. Tutto qui, e solo per chiarezza.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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