Ritorno a scuola: la voce degli studenti. Parla Antonio Garibaldi, presidente della consulta provinciale

“Strutture, sport, trasporti, orientamento: così la scuola può aprirci al futuro”. Il punto del rappresentante degli studenti

Con l’avvio del nuovo anno scolastico arriva anche la riflessione della Consulta Provinciale degli Studenti di Frosinone. A parlare è il presidente Antonio Garibaldi, anche rappresentante d’istituto, che ha voluto rivolgere un augurio e al tempo stesso un messaggio di impegno e responsabilità.

“Con l’avvio di questo nuovo anno scolastico desidero condividere alcune riflessioni e un augurio sincero a tutti gli studenti come me, che mi onoro di rappresentare. È finita l’estate: tornare tra i banchi non significa solo riaprire i libri. Si continua a crescere, a mettersi alla prova e a rivivere la splendida comunità che siamo”.

Garibaldi sottolinea come la rappresentanza sia uno strumento fondamentale per i giovani: “Mettersi in gioco per costruire insieme, far sentire la nostra voce. Non è sempre facile, ma parleremo più forte se servirà a risolvere i nostri problemi”.

Trasporti e disagi quotidiani

Il primo pensiero va agli studenti pendolari: “Sono tanti coloro che, tra tratte lunghe e strade fatiscenti, impiegano ore per raggiungere le città scolastiche e non riescono ad arrivare in tempo prima che suoni la campanella. Vivere in un piccolo comune non può essere un peccato originale: al contrario, è un valore da preservare”.

Strutture e sport

Non mancano le criticità legate agli edifici scolastici e agli spazi per le attività motorie. “Ancora troppe volte vediamo scuole sventrate in pieno centro, strutture fatiscenti e carenze di attrezzature, che troppo spesso addirittura non ci permettono di fare educazione fisica. Per tutti gli studenti della nostra provincia lo sport deve essere un diritto. L’ora di ‘motoria’ non è per noi materia di serie B, ma un’occasione vitale, oltre che di apprendimento, di socialità e di aggregazione indimenticabile”.

Orientamento, la sfida del futuro

Ma la riflessione più forte è quella legata al domani: “La domanda che rimbomba fortissimo nelle nostre teste è: ‘Che cosa voglio realizzare nella vita?’. Ora che sono al quinto anno e mi appresto a chiudere il ciclo scolastico, noto che la maggior parte dei miei amici non sa minimamente cosa farà dopo la maturità: se proseguire gli studi, dove andare all’università e cosa studiare, o se è già possibile lavorare. Questo perché il nostro percorso ci prepara molto a conoscere nozioni, ma poco a comprendere noi stessi e la nostra funzione nella società”.

Per il presidente della Consulta la risposta è chiara: serve più orientamento. “Non tutti possiamo permetterci di fare lunghi viaggi per andare agli open day delle università italiane. Vogliamo che sia la scuola stessa a spiegarci, direttamente nelle nostre aule, quali porte possiamo aprire per il nostro futuro”.

L’impegno della Consulta

Su questi temi, Garibaldi assicura, la Consulta intende lavorare con tavoli provinciali per cercare soluzioni condivise. Un augurio che diventa anche un impegno: “Buon anno scolastico a tutti noi”.

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